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Cyberbullismo: importanti indicazioni dal convegno

Il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni molto diffusi. Nelle scuole, nei centri di ritrovo, su internet

Il bullismo e il cyberbullismo sono fenomeni molto diffusi. Nelle scuole, nei centri di ritrovo, su internet i giovani adolescenti emettono per più tempo atti denigratori offensivi e illeciti. Al convegno del 21 ottobre scorso presso l’oratorio della chiesa di San Michele Arcangelo, nel comune di San Michele Salentino si è largamente parlato proprio di questo argomento. Gli interventi della dirigente del commissariato della Polizia di Stato di Mesagne, di sociologi, psicologi, dirigenti scolastici sono stati rivolti ad un pubblico di genitori e alunni evidenziando le modalità d’intervento. Accade tutto per caso?

I ragazzi mettono in atto comportamenti che possono risultare spie d’allarme per ricoprire il “ruolo” di bullo o diventare vittima. Il carnefice si presenta con un temperamento impulsivo, estroverso; ha ricevuto probabilmente nell’accudimento scarsa cura e calore; ha sperimentato, forse, punizioni fisiche, limiti e regole senza spiegazioni. Perciò egli potrebbe avere scarso autocontrollo delle sue emozioni, non avendo appreso l’autoregolazione, la verbalizzazione e la normalizzazione delle stesse.

Se ad esempio è arrabbiato, triste, trasgredisce una regola (per l’impulsività innata), non gli è stato dato modo di esprimere quello che ha provato. Il bullo, disattiva quindi l’accudimento e la cura verso l’altro; risulta poco empatico; può aver anche avuto come modelli di riferimento e di apprendimento comportamenti violenti e modalità di comunicazione aggressive. Con questi criteri il ragazzo potrebbe aver imparato a risolvere le difficoltà quotidiane da solo, nella rabbia senza collaborare

La possibile vittima si presenta con un temperamento introverso, modelli di accudimento ansiogeni per cui è sensibile alla colpa, ha aspettative sociali negative, problemi relazionali. Il ragazzo ha scarsa capacità di opporsi, non sa cooperare e ribellarsi. Su questo terreno fertile potrebbe svilupparsi una bassa autostima se si perpetrano offese, denigrazioni, prese in giro, atti illeciti on line. In questo scenario il gruppo è la forza del carnefice e il fattore di rischio per la vittima. I pari presi dall’entusiasmo, dalla voglia di emergere, di fare qualcosa di eclatante, spinti dall’idea di sentirsi grandi appoggiano il bullo. E questo isola la vittima sortendo conseguenze diverse sull’esito della vicenda.

Ecco che gli interventi hanno il dovere di nascere nella famiglia, il primo ente sociale a cui si affaccia il bambino e in cui l’adolescente costruisce parte della sua identità; nelle scuole il campo in cui i ragazzi giocano tutto il loro essere creando la propria personalità e autonomia. Non sono esenti dalla prevenzione centri di ritrovo, di aggregazione, sportivi e parrocchiali.

Lasciarsi incuriosire da ciò che fanno gli adolescenti sul web e nella vita quotidiana, senza risultare controllanti o ansiogeni; discutere e controllare i conflitti; garantire fermezza nella disciplina; sostenere nelle difficoltà promuovendo problem solving, empatia, verbalizzazione delle emozioni; dare attenzione ai cambi d’umore e d’abitudine del minore. Ecco alcuni piccoli accorgimenti per gli adulti educatori.

Oltre a questo, in particolare nelle scuole possono essere promossi gruppi di lavoro attraverso la peer education, in cui il lavoro tra pari prevede una ripartizione dei ruoli, la negoziazione e la cooperazione, in modo che il bullo possa canalizzare la sua innata impulsività in qualcosa di costruttivo, forme di gratificazione diverse ottimizzando la cura e la collaborazione; la vittima impara a fidarsi di sé e dell’altro. Si favorisce così la capacità delle abilità sociali, del problem solving.

È fondamentale divulgare materiale formativo ed informativo sul bullismo e cyber bullismo perché gli alunni possano essere più consapevoli sull’uso delle nuove tecnologie, sapere di cosa si tratta e a chi rivolgersi in caso di bisogno senza vergogna e senza colpa; conoscere le conseguenze legali dei propri gesti e la pericolosità di chi può nascondersi dietro uno schermo.

Ricordiamo che il cambiamento per migliorare deve iniziare da ognuno di noi poiché i ragazzi sono il nostro futuro e hanno sogni meravigliosi da realizzare. Facciamo sì che possano imparare la condivisione nel rispetto di se stessi e dell’altro. 

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