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Sabato, 22 Gennaio 2022
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BRINDISI – Il risanamento ambientale del porto di Brindisi e di uno degli angoli storici della città, il Villaggio Pescatori, è partito con il dragaggio di 30 mila metri quadrati di fondale marino e con la riqualificazione completa dell’area demaniale del villaggio. Avviate ufficialmente il 9 febbraio, anche se i test preliminari e l’avvio dell’intero impianto idrorefluente sono cominciati nell’autunno 2009, le operazioni di bonifica del porto costeranno all’Autorità portuale circa 32 milioni di euro ed impegneranno la ditta toscana Teseco, che ha vinto la gara d’appalto un anno fa, per i prossimi 36 mesi.

BRINDISI - Il risanamento ambientale del porto di Brindisi e di uno degli angoli storici della città, il Villaggio Pescatori, è partito con il dragaggio di 30 mila metri quadrati di fondale marino e con la riqualificazione completa dell'area demaniale del villaggio. Avviate ufficialmente il 9 febbraio, anche se i test preliminari e l'avvio dell'intero impianto idrorefluente sono cominciati nell'autunno 2009, le operazioni di bonifica del porto costeranno all'Autorità portuale circa 32 milioni di euro ed impegneranno la ditta toscana Teseco, che ha vinto la gara d'appalto un anno fa, per i prossimi 36 mesi.

Partiranno entro marzo invece, i lavori di riqualificazione del Villaggio Pescatori: sarà uno dei primi interventi previsti dal nuovo Piano operativo portuale ad essere realizzato e, entro sette mesi, dovrebbe ridare alla città uno scorcio del lungomare totalmente ristrutturato e risanato. "Il dragaggio si svolge in due fasi - spiega l'ingegner Giulio Sbocchelli che dirige i lavori della Teseco - riguarda la rimozione di almeno 50 centimetri di sedimenti del fondale marino, oltre a tutti i rifiuti che si sono accumulati negli anni".

Il procedimento che viene eseguito nel capannone ex Saca prevede due fasi: una chimico-fisica e una meccanica. I sedimenti vengono aspirati attraverso idropompe, riversati nelle vasche di stoccaggio, dove viene separata la parte acquosa da quella solida. Le acque vengono trattate in loco e riversate in mare. I fanghi invece, dopo il trattamento chimico e il procedimento di disidratazione, vengono trasferiti in una discarica tarantina per rifiuti speciali non pericolosi.

La procedura che è stata affidata alla stessa ditta specializzata che nel 2007 liberò la costa ostunese dalla nave turca Hanife Ana che si incagliò in località Costa Merlata. Eppure le prime difficoltà per il dragaggio hanno già rallentato le operazioni: a creare problemi è la grande quantità di rifiuti che blocca le pompe di aspirazione. "Come tutti i porti anche qui a Brindisi i fondali sono coperti di rifiuti - precisa l'ingegner Sbocchelli - che bloccano le operazioni di aspirazione e costituiscono il maggior impedimento per il nostro lavoro".

Meno complesse, seppur più radicali, saranno invece le operazioni di risanamento del Villaggio Pescatori. Incaricata dello studio e della progettazione, l'architetto Mina Piazzo ha previsto l'abbattimento di baracche e rimesse così come la ricostruzione degli scivoli con materiali ecocompatibili. Due milioni di euro, ottenuti con una delibera Cipe del 2009 dall'Autorità portuale, serviranno per la riqualificazione del lungomare, sul lato Casale, che prevede anche il consolidamento e risanamento delle banchine che dal Villaggio Pescatori si estende fino al Monumento al Marinaio e lungo il canale Pigonati.

"Piazzali, moli e banchine - racconta l'architetto Piazzo - dopo la demolizione, saranno ricostruite mantenendo la cortina di carparo. Gli scivoli invece, che sono sgretolati come tutta la pavimentazione, saranno rinnovati con un nuovo manto di 15 centimetri che richiama quello del resto della città". Per completare il progetto di decoro urbano, è stato previsto anche un modernissimo impianto d'illuminazione in grado di ridurre l'inquinamento luminoso.

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