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Referendum contro il Jobs act: "Se occorre, dobbiamo scendere in strada"

La Cassazione ha detto sì ai tre quesiti referendari contro il Job’s act e a difesa dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori promossi dalla Cgil, che ha raccolto 3,3 milioni di firme, e sostenuti da Sinistra italiana

La Cassazione ha detto sì ai tre quesiti referendari contro il Job’s act e a difesa dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori promossi dalla Cgil, che ha raccolto 3,3 milioni di firme, e sostenuti da Sinistra italiana. Sulla questione, riceviamo e pubblichiamo un intervento dell’avvocato Giuseppe Giordano.

Il referendum sul ripristino dell'ordine di reintegrazione nel posto di lavoro, con l'estensione alla aziende con oltre cinque dipendenti, in caso di licenziamento dichiarato giudizialmente nullo e/o ingiustificato ( art. 18 Statuto dei lavoratori) è ammissibile per la Cassazione. Un altro ostacolo superato.

Ora resta l'ultimo parere della Corte Costituzionale, poi il prossimo governo, legittimamente eletto, potrebbe evitare di indire i referendum, anche sui voucher e sul diritto dei lavoratori al pagamento degli stipendi da parte del committente in caso di appalti e subappalti, in un solo modo: abrogando o modificando le norme in modo conforme a quello che sarebbe l'esito favorevole. La voce del popolo dei lavoratori deve farsi sentire più forte di sempre e al momento opportuno,se occorre, si deve, dobbiamo, scendere in piazza.

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