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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Il Comune di Brindisi e il suo mastodontico Piano anticorruzione

Un documento di 145 pagine letto da pochissimi. Ma dov'è la relazione sui controlli effettuati nel 2017?

BRINDISI - Gli episodi di inaudita criminalità verificatisi in città nei giorni addietro hanno giustamente sollevato un coro di proteste da parte di cittadini, forze politiche e sociali ed istituzioni, sicchè la decisione di urgente convocazione da parte del prefetto del Comitato Provinciale dell’ordine e della sicurezza pubblica e la immediata azione di tutte le forze di polizia operanti sul territorio per la intensificazione dei dovuti controlli per il ripristino della vita democratica e civile della comunità, hanno sortito favorevoli apprezzamenti.

In questa ottica, appare condivisibile il suggerimento reso dal responsabile provinciale dell’Arma dei Carabinieri, col. Giuseppe De Magistris, che ha voluto significare  a cittadini ed istituzioni la importanza della collaborazione con i tutori dell’ordine pubblico al fine di prevenire disegni  criminosi, contribuendo in tal modo anche alla individuazione degli autori. Ed allora. Pur prendendo atto delle dichiarazioni di condanna sui fatti delinquenziali resi dai partecipanti alle elezioni amministrative e da autorevoli rappresentanti del Parlamento, utile sembra la possibilità di coinvolgimento  concreto della istituzione comunale che ha l’obbligo di risposte chiare e fattive intorno alla questione che vive la città.

Non è più tollerabile lo stupore dei pochi, nell’indifferenza generale dei molti  per la mancata conoscenza del caso, di apprendere che il piano anticorruzione comunale, redatto nel 2017 e raccolto in ben 55 pagine,  dall’allora segretario generale Alemanno, evidenzia la sussistenza di “pressioni terze” significandone i singoli aspetti,  che incidono sulla regolare gestione dell’Ente. Ha dell’incredibile, poi, l’adozione del provvedimento commissariale n. 68 dell’8 marzo 2018, al di là del dovuto rispetto per l’enorme lavoro compiuto dai dirigenti responsabili della redazione del  piano triennale 2018/2020 per la prevenzione della corruzione  e per la  trasparenza  racchiuso in ben 145 pagine.  

La delibera in parola, da un breve ma significativo sondaggio, risulta avere attratto l’attenzione di pochissimi lettori probabilmente non interessati  a conoscere l’origine semantica della parola corruzione o le particolari norme di diritto penale legate a fenomeni corruttivi  o il pensiero di antichi filosofi e politici del Sacro romano impero sul concetto  terminologico di corruzione. Pare evidente, quindi, che la illegalità, l’illecito amministrativo, l’inosservanza della normativa nella stesura di un atto pubblico, sono aspetti  riconducibili al più ampio concetto di corruzione che, come giustamente osservato, provoca nell’Ente Locale l’esercizio di un potere non inquadrabile nell’interesse pubblico.

Orbene,  anche nel piano triennale 2018/2020 per  la prevenzione della corruzione e per la trasparenza  appaiono  rilievi e suggerimenti  per il contenimento in generale del fenomeni  di corruttela e per una sana  e corretta gestione dell’Ente, ma non sono rilevabili interventi in tal senso. Anzi dal sito istituzionale del Comune non è rilevabile per l’anno 2017  la relazione sulla attività svolta dall’Ufficio Controlli Interni /Anticorruzione: molto interessanti risultano le relazioni relative agli anni precedenti dal segretario generale dell’epoca  anche se le osservazioni  e rilievi contenuti nelle stesse non sembrano aver  conseguito i risultati sperati.

In conclusione, si è inteso sommessamente richiamare,  cogliendo la gravità dei fatti criminali accaduti, che non è più il tempo dell’apparire, per coloro che sono investiti di pubbliche responsabilità, ma dell’agire concretamente e solo allora potranno essere rivolti, con riferimento ai provvedimenti adottati , gli apprezzamenti relativi alla gestione  dell’Ente.

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