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Sacchetti differenziata: "Perché a Brindisi due soli centri di distribuzione?"

Intervento di Enzo Albano sui disagi patiti dai cittadini costretti a spostarsi verso il rione Sant'Elia o la zona industriale

BRINDISI - E' ragionevole che per ritirare i sacchetti della raccolta differenziata si sia deciso di mettere in movimento i cittadini del Casale, del Paradiso, del Perrino, dei Cappuccini, della Commenda, del Centro per raggiungere i due soli centri di distribuzione dei sacchetti, attivati nei locali della delegazione comunale di S. Elia e nella sede della società Ecotecnica, in zona industriale?

Peraltro stupisce che in questa città si possa ancora fare riferimento alla raccolta differenziata, considerate le percentuali deludenti riscontrate in quest’ultimo periodo. Con inevitabili ripercussioni sul costi del conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati e della sanzione per ecotassa, che contribuiranno a mantenere a livello esagerato la tassa sui rifiuti. E' evidente che una simile organizzazione comporta per i cittadini interessati un ragguardevole dispendio di tempo, di stress e di spese di trasporto (pubblico o privato) assolutamente prive di giustificazione. Ma anche di grave disagio, specialmente per le persone anziane e quelle deboli, che in un paese normale, rispettoso dei diritti e delle esigenze dei cittadini, non accade e né dovrebbe mai accadere.

Ma mi chiedo come si possa mai aver pensato di attivare due soli punti di consegna dei sacchetti per soddisfare le esigenze di circa 30.000 utenti? Ma anche perché far ripercorrere questa via crucis ogni tre mesi? Una organizzazione che appare in verità oltre che inadeguata, quantomeno strampalata, non commisurata all'elevato numero di cittadini interessati. Altrove hanno risolto il problema obbligando la società incaricata a provvedere direttamente alla consegna dei sacchetti al domicilio dei cittadini, oppure ad istallare e attivare in ogni quartiere della città punti di consegna o distributori automatici dei sacchetti. Ma poi perché costringere la gente ad andare quattro volte all'anno a ritirare i sacchetti. Per quale ragione non si fornisce la dotazione annuale o quantomeno semestrale?

Il risentimento dei cittadini è elevato a causa di quello che considerano una mancanza di considerazione per le loro esigenze e peri loro diritti, rivenienti anche dal fatto che i sacchetti non vengono regalati, ma pagati con la Tari.  Ma mi chiedo all'interno del palazzo c'è qualcuno che intenda e possa difendere i diritti dei cittadini, dare corrispondenza alle somme elevate che pagano con la Tari? E' proprio avvilente constatare che, ancora una volta, si rimanga inerti rispetto a quanto accade intorno a loro.

Credo che per il sindaco e l’assessore competente sia tempo di intervenire per cambiare la periodicità di consegna trimestrale in atto, facendo attivare in ogni singolo quartiere centri di distribuzione o distributori automatici di sacchetti. Ma anche, precisare a che titolo l’Ecotecnica occupa i locali comunali di S. Elia, se paga l'affitto, se paga l'energia elettrica, l'acqua, se è stato stipulato un contratto, considerato che non se ne fa cenno alcuno nel sito del Comune. Ma anche se Ecotecnica per quei locali paga la Tari, come fanno tutti i cittadini.

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