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Mimmo Consales

Mimmo Consales

Inutile sparare nel mucchio. Le imprese aiutino, anche a stanare i corrotti

Ho letto con non poca sorpresa le considerazioni fatte su Brindisi Report da un imprenditore che stimo come Francesco Perrino. Si tratta di una presa d’atto di un generale momento di difficoltà, ma anche di una analisi spietata nei confronti della politica, non senza riferimenti a quella “locale”. La prima considerazione che viene da fare è che quando si spara nel mucchio si rischia di colpire tanti innocenti, mentre i veri colpevoli riescono sempre a farla franca, forse per effetto di una esperienza che consente di saper schivare i colpi.

Ho letto con non poca sorpresa le considerazioni fatte su Brindisi Report da un imprenditore che stimo come Francesco Perrino. Si tratta di una presa d'atto di un generale momento di difficoltà, ma anche di una analisi spietata nei confronti della politica, non senza riferimenti a quella "locale". La prima considerazione che viene da fare è che quando si spara nel mucchio si rischia di colpire tanti innocenti, mentre i veri colpevoli riescono sempre a farla franca, forse per effetto di una esperienza che consente di saper schivare i colpi.

Perrino è chiaramente preoccupato per il futuro del comparto economico e quindi, di conseguenza, per quello delle sue aziende. Questo elemento lo ha probabilmente indotto ad affermare che "i politici locali non sanno fare altro che vivere alla giornata nel tentativo di recuperare un po' di credibilità e guadagnarsi una migliore posizione politica, dimenticando il rispetto per il prossimo, lo spirito di servizio, il dovere di fare, non preoccupandosi di passare sul cadavere del vicino pur di raggiungere i loro personali obiettivi".

Non so a quali politici l'imprenditore brindisino si riferisca (e francamente mi interessa poco), ma fare queste considerazioni serve soltanto ad alimentare un clima di sfiducia che accresce la crisi in atto, allontanando nuovi investimenti ed invogliando chi può creare nuove opportunità di lavoro a chiudersi in casa, in attesa di tempi migliori.

Tralascio il decalogo del comportamento che i politici dovrebbero osservare secondo quanto afferma Perrino (si è mai posto il problema di verificare se i politici locali sono davvero il peggio che esiste, come lui probabilmente ritiene?). Mi sia consentita, però, una difesa di ufficio: quando ho deciso di accettare la sfida elettorale per diventare sindaco di Brindisi non ero un individuo che "non aveva ne arte e ne parte".

Ho fatto molte rinunce, anche di carattere economico, ed ho messo in gioco la mia vita pur di rendere un servizio alla mia città e contribuire a voltare pagina. Non mi sono mai arrabattato e continuo a non farlo. Studio da primo cittadino anche di notte, apprendendo modelli mutuabili nella nostra città, proprio allo scopo di servire al meglio la mia comunità.

Certo, non è facile, tanto più perché i miei dubbi (manifestati in campagna elettorale) circa l'efficienza della macchina amministrativa vengono confermati giorno dopo giorno da ciò che accade a Palazzo di Città ed io sono costretto, insieme ai miei più stretti collaboratori, a spalare quotidianamente tonnellate di melma proprio allo scopo di far emergere tante professionalità nascoste o addormentate che pure esistono in piazza Matteotti.

In dieci mesi di strada ne abbiamo percorsa proprio tanta, intensificando rapporti con Governo e Regione, così come con enti e società che hanno programmi incrociati con i nostri (Autorità Portuale, Consorzio ASI, Camera di Commercio, Ferrovie dello Stato, Agenzia del Demanio, ecc.). Stiamo cercando faticosamente di facilitare la strada ad investimenti previsti dalle precedenti amministrazioni ma bloccati per ostacoli di vario tipo (uno su tutti: il nodo ferroviario, con risorse già disponibili per decine di milioni di euro ed ancora non impiegate), a partire dai ricorsi al Tar ed al Consiglio di Stato di imprese che partecipano a gare pubbliche.

Stiamo per definire, poi, l'utilizzo di altri 40 milioni di euro per il collegamento tra l'ospedale Perrino e l'aeroporto del Salento e per la creazione di una "circolare del mare" (da me fortemente voluta in sede di programmazione di questo intervento). Allo stesso tempo, poi, ci prepariamo a candidarci per altri finanziamenti statali e comunitari sulla base di una idea di città che parte dalla valorizzazione del nostro mare e delle tante vocazioni naturali ed imprenditoriali che si sono manifestate nel corso dei decenni.

Corre alla stessa velocità, inoltre, il treno di grandi scelte che ci apprestiamo a compiere, che vanno dal Piano Urbanistico Generale, al Piano della Costa ed al Piano della mobilità. E siamo al lavoro anche per il nostro bilancio di previsione che, attraverso il Piano triennale delle opere pubbliche, metterà in campo nuove risorse e quindi nuovi investimenti per imprese e lavoratori brindisini.

Lavoriamo, infine, per mettere tutti i cittadini sullo stesso piano di legalità attraverso una lotta serrata all'evasione di tributi comunali (in pochi mesi abbiamo già recuperato 25 milioni di euro!). Vorrei dire a Perrino, insomma, che questi politici "senza arte ne parte" lavorano dalla mattina sino a notte per traguardare risultati importanti finalizzati esclusivamente al bene comune.

Ovviamente la strada è ancora lunga e tortuosa, ma se vogliamo accelerare il passo occorre il contributo di tutti, anche degli imprenditori che Perrino in questa occasione rappresenta. Potrebbero darci una mano, ad esempio, nello stanare il malaffare nell'ambito della pubblica amministrazione. Non è un mistero, infatti, che il corrotto esiste in quanto c'è un corruttore che ovviamente coincide proprio con la figura di un imprenditore. Il tutto, si nasconde nelle pieghe del sistema degli appalti, a cominciare dalle insidie delle varianti di progetto e dall'esagerato ed ingiustificato ricorso al sistema del subappalto.

E spetta sempre agli imprenditori attrarre partners per nuovi investimenti e poi proporli alla comunità locale. Fino ad oggi ci si è trincerati dietro le lungaggini della burocrazia e la mancanza di dialogo con le istituzioni locali, ma adesso questo è un falso problema visto che il dialogo con le associazioni di categoria l'ho chiesto proprio io e che i tempi per il rilascio di autorizzazioni di pertinenza comunale si sono ridotti al lumicino (proprio per effetto di un "voluto" efficientamento in atto della macchina amministrativa).

Non vorrei, pertanto, che dietro accuse così impietose nei confronti dei politici locali (sarebbe stato interessante anche sapere se Perrino fa un distinguo comportamentale tra i vecchi ed i nuovi politici locali o se ci considera tutti uguali) si celasse (anche senza la volontà dell'imprenditore articolista) una ormai conclamata incapacità dell'imprenditoria brindisina a fronteggiare le sfide dei mercati senza paracadute di alcun tipo, così come ormai avviene nelle realtà più avanzate del Paese. Se di sfida dobbiamo parlare, quindi, deve coinvolgere tutti, nella chiarezza dei rispettivi ruoli e senza annaspare in polemiche inutili.

 

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