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Gentiloni difende l'operato del governo davanti ai giornalisti

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha tenuto questa mattina a Roma, presso la nuova aula dei gruppi parlamentari, la consueta conferenza stampa di fine anno

ROMA - Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha tenuto questa mattina a Roma, presso la nuova aula dei gruppi parlamentari, la consueta conferenza stampa di fine anno. Presente in sala, oltre al premier, anche il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Enzo Iacopino.

Gentiloni ha risposto alle domande poste da 33 giornalisti, dove ha potuto spaziare su tantissimi temi: dalla politica nazionale a quella internazionale, dall’ economia al lavoro. Di sicuro l’ ex ministro degli esteri non poteva non avere sulle spalle il peso di essere ritenuto, in tutto e per tutto, il leader di un  governo fotocopia di Matteo Renzi.

Tuttavia, Gentiloni, pur non rinnegando una certa continuità con l’azione politica intrapresa dal suo predecessore, ha voluto rimarcare la sua autonomia da ogni tipo di influenza esterna. Tante le domande  e tante le risposte. Sulla politica estera non è mancata la pertinente interrogazione su quale posizione adotterà l’Italia sulla recente querelle tra Usa ed Israele inerente alle nuove colonie edificate sui territori palestinesi.

Su questo Gentiloni è stato chiaro: gli insediamenti israeliani minano la pace, e l’Italia sarà  sempre favorevole alla soluzione, sempre perseguita, dei “ due popoli, due Stati”. Anche sulla crisi che attraversa il comune di Roma, è stata rimarcata la posizione del governo, che tenderà sempre a “tutelare l’immagine di Roma capitale”.

Non sono mancate le polemiche di alcuni cronisti sul lavoro e sulle proposte da intraprendere per la scrittura della nuova legge elettorale che, secondo alcuni, dovrebbero tutte partire direttamente dal governo. Gentiloni ha qui risposto che una nuova legge elettorale dovrà essere necessariamente la sintesi di un ampia discussione in Parlamento, senza scavalcare poi i compiti e le prerogative del Presidente della Repubblica a cui spetta il compito di promulgare la legge.

Ha anche rimarcato il fatto che il ministro Poletti si è scusato dopo la sua uscita infelice sui giovani che si trasferiscono all’estero per lavoro, ed anche di “non aver il compito di un giudice” a chi gli chiedeva la sua posizione sulla recente indagine della procura di Roma in cui è coinvolto il ministro dello Sport, Luca Lotti. Nel primo fine anno senza Marco Pannella, Gentiloni ha ribadito alla cronista di Radio Radicale l’impegno del governo sulla difficile situazione patita dalle carceri italiane.

E’ stato anche fatto notare al premier se, forse, non sia stato un errore inserire nella sua squadra di governo, come sottosegretario alla presidenza del consiglio, Maria Elena Boschi, persona che incarna la sonora sconfitta subita dal governo Renzi al referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Forse un “ autogoal”?  La risposta, anche qui, è stata chiara: “ Non è stato un errore ne un autogoal l’inserimento della Boschi, confido nella sua persona”.

Per quanto riguarda la Siria, il capo del governo ha ribadito che “ la partita è stata abbastanza difficile”, anche se nella conferenza di Monaco ci si era “avvicinati molto alla pace”. La fine è stata tragica, ma “ poteva essere ancora più “drammatica e sanguinosa di quanto è stata”. In ogni caso, la soluzione non può che non passare da “ un iniziativa delle Nazioni Unite”.

Quanto durerà, in ogni caso, il suo governo , ancora non è chiaro. La possibilità di andare ad elezioni anticipate, prima della scadenza naturale della legislatura che avverrà nel 2018, chiesta inizialmente da molte forze politiche, sembra aver avuto una forte battuta d’arresto.

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