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Martedì, 18 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

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La Consulta, il Porcellum ed il voto "libero ed eguale"

La sentenza tanto temuta, quanto auspicata, è dunque arrivata: il Porcellum è incostituzionale. In attesa delle motivazioni della Corte Costituzionale la Politica appare frastornata, spersa tra tante spinte e controspinte, tra chi “io l’avevo detto” e chi “non avete fatto nulla per cambiare la legge elettorale”.

La sentenza tanto temuta, quanto auspicata, è dunque arrivata: il Porcellum è incostituzionale. In attesa delle motivazioni della Corte Costituzionale la Politica appare frastornata, spersa tra tante spinte e controspinte, tra chi "io l'avevo detto" e chi "non avete fatto nulla per cambiare la legge elettorale". Dunque torna il tema: si è trattato dell'ennesimo caso di invasione di campo della magistratura?

La prima risposta che viene fornita esprime più che altro un principio scientifico. In modo abbastanza grossolano si può dire che "tutti i vuoti possono essere riempiti". Sicché l'inerzia della Politica, sul punto, legittimerebbe l'intervento del Giudice delle Leggi, il quale non solo ha dichiarato l'incostituzionalità di una legge, ma sembrerebbe, finanche, che abbia indicato la via della soluzione.

Tuttavia questa petizione di principio non convince del tutto. E' stata la stessa Corte Costituzionale che, più volte intervenuta, per esempio in materia di green economy e di distribuzione di poteri secondo il nuovo art. 117 della Costituzione, nell'ambito della legislazione concorrente tra Stato e Regione, ha detto che l'inerzia di uno dei soggetti non giustifica l'iniziativa legislativa riempitiva, ovvero sostitutiva, dell'altro.

Ed allora in quale ambito può essere incasellato dal punto di vista politico questa decisione della Corte? E se si trattasse, semplicemente (si fa per dire semplicemente) della applicazione del "principio di legalità"? L'idea che tale principio riguardi e regolamenti solo i comportamenti dei cittadini, è del tutto limitativa e fuorviante. In effetti non solo i cittadini devono sottostare alla "Legge" ma anche tutti i poteri dello Stato devono sottostare al diritto.

In questa ottica il principio di legalità (si leggano gli studi di Ferrajoli sul punto) si connota di una nuova e più moderna complessità. Immaginare i tre poteri dello Stato - Legislativo, Esecutivo e Giudiziario - esenti o esentati dall'obbligo di osservare la Legge, è errato e non solo fuorviante. C'è la Costituzione da osservare, rispettare ed applicare.

Se questa ricostruzione è giusta, con tutta l'umiltà di un semplice operatore del diritto di provincia, proviamo a chiederci, allora, quale potrebbe essere stato il principio di diritto violato dal "Porcellum. Quando le motivazioni saranno rese note a tutti, l'arcano sarà finalmente svelato; oggi possiamo provare ad identificare la "fallanza" nella violazione della norma costituzionale che qualifica il diritto - dovere di voto come diritto "personale ed eguale, libero e segreto".

Poco da dire sul requisito di " segreto" (l'argomento meriterebbe altra trattazione). Sono le caratteristiche di voto "personale ed eguale e libero", invece che sembrerebbero essere stati particolarmente compromessi con il Porcellum. E' davvero "eguale" quel voto che produce effetti diversi provocati dal premio di maggioranza (soprattutto senza un tetto limitativo)?

Ed è davvero "personale" quel voto che impedisce la scelta della persona del candidato ostacolata dalle liste bloccate? E, ancora, è davvero "libero" quel voto, dal punto di vista della libertà di scelta tra più alternative, se le liste bloccate mi consentono, in realtà, solo di scegliere tra votare o non votare? Ma su questo argomento Saramago ha già scritto tutto.

 

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