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Peppino Caldarola

Peppino Caldarola

La grande occasione del Pd e la fine dell'era dei capipopolo in Puglia

La prova del budino si fa mangiandolo, la prova di una leadership si fa guardando ai suoi risultati elettorali. Detto questo, non c’è dubbio che Bersani già porta a casa alcuni risultati. E’ stato eletto da primarie vere, il suo competitor collabora con lui, le parlamentarie hanno designato gran parte dei futuri eletti, ci sono molti volti nuovi e personalità di spicco nelle liste, in Puglia si va da Cassano a Petrocelli. Ci sono mormorii e dissensi sulle stesse liste, anche in Puglia. So poco e non ne parlo. Rilevo solo che è sempre accaduto che vi siano scontenti.

La prova del budino si fa mangiandolo, la prova di una leadership si fa guardando ai suoi risultati elettorali. Detto questo, non c'è dubbio che Bersani già porta a casa alcuni risultati. E' stato eletto da primarie vere, il suo competitor collabora con lui, le parlamentarie hanno designato gran parte dei futuri eletti, ci sono molti volti nuovi e personalità di spicco nelle liste, in Puglia si va da Cassano a Petrocelli. Ci sono mormorii e dissensi sulle stesse liste, anche in Puglia. So poco e non ne parlo. Rilevo solo che è sempre accaduto che vi siano scontenti.

Il dato che balza agli occhi, invece, è che il Pd è di fronte a una occasione storica: può provare e vincere le elezioni e dar vita al terzo esperimento di governo dopo i primi due fallimentari e il primo addirittura in tre mosse, tanti sono stati i premier, e può dar vita a un partito di rango europeo che sia di sinistra ma che abbia al suo interno altre voci. Fin qui Bersani è riuscito a fare quel che i suoi predecessori non sono stati in grado di fare. Merito suo, merito del tempo, merito degli avversari che appaiono decrepiti?

Non so lo, so che è così. Franco Cassano accettando la candidatura ha detto che siamo di fronte anche ad una opportunità per il Sud. E' vero, nel senso che questa volta la partita non si svolge sotto l'egemonia delle ideologie nordiste ma di fronte alla loro sconfitta. E' vero anche perché il difficile risultato lombardo può essere bilanciato da buoni risultati meridionali e insulari. Ma è vero, e credo che Cassano si riferisse a questo, perché siamo di fronte alla possibilità di una politica di governo che guardi al Sud in modo nuovo. Non c'è dubbio che buona parte di questa prospettiva dipende dal fatto che il Sud affermi proprie leadership.

Qui siamo di fronte a un mutamento di stagione. Vendola va a Roma e forse al governo, Emiliano è un po' ammaccato. Cambia l'aria? Il panorama meridionale non è confortante. In Campania non c'è leadership, in Sicilia neppure, la Calabria ha tentato anni fa con Minniti e ha fallito. Questo punto è decisivo. Fino a che il Mezzogiorno non avrà una leadership plurale forte non ci sarà prospettiva. Comunque in Puglia è bene ripartire da un dato incontrovertibile e di cui si vedranno le conseguenze. La stagione che si conclude è quella dei capipopolo. Molto chiasso, pochi risultati.

Riemerge il tema, molto bersaniano, delle leadership collettive o collegiali se volete. Qui la scommessa pugliese può esercitarsi. Non lo dico pensando a persone, lo dico pensando ai processi culturali. E lo dico anche pensando a una operazione di rielaborazione delle culture storiche che questi anni di populismo e di masaniellismo hanno ottenebrato. Se siamo dove siamo e dove forse arriveremo lo dobbiamo al fatto che il prudente Bersani ha saputo mescolare le sollecitazioni della nuova epoca con un solido e tradizionale impianto riformista.

Qui in Puglia l'operazione di rilettura può essere oltremodo interessante perché, pensando solo alla sinistra, qui si sono confrontati le suggestioni sindacaliste alla Di Vittorio, l'ingraismo degli anni di Reichlin e poi di Santostasi, l'amendolismo dei gruppi dirigenti, persino qualche appendice cossuttiana. Tutto ciò è avvenuto nel turbinio di movimenti di popolo e di avvicinamenti di elite intellettuali, oggi ben rappresentate da Franco Cassano. C'è da lavorare e da riflettere. Ma per cortesia accantoniamo la fase dei capipopolo.

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