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Peppino Caldarola

Peppino Caldarola

La Puglia non si sottovaluti: ha un Pantheon eccellente. Ecco alcuni nomi

Immaginiamo una confronto televisivo, come quello che è stato fatto su Sky fra i” magnifici cinque” del centro-sinistra, tradotto in pugliese. Cioè immaginiamo che vi siano cinque o anche meno candidati alla Presidenza della regione Puglia a cui venga chiesto di fare un Pantheon nostrano. Nomi importanti ce ne sono a bizzeffe. Noi ci sottovalutiamo, convinti che altre regioni abbiano più letteratura, più arte e più politica della Puglia e questa sottovalutazione spesso si accompagna all’idea che comunque noi siamo diversi, più eccentrici, perché più laboriosi e furbi. Ebbene il Pantheon pugliese potrebbe dare l’idea di come ci possiamo auto-rappresentare. Provo a dare dei suggerimenti ai candidati, cercando di selezionare figure prestigiose che hanno dato lustro alla nostra regione.

Immaginiamo una confronto televisivo, come quello che è stato fatto su Sky fra i" magnifici cinque" del centro-sinistra, tradotto in pugliese. Cioè immaginiamo che vi siano cinque o anche meno candidati alla Presidenza della regione Puglia a cui venga chiesto di fare un Pantheon nostrano. Nomi importanti ce ne sono a bizzeffe. Noi ci sottovalutiamo, convinti che altre regioni abbiano più letteratura, più arte e più politica della Puglia e questa sottovalutazione spesso si accompagna all'idea che comunque noi siamo diversi, più eccentrici, perché più laboriosi e furbi. Ebbene il Pantheon pugliese potrebbe dare l'idea di come ci possiamo auto-rappresentare. Provo a dare dei suggerimenti ai candidati, cercando di selezionare figure prestigiose che hanno dato lustro alla nostra regione.

Non si può non partire da Di Vittorio, il grande leader confederale che tuttora rappresenta l'espressione più alta del sindacalismo italiano e forse mondiale. Giuseppe Di Vittorio ormai compare solo in qualche rara citazione pubblica e in pochi libri di studiosi tenaci ma è stato rimosso come un ingombro incomprensibilmente. Lo ha rimosso la sinistra perché fu un eterodosso del Pci ante-litteram e lo hanno rimosso le giovani generazioni perché non lo hanno conosciuto. Eppure sul suo nome si può agganciare l'idea di una Puglia combattiva e rivolta in avanti di cui abbiamo ancora bisogno.

L'altro nome è senza dubbio Aldo Moro, il leader della Dc trucidato dalle Brigate rosse, intellettuale e politico di straordinario respiro, simbolo di un cattolicesimo politico attento ai cambiamenti. Anche a lui è toccato di venire dimenticato tranne che nelle date anniversarie del suo martirio. Moro può dire ancora molto alla Puglia e ai pugliesi perché rappresenta la politica alta, non priva di compromessi con la quotidianità ma sempre finalizzata a un discorso inclusivo.

C'è anche don Tonino Bello nel Pantheon ideale. Questo pretino di periferia vissuto troppo poco rappresenta l'ideale pacifista nel senso più ghandiano. Anche lui sembra scomparso dal discorso pubblico. Un altro grande pugliese che andrebbe recuperato è Paolo Grassi. Molti giovani forse non sanno che è stato il più grande uomo di teatro italiano. Fu lui l'organizzatore del Piccolo di Milano in coppia con Giorgio Strehler, dando vita a una stagione lunga e entusiasmante di rinascita culturale dell'intero paese con contaminazioni culturali prese dal mondo intero.

C'è poi il nome di uno dei più grandi martiri del antifascismo, il deputato socialista Giuseppe Di Vagno, che si oppose con coraggio alle squadracce del mussolinismo arrembante e venne ucciso per fermarne l'azione e l'iniziativa politica. Credo che in un Pantheon di questo tipo un piccolo posto merita anche un ragazzo diventato famoso per la sua tragica morte. Penso a Benedetto Petrone, figlio della Bari vecchia antifascista, che venne ucciso a piazza Prefettura dopo una grade manifestazione antifascista in cui l'intero mondo giovanile si ribellò alle angherie di squadristi che avevano occupato il centro cittadino e le strade del rione Carrassi.

Il teatro ha dato anche un altro grande nome che potrebbe essere ricordato, è quello di un brindisino che ha vissuto lungamente a Milano e Prato e che rappresentò il volto gentile e mutevole di un artista poliedrico: è Giustino Durano, anche lui attore del Piccolo di Strehler e Grassi. Possiamo poi dimenticare Nino Rota l'autore delle più celebri colonne sonore felliniane, artista gentile che la Puglia ha rimosso? L'elenco potrebbe continuare. Sarebbe bello se "BrindisiReport.it" indicesse fra i suoi lettori una consultazione che offra a tutti noi altri nomi di pugliesi eccellenti. Io ci ho provato e mi scuso per chi ho dimenticato. Ho cercato solo di dare l'avvio.

BrindisiReport.it raccoglie l'invito di Peppino Caldarola e invita i lettori ad inviare i nomi delle figure che a loro avviso meritano di entrare nel Pantheon delle donne e degli uomini di Puglia che hanno contribuito particolarmente alla crescita democratica, sociale e culturale del Paese. Scrivete brevi mail a redazione@brindisireport.it

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