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Domenica, 23 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

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La storia dell'arte non può essere eliminata dalla scuola: Renzi provveda

È storia recente, di qualche settimana fa appena: all’improvviso i social network vengono invasi da post che, tra sbalordimento e indignazione, annunciano l’abolizione della storia dell’arte dai programmi scolastici. In realtà gli addetti ai lavori sanno benissimo che la storia dell’arte non è stata abolita ora, ma, ahinoi, drasticamente ridotta nel 2010 dalla Riforma Gelmini.

È storia recente, di qualche settimana fa appena: all'improvviso i social network vengono invasi da post che, tra sbalordimento e indignazione, annunciano l'abolizione della storia dell'arte dai programmi scolastici. In realtà gli addetti ai lavori sanno benissimo che la storia dell'arte non è stata abolita ora, ma, ahinoi, drasticamente ridotta nel 2010 dalla Riforma Gelmini che ha eliminato le ore relative alla materia negli istituti professionali ad indirizzo grafica, moda e turismo per tutto il corso di studi, lasciando solo 2 ore a settimana nel triennio dell'istituto tecnico turistico.

Solo nel liceo artistico sono rimaste intatte le tre ore settimanali, e la disciplina permane per tutto il corso di studi solo nel nuovo liceo musicale e nello scientifico, dove però è da sempre legata al disegno tecnico. Al linguistico e perfino al classico la storia dell'arte resta solo dal terzo al quinto anno, essendo state eliminate tutte le sperimentazioni che avevano esteso, soprattutto al classico, lo studio della materia già dal primo anno: anche questa una vera assurdità, considerato che l'arte è stata la base della classicità.

Noi addetti ai lavori da ormai più di tre anni protestiamo, firmiamo petizioni, una delle quali ha superato le 15.000 firme ed è stata sostenuta dagli ex ministri Bray e Carrozza, ma, a quanto pare, non vi erano finora i fondi necessari per una rimodulazione delle ore. Forti del sostegno e dell'indignazione che si è scatenata negli animi degli italiani, la battaglia continua: nei circoli del Partito Democratico di tutta Italia da ieri è partita l'iniziativa "Metti in circolo il pittore" che punta ad ospitare lezioni di arte tenute da insegnanti, artisti, ottenendo anche il sostegno di Anisa, l'associazione nazionale degli insegnanti di storia dell'arte.

Anche il circolo Pd di Brindisi aderisce all'iniziativa, grazie all'entusiasmo dei Giovani Democratici che l'hanno voluta e organizzata. Tutto questo va benissimo ma è il caso di chiedere con forza al premier Renzi, che ha affermato di voler considerare la scuola come punto centrale della sua azione di governo, di rivedere queste sciagurate rimodulazioni del monte ore della storia dell'arte, ma anche di altre materie: non è accettabile che un paese con il retaggio culturale di un passato glorioso come il nostro non dia la possibilità di formarsi a tutti sulla base del nostro capitale culturale.

Chi scrive aborre la definizione di petrolio, spesso abbinata ai beni culturali: termine che sottintende lo sfruttamento del giacimento fino a suo esaurimento, in un'ottica meramente consumistica. A noi pare decisamente più adatto fare leva sul capitale relazionale che dalla cultura può crearsi, e sulla cui base fondare un nuovo modo di tutelare, conservare, valorizzare e promuovere il nostro patrimonio.

E nella stessa giornata in cui, a poche ore di distanza, si celebra l'Oscar vinto dal film "La grande bellezza", nel quale la magnificenza dei grandi monumenti romani fa da grandiosa scenografia, e contestualmente si assiste inermi agli ennesimi crolli di Pompei, vogliamo sperare che corrispondano al vero le parole del neo ministro Dario Franceschini che ha affermato di voler mettere al centro dell'azione di governo la cultura in tutte le sue forme. Che sia la volta buona!

*responsabile provinciale Pd Cultura e Istruzione

 

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