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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

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L'assedio a Kyenge, e la differenza tra uguaglianza e discriminazione

Bruxelles scende in campo dopo le parole razziste arrivate da esponenti politici al Ministro Kienge e con i recenti fatti di cronaca, si è assistito ad un abuso del concetto di "discriminazione" ed “uguaglianza”. Il principio di uguaglianza non coincide affatto con il concetto di "egualitarismo", secondo il quale tutti siamo uguali ed ogni situazione è uguale all’altra. Principio che non esiste neppure in natura.

Bruxelles scende in campo dopo le parole razziste arrivate da esponenti politici al Ministro Kienge e con i recenti fatti di cronaca, si è assistito ad un abuso del concetto di "discriminazione" ed "uguaglianza". Il principio di uguaglianza non coincide affatto con il concetto di "egualitarismo", secondo il quale tutti siamo uguali ed ogni situazione è uguale all'altra. Principio che non esiste neppure in natura, dove ognuno è diverso dall'altro ed ogni situazione è diversa dall'altra.

Tuttavia si assiste, nel modo di parlare, ad un'assimilazione, giustificata dal fatto che le due nozioni si farebbero reciproco rinvio: l'uguaglianza è intesa come assenza di discriminazione; la discriminazione è violazione dell'uguaglianza. Si giunge a dire che la non discriminazione e l'uguaglianza rappresentano le due facce di uno stesso principio, non avvedendosi che il principio di non discriminazione, può in realtà comportare trattamenti uguali in situazioni diverse.

Sul piano concettuale, non discriminazione ed uguaglianza si oppongono: la prima non consente di differenziare; per raggiungere la seconda, si può distinguere. Va ricordato che la Cedu (Corte Europea dei diritti dell'Uomo) non garantisce un autonomo diritto all'uguaglianza, ma vieta le discriminazioni nel godimento dei diritti e delle libertà riconosciute dalla Convenzione di Roma. Lo stesso art. 3 della Costituzione accosta, ai singoli divieti di discriminazione il principio di uguaglianza, che insegna che tutti hanno "pari dignità" e sono "uguali di fronte alla legge". Ma l'essere uguali di fronte alla legge, è cosa diversa dall'essere uguali e basta.

Sicché è discriminatorio sia, trattare in modo diverso situazioni giuridiche eguali, sia trattare in modo uguale, situazioni giuridiche diverse. Sono al contrario, poco raccontati nelle cronache, gli effetti della discriminazione in chi la subisce: l'attacco alla propria autostima, prima di tutto. In fondo l'impegno nel successo è proporzionato alla percezione della probabilità di avere successo.

Vero è che la caduta di vecchi equilibri cui eravamo abituati ha accelerato la contrapposizione tra le diversità, aprendo la porta ad un conservatorismo ipocrita, quello di un paese in cui la "libertà di coscienza" del legislatore, è lo strumento per impedire la libertà di altri. Diciamocelo pure: l'Italia è un paese in cui i diritti sono dimezzati dai pregiudizi.

Ognuno di noi però, può fare la differenza: nella comprensione dell'altro, nella curiosità per ciò che non conosce, consapevoli che senza diversità non è possibile decifrare il mistero della vita dell'uomo ed il senso della Storia. D'altro canto, immagine e somiglianza non significano che l'uomo è uguale a Dio, ma che noi stessi, siamo parte del mistero di Dio, che si realizza anche attraverso la diversità.

 

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