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"Dopo 18 mesi cantiere chiuso: ma i lavori sono terminati?"

La Fontana Impero di piazza Santa Teresa liberata da ponteggio, transenne e teli

Nei giorni scorsi mi è capitato un fatto singolare, che mi ha indotto a riflettere sullo scetticismo con il quale ho sempre ascoltato i tanti racconti sui miracoli, su come alcuni li percepiscono. Ma può anche rivelare come il cuore della gente sia sempre pronto ad aprirsi alla gioia, che di questi tempi ed in questa città, è un vero e proprio miracolo.

E’ accaduto, infatti, che dopo aver ascoltato il disappunto di alcuni nostri concittadini, che mi rappresentavano la situazione ormai insopportabile  esistente da moltissimo tempo in piazza Santa Teresa ed in via Camassa, a causa dei lavori infiniti alla fontana Impero, che offendeva il decoro e l’immagine di questa città, mi sono recato con uno di loro per verificarlo di persona.

Sono rimasto senza parole. Avevano ragione. Tutta la fontana Impero e, di conseguenza, Piazza Santa Teresa e via Camassa, erano tenuti in ostaggio da tanti ponteggi, trasenne, teli di platica e  tabelle che indicavano i lavori in corso.

via camassa-2

Lavori che stando alle indicazioni trascritte sul tabellone collocato su piazza Santa Teresa sarebbero dovuti terminare da diciotto mesi: il 30 marzo 2019. Mentre su quella collocata su via Camassa, non risultava trascritta alcuna data riferita all'inizio e alla fine dei lavori. Forse per evitare che i cittadini informati, come ritengo sia loro diritto, potessero percepire, ancora una volta, una amministrazione assente, indolente, refrattaria ad intervenire per tutelare il decoro e il paessaggio della nostra città. 

Ho fatto immediatamente alcune foto per poter rappresentare all'amministrazione la situazione di disagio vissuta da tanti nostri concittadini, per chiedere un suo intervento. Anche perchè esternamente non si vedevano da tempo operai a lavoro.

La mattina del 6 ottobre scorso, mentre mi recavo in comune per depositare all'ufficio protocollo la segnalazione di quei lavori eterni, sono stato attirato dalle grida di una persona che da lontano mi gridava: miracolo, miracoloo, miracolooooooo. Mi sono fermato ero incuriosito, volevo capire il motivo di tanta agitazione.

Quando mi ha raggiunto, quasi di corsa, mi sono accorto che era il cittadino che mi aveva accompagnato in piazza Santa Teresa. Per quanto parlasse non riuscivo a comprendere alcunché. Le parole erano soffocate dall’affanno e da una gioiosa esaltazione.

Quando ha potuto, mi ha raccontato che dopo tanta inerzia, tanta assenza, il cantiere era stato chiuso. Di buon mattino alcune persone stavano smontando tutto, sia sulla piazza, sia su via Camassa. Non c'erano piu poteggi, teli di plastica, transenne, tabelloni. Non c’era più niente. Un vero miracolo mi ripeteva, perchè era convinto che piazza e via Camassa non si sarebbero mai liberati da quei ponteggi, da quei teli, da quelle transenne. Perchè, come tanti, si è formato la convinzione che in questa città ci sia poco interesse per il decoro e per la sua immagine, nonostante i tanti discorsi sulla loro tutela, come uno dei volani per rilanciare la vocazione turistica della città e il suo sviluppo economico.

cartello lavori-3 

Per qualche istante mi ha emozionato. Non tanto dal fatto che mi raccontava, ma dal modo in cui lo raccontava. Però, riflettendo sui fatti, pur continuando ad assentire per non deluderlo, sono stato preso dalla sensazione invadente, che non eravamo in presenza di alcun miracolo, considerato che si ripristinava un decoro che doveva essere restituito molto prima.

Intanto, però, una fastidiosa voce ribelle, dall’interno, mi suggeriva che sarebbe stato un vero miracolo se la nostra amministrazione, come fanno tante altre che sanno amministrare, fosse intervenuta per tempo per far rispettare gli accordi, se avesse informato i cittadini dei motivi reali del ritardo, delle attività espletate per evitarlo, se fossero state applicate penali, sui motivi per cui sul tabellone ubicato in via Camassa non erano stati indicati i dati relativi all'inizio e al termine dei lavori. Ma anche se i lavori  appaltati sono  terminati e risolto il problema delle acque.

Ma sappiamo tutti che non bisogna dar credito alle vocine interne. Sono capaci di seminare dubbi, specie nelle situazioni che non sono chiare, che nessuno sembra disponibile a chiarire. Tutto ormai dimenticato, lasciato alle spalle. Adesso l'amministrazione, come sempre, non deve perdere tempo a parlare di ritardi, di disagio, di lamentele,di assenze, di inefficienze, di ciclo dell'acqua, deve solo assumersi e pubblicizzare il merito di aver almeno chiuso il cantiere e liberato la fontana prima del 2050. E perchè no, anche organizzare una inagurazione. Fa sempre bene.

Nondimeno, anche se è durata  pochi  istanti, l’ emozione gioiosa di quell’incontro, mi è rimasta nel cuore per tutto il giorno. 

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