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Ansia da prestazione sessuale? Quando le pillole non servono

L’ansia da prestazione sessuale è un problema che può interessare sia la donna che l’uomo. Si tratta di un’insicurezza che si riversa inevitabilmente anche sul partner

L’ansia da prestazione sessuale è un problema che può interessare sia la donna che l’uomo. Si tratta di un’insicurezza che si riversa inevitabilmente anche sul partner. L’erezione del pene è un fenomeno psico-fisico, coinvolge una componente psicologica e organica (fisica). Il cervello, all’inizio si trova in uno stato di eccitazione mentale a seguito di stimoli sensoriali di natura erotica, e prosegue con la produzione di ormoni e stimoli bio-chimici (erezione) prodotti dalla suddetta eccitazione mentale. L’ansia blocca questo processo, innescando un circolo vizioso che si autoalimenta.

Il timore di non riuscire, di non essere all’altezza, di deludere e deludersi, abbassa la prestazione che risultando deficitaria incrementa l’idea di inefficacia. Le conseguenze possono essere: mancanza di erezione iniziale, erezione debole, erezione intermittente, perdita di erezione durante il rapporto o durante la penetrazione (o spesso mentre si sta indossando il preservativo). Si crede (e si spera a volte) che sia un problema fisico, organico forse risolvibile con un farmaco, piuttosto che pensare che sia dovuto ad un processo inadeguato solo mentale!

L’ansia da prestazione sessuale non è una malattia o un male da nascondere a se stessi o agli altri, ma un problema odierno e diffuso e in nessun modo rappresenta una mancanza di virilità. Similmente può accadere che la donna provi ansia nei confronti del partner e questo può generare una tensione provocando scarsa lubrificazione vaginale, mancanza di rilassamento dei muscoli vaginali. Le conseguenze emotive riguardano la poca apertura mentale verso il sesso o difficoltà nel lasciarsi andare e vivere il rapporto sessuale con gioia e spensieratezza.

In entrambi i casi i soggetti percepiscono il rapporto sessuale come un banco di prova per essere accettati, un dovere da compiere con risultati massimi, essere perfetti. Se la prestazione è scarsa nell’altro si crea effettivamente l’idea di essere poco attraenti o amati per cui anche la sua prestazione risulta ansiosa e poco soddisfacente, per entrambi.

Può essere utile, dopo aver escluso ogni difficoltà organica, parlarne apertamente con il partner senza vergogna o senso di colpa, o sentimento di mancanza di femminilità – virilità. Se è il caso ci si può rivolgere ad un sessuologo o terapeuta di coppia. Non correre alle pillole! Riponendo fiducia in un farmaco anziché in se stessi, si genera una sorta di dipendenza psicologica dalle pillole e si alimenta l’idea, più o meno inconscia, di essere sessualmente poco prestanti, sminuendo l’autostima e alimentando il timore di fallire.

Inoltre è importante una corretta informazione sulle dinamiche sessuali di coppia, ascoltare e raccontare le esigenze e desideri sessuali più intimi. Il rapporto sessuale unisce, rafforza il legame, per questo va curato e accudito in ogni suo aspetto come una pianta che cresce e si fortifica di giorno in giorno gestendo al meglio le piccole grandi tempeste. Il tutto va vissuto con spensieratezza, divertimento e gioco per sé e il partner.

Raggiungere una definitiva padronanza delle proprie emozioni e degli stati mentali nei momenti più intimi, lavorando su se stessi, è sicuramente un modo per poter vivere ogni esperienza sessuale con serenità, sicurezza, godendo appieno di un momento così bello ed importante della coppia. (rita.verardi@libero.it)

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