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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Le nubi sul Teatro Verdi deprimono il desiderio di cultura della città

A termine della stagione teatrale 2011-2012 al Verdi di Brindisi, numerose questioni si presentano nella mia mente ed all’orizzonte del panorama culturale brindisino. Nell’immediato, un’immagine si distingue dalle altre: l’ultimo spettacolo della stagione, superba conclusione di un percorso che ha accompagnato la cittadinanza in un viaggio lungo un anno. La rappresentazione de “Il lago dei cigni” è stata semplicemente superba. La Fondazione ed il direttore artistico, compiendo questa scelta, hanno voluto salutare la città con un agglomerato di emozioni che hanno pervaso gli spettatori per un’intera serata.

A termine della stagione teatrale 2011-2012 al Verdi di Brindisi, numerose questioni si presentano nella mia mente ed all'orizzonte del panorama culturale brindisino. Nell'immediato, un'immagine si distingue dalle altre: l'ultimo spettacolo della stagione, superba conclusione di un percorso che ha accompagnato la cittadinanza in un viaggio lungo un anno. La rappresentazione de "Il lago dei cigni" è stata semplicemente superba. La Fondazione ed il direttore artistico, compiendo questa scelta, hanno voluto salutare la città con un agglomerato di emozioni che hanno pervaso gli spettatori per un'intera serata.

La musica galvanizzante e coinvolgente, la straordinaria interpretazione degli artisti, l'impeccabile coreografia, l'eleganza e la raffinatezza dei costumi sono riusciti a coinvolgere il pubblico fino a renderlo partecipe delle scene rappresentate, della storia raccontata e delle emozioni, rese palpabili e visivamente nitide sul palco. Gli applausi che hanno salutato a lungo la compagnia, al termine dello spettacolo, sono l'indicatore del successo della serata e del gusto dei brindisini per questi eventi culturali. Posso affermare che l'entusiasmo che ha accompagnato la mia presenza a teatro è stato impareggiabile.

Eppure un velo di malinconia ha offuscato questa mia gioia. Una serie di domande hanno preso vita : mi sarà offerta la stessa occasione il prossimo anno? Avrò la possibilità di assistere ancora a simili eventi nella mia città? Potrò godere di queste emozioni nella mia Brindisi o potrei essere costretta ad un girovagare ramingo per elemosinare spunti culturali, di riflessione, momenti di svago e di crescita culturale e sociale? La prosa, la lirica, il balletto fanno ormai parte integrante della vita dei Brindisini. Tantissimi giovani, studenti e non, che hanno partecipato alle varie serate con i docenti, con i genitori o con amici e compagni, cominciando ad apprezzare, a gustare, a comprendere i grandi della letteratura, della musica e delle altre espressioni artistiche, dovranno rinunciare a questi momenti di impegno e riflessione?

Chi si farà carico di questa responsabilità? Non è giusto privare Brindisi del diritto alla ricchezza culturale, che non è solo teorica, ma può, anzi deve essere volano di sviluppo e possibilità di "posti di lavoro" se il tutto viene affrontato con intelligenza e mente sgombra da pregiudizi. Sul teatro "Verdi" di Brindisi, quindi, si addensano nuvoloni, potranno essere spazzati via? I candidati a rappresentare la città cosa dicono? Le altre Istituzioni del territorio cosa pensano? Avrò delle risposte o come al solito il cittadino è l'ultima ruota del carro?

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