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Applausi e fischi dopo le primarie Pd: nessuna riflessione sul futuro

Ho letto diversi commenti sull'esito delle primarie di ieri 30 Aprile. Non mi sento rappresentato né dai sostenitori di Renzi né da quelli che lo hanno avversato. Si applaude o si fischia senza una seria analisi dei dati

Ho letto diversi commenti sull'esito delle primarie di ieri 30 Aprile. Non mi sento rappresentato né dai sostenitori di Renzi né da quelli che lo hanno avversato. Si applaude o si fischia senza una seria analisi dei dati e soprattutto senza spendere una parola sulle prospettive future. Come se con queste primarie , con il loro esito peraltro scontato, avessimo finalmente trovato la ricetta per tutti i mali che affliggono il Paese. Alcuni commenti mi hanno addirittura fatto rabbrividire. Qualcuno arriva a sostenere, senza essere ripreso da dirigenti o deputati del posto, che ora bisogna cacciare Orlando, Emiliano ed i loro seguaci e farlo assestando loro delle pedate sul sedere!

Cacciate tutti. Mi raccomando. Tutti quelli che ovviamente non la pensano come voi. Resterete soli come membri di una setta che ha come unico credo il volere del Capo. Fate attenzione però. Quando manca la tolleranza, la voglia del confronto e l'intelligenza per capire che la ragione non sta mai da una parte soltanto, mi dispiace dirlo - e lo dico dopo aver speso una vita in politica - i successi sono effimeri e, come tali, foriere di profonde delusioni (il referendum, dopo il risultato delle Europee, non ha insegnato nulla?).

Vorrei provare a ragionare senza la pretesa di essere ascoltato. Hanno sbagliato i rappresentanti dell'Articolo Uno ad uscire dal Pd perché il frazionismo è stato sempre deleterio per la sinistra. Oltretutto uscendo hanno fatto un favore a Renzi. Se fossero rimasti puntando su un solo candidato (dove è finita la politica? questi dopo decenni di attività in politica, dimostrano solo di essere dei dilettanti!) avrebbero reso più credibili le primarie e nello stesso tempo avrebbero reso meno consistente il successo del Renzi.

Emiliano, non so se per calcolo o per innata furbizia, forse a questo puntava giocando, fino all'ultimo secondo utile, sui due tavoli, ad essere cioè il candidato unico del raggruppamento antirenziano. Continua comunque a sbagliare Renzi a definire quelli di Articolo Uno "traditori". Se infatti dobbiamo parlare di tradimento, dopo il ventennio berlusconiano, ipotizzare un rendez-vous con Forza Italia non è forse un tradimento verso l'elettorato di sinistra per un partito che continua a definirsi rappresentante della vera sinistra?

C'è da augurarsi che Renzi , come ha affermato, non consideri il suo successo una rivincita e che quelli di Articolo Uno la smettano di dire "con Renzi mai". Io non sono nessuno per dare lezioni su come si fa seriamente politica, ma una cosa ho imparato nella mia lunga militanza: non si fa politica con la pietra in tasca. In politica mai dire mai. Se si vuole il bene del Paese, se non si vogliono perseguire vendette di medievale memoria, Articolo Uno deve capire che non si può aspirare a dare un governo di centrosinistra al paese prescindendo dal Pd renziano.

Si prenda atto della sua metamorfosi (Salvati , bontà sua, lo definisce liberal-socialista, aggiungendo un "finalmente" ma senza precisare cosa intende per partito liberal-socialista) e si abbandoni perciò ogni pregiudiziale di carattere personale. C'è da augurarsi però che contestualmente Renzi comprenda che Articolo Uno può essere una risorsa se non ambisce all'abbraccio con Berlusconi, abbraccio che consegnerebbe il Paese al comico genovese, perché consentirebbe di recuperare buona parte di quell'elettorato di sinistra che non va più a votare e che si è allontanato disgustato dalla politica.

Dovrebbe far riflettere in tal senso lo scarto tra il numero dei partecipanti alle primarie nelle ultime due tornate, nelle città (Bologna, Torino, Genova ecc..) una volta dette rosse. Il 30 Aprile 2017 la metà dei partecipanti è rimasta a casa! Ma c'è ancora spazio per la riflessione? Nutro purtroppo, a tal riguardo, seri dubbi.

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