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Paradiso "Il fai da te pubblico? La legge sugli appalti lo ammette"

La strategia per uno sviluppo urbano sostenibile passa inevitabilmente dal coinvolgimento dei cittadini nelle scelte da compiere

La strategia per uno sviluppo urbano sostenibile passa inevitabilmente dal coinvolgimento dei cittadini nelle scelte da compiere. Questo è uno dei cardini del costruendo programma di Articolo Uno per Brindisi. Si è preso atto quindi dell’invito del Comune rivolto alla cittadinanza per un ‘’tavolo delle idee’’ da effettuarsi dal 15 al 19 settembre presso l’auditorium della scuola ‘’Mameli’’. Un invito alla cittadinanza a partecipare attivamente alla riqualificazione del quartiere Paradiso.

Come Movimento  si era caldeggiato questo indirizzo nei mesi precedenti. Proprio nel quartiere Paradiso si sono avuti degli incontri con cittadini per raccogliere le loro idee sulle possibilità di recupero e crescita della zona.  Nel breve periodo si terranno incontri in altre periferie. Al ‘’Tavolo delle idee’’ per il  Paradiso il Movimento sarà presente. Teodoro Piscopiello del coordinamento cittadino di Articolo Uno, facendo tesoro degli incontri avuti nel quartiere, ha potuto elaborare una sua proposta  riguardante il recupero dell’edificio ‘’ex Macello’’ rispondendo alla richiesta di manifestazioni di interesse indetta dal Comune.

Si tratta di un segnale importante, un cambio di rotta verso una maggiore autodeterminazione delle proprie cose. Ci si augura che sia la prima di tante e che la città risponda con lo stesso spirito manifestato nei mesi scorsi. La mancanza di servizi, in particolare quelli relativi alla pulizia delle strade e raccolta di rifiuti,  ha visto un proliferare di comitati, associazioni di cittadini, raggruppamenti vari che, presi in mano gli attrezzi da lavoro e rimboccate le maniche, si sono dati da fare per ritrovare decoro intorno alle proprie abitazioni.

Il vecchio macello di via della Torretta, quartiere Paradiso 2-2

In situazioni di emergenza ci pare una delle cose sensate da fare. I cittadini hanno dimostrato di tenerci alla loro città e purtroppo il vuoto amministrativo degli ultimi anni ha reso indispensabile il fai da te. E’ evidente che chi paga le tasse si aspetti in cambio dei servizi. L’esperienza ci insegna che questo ciclo virtuoso spesso si spezza, soprattutto in danno di quelli più svantaggiati che abitano in aree già degradate di suo. I servizi ci devono essere e devono essere efficienti. Tutti ci dobbiamo battere per questo.

Non è una normalità che un cittadino provveda a far pulizia nella propria strada ma riteniamo che l’attaccamento dimostrato e questo voler bene alle  cose sia una buona base di partenza per rilanciare il futuro. Esiste nel nuovo codice degli appalti (D.Lgs 50/2016) all’art. 189 una normativa che potrebbe dare forza a questo tipo di interventi, senza lasciarli casi sporadici di virtuosismo individuale. Si chiamano Interventi di Sussidiarietà Orizzontale. Un nome difficile per dire che i cittadini possono realizzare opere pubbliche direttamente, presentando una proposta al Comune di competenza.

Al comma 2  del citato articolo si dice: “Per la realizzazione di opere di interesse locale, gruppi di cittadini organizzati possono formulare all'Ente locale territoriale competente proposte operative di pronta realizzabilità, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti o delle clausole di salvaguardia degli strumenti urbanistici adottati, indicandone i costi ed i mezzi di finanziamento, senza oneri per l'ente medesimo. L'ente locale provvede sulla proposta, con il coinvolgimento, se necessario, di eventuali soggetti, enti ed uffici interessati, fornendo prescrizioni ed assistenza. Gli enti locali possono predisporre apposito regolamento per disciplinare le attività ed i processi di cui al presente comma”.

Il vecchio macello di via della Torretta, quartiere Paradiso-2

In sostanza la legge sui lavori pubblici prevede che i cittadini possano realizzare e   gestire la cosa pubblica. Che possano farlo in prima persona, direttamente. Pensiamo ad esempio alla rigenerazione di una  piazza o di un parco giochi, ad edifici dismessi che possono essere utilizzati da giovani. Idee ne possono venire tante. Il tutto andrebbe normato con apposito regolamento comunale. Una sorta di patto di collaborazione. C’è altro, perché il singolo cittadino può recuperare  i soldi spesi per questi interventi, un po’ come accade per le ristrutturazioni tese ad un efficientamento energetico.

Al comma 5 del medesimo articolo: “La realizzazione delle opere di cui al comma 2 non può in ogni caso dare luogo ad oneri fiscali ed amministrativi a carico del gruppo attuatore, fatta eccezione per l'imposta sul valore aggiunto. Le spese per la formulazione delle proposte e la realizzazione delle opere sono, fino alla attuazione del federalismo fiscale, ammesse in detrazione dall'imposta sul reddito dei soggetti che le hanno sostenute, nella misura del 36 per cento, nel rispetto dei limiti di ammontare e delle modalità di cui all'articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e relativi provvedimenti di attuazione, e per il periodo di applicazione delle agevolazioni previste dal medesimo articolo 1. Successivamente, ne sarà prevista la detrazione dai tributi propri dell'ente competente”. 

I cittadini che volessero spendere il proprio lavoro per il bene della collettività, del proprio quartiere o della propria via potrebbero detrarre dalle tasse quanto speso e non avrebbero da pagare oneri amministrativi. Se il Commissario e gli Uffici Comunali predisponessero un regolamento di facile attuazione o dessero pubblicità dello stesso, laddove esistente, sarebbe una bella occasione per consentire un po’ di autodeterminazione nelle  cose comuni.

Anche uno stimolo ad occuparsi direttamente delle cose pubbliche senza aspettare che arrivi ‘’qualcuno’’ . Uno stimolo anche a proteggerle dai vandali e dall’incuria.  Uno strumento pratico per dimostrare ed attuare direttamente  la voglia di rinascere, che esiste per fortuna. Bisogna risvegliarla. (Paolo Perrino Articolo Uno - Mdp Brindisi)

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