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La battaglia di Mosul

La battaglia di Mosul

Le atrocità dei tagliagole sui civili sullo sfondo della battaglia di Mosul

Le notizie che giungono in queste ora da Mosul non sono affatto buone. Quella che doveva diventare, a tutti gli effetti, la mossa sovrana per dare scacco matto allo "Stato Islamico" in tutto l'Iraq si sta rivelando molto più difficile del previsto

Le notizie che giungono in queste ora da Mosul non sono affatto buone. Quella che doveva diventare, a tutti gli effetti, la mossa sovrana per dare scacco matto allo “Stato Islamico” in tutto l’Iraq si sta rivelando molto più difficile del previsto nella sua realizzazione. Negli ultimi giorni Daesh  ha sequestrato ed ucciso decine di persone nelle zone intorno a Mosul, nel tentativo  di sedare qualsiasi opposizione interna con l’uso sistematico del terrore e della paura per proteggere la sua  ultima roccaforte irachena.

Le Nazioni Unite, le forze curde e tutte quelle che stanno cercando di liberare la seconda città dell’ Iraq hanno dichiarato di avere le prove delle atrocità commesse dagli integralisti islamici fedeli ad Al Baghdadi, compresi gli indiscriminati massacri dei dissidenti, il tentato genocidio delle minoranze religiose, la diffusione della schiavitù sessuale e  le torture e gli abusi di ogni genere sui minori.

Molte denunce delle loro nefandezze sono state fatte da Ibrahim Ghazi,  ufficiale della Unione Patriottica del Kurdistan, che ha anche ricordato come “non sa neanche quale sia stata la sorte toccata a molti agenti di polizia presenti a Mosul” dato che, per ora, l’unica cosa certa è relativa la fatto che sono stati risparmiati dalle vendette e dalle repressioni solo quelli che si sono convertiti alle ferree regole fondamentaliste imposte da Daesh.

Secondo l’agenzia internazionale di stampa “Reuters” anche la Nazioni Unite hanno riferito di avere le prove dell’ l'uccisione di 50 ex agenti di polizia, tutte compiute in un edificio abbandonato  fuori da Mosul. Le forze di sicurezza irachene, invece, hanno scoperto  i corpi di 70 civili gettati in un fiume adiacente al villaggio di Tuloul Naser, che si trova a sud della città.

“Temiamo che questi non saranno gli unici casi di barbarie che scopriremo dopo la liberazione di Mosul” ha detto il portavoce delle Nazioni Unite, Rupert Colville, che ha aggiunto che molto spesso le fonti che denunciano queste atrocità sono cittadini del Nord-Iraq, i cui nomi non  vengono divulgati per tutelare la loro sicurezza.

Evitare di uccidere i civili è stata la primaria preoccupazione per tutti i gruppi armati che stanno cercando di liberare Mosul, in una città che conta una popolazione di circa un milione di persone, sempre tenendo bene in mente il fatto che le prime settimane di combattimento avrebbero, come era ovvio, provocato la fuga di tantissimi uomini, donne e bambini dalle loro case.

Attualmente le stime parlano di circa 6.000 combattenti fedeli al “Califfo nero”  Abu Bakr Al Baghdadi ( che sarebbe nascosto proprio a Mosul) contro oltre 30.000 uomini che compongono una vasta coalizione anti-Daesh fra cui vi sono i peshmerga curdi, l'esercito e le forze speciali irachene, le milizie sciite alleate dell’ 'Iran, gli aerei da guerra degli Stati Uniti (che agiscono di concerto con altre piccole truppe militari americane) e le forze turche posizionate al nord della città.

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