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Giovedì, 27 Gennaio 2022
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Left: vitamine per una sinistra che si occupi del mondo non delle carriere

Nelle scorse settimane è stata presentata a Brindisi, ad una platea fatta soprattutto di giovani e donne, e al di sopra di qualsiasi previsione di partecipazione, l’associazione politica e culturale “Left”, raccogliendo, oltreché tante adesioni formali, attenzioni, curiosità, dentro e fuori le tradizionali organizzazioni. Venerdì prossimo (16 marzo 2012) il comitato promotore darà vita alla sua costituzione formale e sarà deciso il programma di iniziative, di incontri, di ricerca, di studi e di analisi con cui Left intende caratterizzarsi nei prossimi mesi ed anni.

Nelle scorse settimane è stata presentata a Brindisi, ad una platea fatta soprattutto di giovani e donne, e al di sopra di qualsiasi previsione di partecipazione, l?associazione politica e culturale ?Left?, raccogliendo, oltreché tante adesioni formali, attenzioni, curiosità, dentro e fuori le tradizionali organizzazioni. Venerdì prossimo (16 marzo 2012) il comitato promotore darà vita alla sua costituzione formale e sarà deciso il programma di iniziative, di incontri, di ricerca, di studi e di analisi con cui Left intende caratterizzarsi nei prossimi mesi ed anni.

Left nasce per andare oltre gli attuali assetti organizzativi della politica e dei partiti, ma non intende diventare essa stessa partito, così come non sarà mai l?associazione di qualcuno. Si è ben oltre e fuori dalla contesa elettorale di questo periodo senza, però, rinunciare ad avere posizioni ed orientamenti su uomini e fatti di questa competizione. Left è una associazione che vuole impegnarsi per ?pensare a sinistra? e come tale, se ci riuscirà, dare un contributo a rinnovare, unire e, forse, anche a cambiare una sinistra che è o appare, soprattutto ai giovani, statica, vecchia, pigra e poco attrattiva.

Di fronte ai profondi sconvolgimenti che stanno interessando l?intero globo; di fronte al fallimento del  liberismo sopraffatto da un capitalismo finanziario senza confini e regole; di fronte alla difficoltà e alla capacità delle democrazie occidentali di dare risposte incisive e convincenti a questa crisi; di fronte alle scosse telluriche dei mercati della finanza che scuotono e mettono in discussione sovranità ed assetti statuari (fino a qualche anno fa ritenuti incrollabili ed eterni); di fronte ad una crisi che sta aumentando povertà e diseguaglianze distruggendo risorse, ambiente e territori: è necessario non stare più a guardare passivamente o solamente indignarsi con qualche sfogo, ma bisogna ritornare a pensare e a confrontarsi a sinistra.

Siamo giunti al punto che questa crisi mette in discussione l?utilità della politica e dei partiti, la funzione della democrazia e della rappresentanza del popolo. C?è una domanda molto diffusa: che fare della politica e dei partiti? Si va diffondendo un nuovo senso comune che quelle della politica e dei partiti siano ormai solo storie del passato. Noi sappiamo, però, che senza la politica non c?è la sinistra. Per queste ragioni, da sinistra, vogliamo dare il nostro modesto contributo per rinnovare la politica ma attraverso il cambiamento e la innovazione ? la sfida che lancia Peppino Caldarola in questo stesso giornale - che solo la sinistra è in grado si sollecitare e dare. Almeno vogliamo provarci connettendoci anche con il dibattito nazionale e soprattutto europeo.

Un dibattito che, dopo l?illusione liberista e il fallimento della destra europea, si sta riappropriando di analisi e di proposte basate sulla lotta alla povertà, alle disuguaglianze, per un nuovo ciclo di crescita sostenibile, innovativa e di giustizia sociale. Temi questi propri e comuni a chi si rifà alle idealità socialiste, liberali, solidaristiche e che hanno caratterizzato la storia e la vita dei popoli europei almeno in questi ultimi sessanta anni.

Per tutte queste ed altre ragioni, un gruppo di vecchi e nuovi militanti della sinistra brindisina assieme ad irregolari e apolidi di sinistra, delusi per la mancanza di sedi di confronto e di ascolto, per l?assenza di idee forti e di pensieri lunghi, preoccupati per le sue continue divisioni, hanno avuto l?idea di dare vita a Left, quale luogo, sede, ponte, strumento per tornare a pensare a sinistra.

C?è, però, anche un?altra ragione, questa sì più vicina a noi, alla contestualità brindisina e pugliese. Lo stato del centro-sinistra e della sinistra, il processo con cui si stanno definendo le alleanze per le prossime elezioni, desta preoccupazioni e ci spinge ad osare ed uscire dai nostri recinti individuali e collettivi. Il problema di questo centro-sinistra e del Pd pugliese e brindisino infarcito di individualismi, di carrierismo, di populismo, di diffidenze dietrologiche e di rancori, vuoto di contenuti e di idee-forza, non è con chi si allea, è che non sa bene chi è e cosa vuole fare!

Il laboratorio delle alleanze ha senso e produce risultati se oltre ai necessari ?reagenti? ci sono le molecole e la materia. Ma per come si sta sviluppando il laboratorio delle alleanze brindisine e pugliesi (che nessuno chiama più di centro-sinistra) c?è il rischio che qualcuno faccia solo la parte del reagente e qualcuno altro passa all?incasso per il risultato della composizione da laboratorio.

Anche attraverso la organizzazione di Left intendiamo dare vita, invece, ad un laboratorio di idee, di valori, di analisi e proposte condivise e pensate a sinistra. La sinistra è anche alterità e alternatività che sono una condizione indispensabile per fare le necessarie mediazioni e alleanze di governo. Insomma, non ci convincono i laboratori che sono solo cartelli elettorali, insieme di liste che sono più vicine all? ?indistinto? che a qualsiasi idea, di visione e di valori di sinistra e/o di centro-sinistra. La politica deve sottrarsi alla tentazione di occupare solo il presente e non svolgere più quella funzione di senso e di orientamento verso il futuro che le è affidata dalla democrazia.

Ma tornando a Left e alla sua principale e ambiziosa missione, vogliamo ribadire che sarà luogo e strumento di ricerca, di dialogo e di unità per quella sinistra che vuole cambiare, che vuole lavorare per un nuovo modello di società, di rapporti umani, di nuovi e sobri stili di vita. Una sinistra che sappia ripartire da vecchie ma sempre attuali parole che, in questi anni, erano state rimosse e/o accantonate quali: lavoro e sua centralità e dignità, solidarietà, persona, socialismo, libertà ed uguaglianza.

Su questo svilupperemo ricerche ed iniziative; ci metteremo in rete con altre associazioni; con centri e movimenti ormai presenti in tante altre realtà. Ma il massimo sforzo lo rivolgeremo verso il mondo dei lavori, le donne e le nuove generazioni, verso queste ultime, soprattutto, per coinvolgerle e formarle, recuperandole ad un impegno civile, politico, culturale così come sta avvenendo in tante parti di Europa sotto l?impulso del Socialismo Europeo.

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