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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Mattarellum: Bersani rischia l'autogol

Il prossimo 7 agosto parte la raccolta di firme per il referendum che si propone di abolire il porcellum. L'iniziativa è sospinta da Antonio Di Pietro e da Arturo Parisi. Veltroni, che l'aveva caldeggiata, si è tirato indietro per non acuire il contrasto con Bersani. Il segretario del Pd non vuole il referendum perché è convinto di poter cambiare la legge elettorale in parlamento e perché nel suo partito è acceso lo scontro fra neo-proporzionalisti e maggioritaristi. La raccolta delle firme è forse l'unico vero ostacolo che i referendari hanno davanti a sé. E' facile viceversa immaginare che di fronte ai quesiti che aboliscono il metodo di nomina per cooptazione dei parlamentari, i cittadini si schiereranno a favore della cancellazione dell'attuale obbrobrio.

Il prossimo 7 agosto parte la raccolta di firme per il referendum che si propone di abolire il porcellum. L'iniziativa è sospinta da Antonio Di Pietro e da Arturo Parisi. Veltroni, che l'aveva caldeggiata, si è tirato indietro per non acuire il contrasto con Bersani. Il segretario del Pd non vuole il referendum perché è convinto di poter cambiare la legge elettorale in parlamento e perché nel suo partito è acceso lo scontro fra neo-proporzionalisti e maggioritaristi. La raccolta delle firme è forse l'unico vero ostacolo che i referendari hanno davanti a sé. E' facile viceversa immaginare che di fronte ai quesiti che aboliscono il metodo di nomina per cooptazione dei parlamentari, i cittadini si schiereranno a favore della cancellazione dell'attuale obbrobrio.

La tiepidezza, se non l'ostilità, di Bersani verso il referendum che si propone l'obiettivo di riesumare il mattarellum rischia di diventare così un autogol del segretario. Pochi infatti credono che in questo parlamento ci sia una maggioranza disposta a cancellare il prodotto della fantasia fervida del dentista Calderoli. I boatos della politica romana ogni tanto segnalano una disponibilità della Lega e dello stesso Berlusconi verso la cancellazione del premio di maggioranza, motivata con il timore di una vittoria del centro-sinistra e con la possibilità che, svincolata dall'obbligo di alleanza con il PdL, la Lega possa riprendere a ballare da sola.

Sono boatos finora mai confermati da atti e da fatti. E' per questa ragione che il referendum appare come l'unico strumento in grado di cambiare lo stato attuale delle cose. Il mattarellum è stata una buona legge elettorale. Ha garantito entrambi gli schieramenti, ha dato risalto ai collegi lasciando spazio per parlamentari nominati nella quota proporzionale. In pratica, malgrado non piaccia al professor Sartori, è stato quanto di meglio la politica italiana abbia saputo proporre in tutti questi anni. E' questa la ragione che spinge anche uno come me, non referendario per cultura e vocazione, a ritenere che l'iniziativa di Di Pietro e Parisi sia sacrosanta. Stiamo assistendo in queste settimane a una recrudescenza dello spirito anti-parlamentare.

Non c'è strato della società che non parli della politica e del parlamento con sprezzo esasperato. Spesso le critiche sono fondate, molto spesso con esse si mette nel bidone della spazzatura sia il bambino sia l'acqua sporca. Dire agli italiani che si restituisce a loro la scelta di chi li deve rappresentare è un primo passo per riavvicinare la politica agli elettori. Se non si coglie l'urgenza di questa esigenza si rischia di veder crescere in modo esponenziale l'antipolitica. Siamo talmente vicini al burrone che ogni iniziativa rivolta a creare fiducia e partecipazione può rivelarsi una buona medicina per questo sfortunato paese. Esitare, dividersi in mille distinguo, oggi è peggio di una colpa, è un errore grave.

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