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Domenica, 28 Novembre 2021
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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Miracolo? No, solo una stangata

Per definire la manovra approvata dal parlamento conviene riesumare un termine antico: stangata. Gli esperti hanno calcolato che ogni famiglia italiana sborserà almeno mille euro che diventeranno molti di più quando i Comuni e le Regioni ridurranno i servizi essenziali e si rifaranno sui cittadini. Nessuno degli interventi congegnati da Tremonti interviene sulla struttura del debito pubblico e i sacrifici che gli italiani faranno non avranno alcuna influenza sullo stato disastroso della finanza pubblica mentre avranno un effetto recessivo sull'economia.

Per definire la manovra approvata dal parlamento conviene riesumare un termine antico: stangata. Gli esperti hanno calcolato che ogni famiglia italiana sborserà almeno mille euro che diventeranno molti di più quando i Comuni e le Regioni ridurranno i servizi essenziali e si rifaranno sui cittadini. Nessuno degli interventi congegnati da Tremonti interviene sulla struttura del debito pubblico e i sacrifici che gli italiani faranno non avranno alcuna influenza sullo stato disastroso della finanza pubblica mentre avranno un effetto recessivo sull'economia.

Il capolavoro del ministro del Tesoro potrebbe anche non dissipare le nubi che la speculazione internazionale fa aleggiare, come vedremo da lunedì in poi, sul nostro Paese. Eppure questa manovra è stata approvata in tempi record facendo gridare al miracolo politico e al trionfo della responsabilità nazionale. Se invece esaminiamo a mente fredda quel che è accaduto ci accorgeremo che anche sulla politica la manovra avrà un effetto disintossicante di breve periodo. Berlusconi, dopo il lungo silenzio nei giorni dell'attacco all'Italia degli speculatori, è tornato a parlare auto-elogiandosi per l'intervento selvaggio sull'economia.

Per un premier e un ministro del tesoro che fino a poco tempo fa ci avevano raccontato la barzelletta dei conti in regola e si erano vantati di non aver messo le mani in tasca agli italiani si tratta di un ben misero risultato. E' del tutto evidente che la celerità delle Camere nell'approvare la manovra è frutto dell'intervento, un vero e proprio commissariamento, da parte del Presidente della Repubblica e, caso a dir poco unico, per la sferza impugnata dal cancelliere tedesco Angela Merkel. Si sta profilando una situazione politica a dir poco eccezionale con il Quirinale che sulla politica economica e sulla politica estera svolge i compiti che appartengono al governo e l'euro-burocrazia, i centri della finanza internazionale e il governo tedesco che invadono l'autonomia politica del nostro paese.

La manovra ha posto seri problemi anche all'opposizione. Il gesto di responsabilità con cui le opposizioni ne hanno consentito il rapido varo non fa venir meno il senso di frustrazione. La manovra è una vera patrimoniale sul ceto medio italiano e su quell'area di pensioni e stipendi in cui si concentra l'elettorato del centro-sinistra. Le opposizioni hanno facilitato l'iter parlamentare del provvedimento senza ottenere alcun risultato politico, visto che Berlusconi resta in sella alla guida di un governo che sta per essere travolto dagli scandali che ormai minacciano da vicino anche il ministro del Tesoro. Per giunta non c'è alcuna misura che riguarda seriamente gli alti redditi e neppure i costi della politica e i cosiddetti privilegi della casta.

Siamo così di fronte a un processo politico in cui l'opposizione ha dato senza aver la certezza di aver salvato il Paese e senza aver ottenuto alcun vantaggio sull'avversario. E' per questo che la stagione bipartisan si rivelerà di breve durata. L'opposizione se non vorrà essere travolta dai movimenti e dall'anti-politica dovrà spingere sull'acceleratore mentre la maggioranza si dilanierà nei suoi scontri con la Lega che ormai ha deciso di affidare alla magistratura il destino degli uomini di punta del PdL. Il sogno di Napolitano di una nuova fase di convergenza nazionale è destinato a svanire rapidamente. Del resto nelle grandi democrazie occidentali le parti si combattono anche di fronte alla crisi, basta pensare alla contrapposizione fra repubblicani e Obama sul tema del debito pubblico statunitense.

La crisi politica ha un solo sbocco credibile nelle elezioni anticipate o in un governo di decantazione che veda la fuoriuscita di Berlusconi. E' bene che l'opposizione, dopo aver donato il sangue, in questi giorni riprenda la sua autonomia. Non si salva il Paese protraendo l'agonia di un governo fra i più screditati della storia repubblicana. Non si salva il paese con provvedimenti economici che ammazzano l'economia e puniscono la più larga parte dei cittadini consumatori. Se i mercati dovessero mostrare di non apprezzare il salasso di questi giorni sarà inutile tentare altre cure draconiane senza aver preteso e ottenuto la cacciata dei mercanti dal tempio.

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