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"Necessario intraprendere un percorso di dialogo e di confronto con la città"

I cittadini, con il loro voto alle elezioni comunali, ammaliati dalle promesse dell'attuale sindaco, si sono affidati alla speranza  che potesse  risollevare Brindisi dal buio in cui è sprofondata da tempo

Una bella favola indiana racconta che ognuno di noi vive una vita che è il risultato dei comportamenti tenuti nella vita precedente; per cui, per esempio, se qualcuno in una determinata esistenza  avesse sedotto una fanciulla senza riparare, spezzandole il cuore, in base ad una sorta di legge del contrappasso, nella vita successiva avrebbe sofferto di una malattia cardiaca.

Ma anche, se un uomo si fosse speso nel criticatare le donne, maltrattarle, non riconoscendo loro alcun pregio, in quella successiva sarebbe nato donna, con un destino fatto di vessazioni e di umiliazioni. 

Applicando questo principio generale alla nostra città ed ai suoi cittadini, mi chiedo di quale terribile colpa si possano mai essersi resi responsabili nel passato Brindisi ed i brindisini per meritare una classe politica che, nel suo complesso, negli ultimi venti anni, compresa naturalmente quella attuale, è stata la causa, se non esclusiva, senz’altro determinante della grave sofferenza economica, sociale ed ambientale del nostro territorio.

I cittadini, con il loro voto alle elezioni comunali, ammaliati dalle promesse dell'attuale sindaco, si sono affidati alla speranza  che potesse  risollevare la città dal buio in cui è sprofondata  da tempo.

Da lui i cittadini si aspettavano atti di livello corrispondente all'impegno assunto  con il programma, in cui lo spirito di servizio, la passione per questa città e per i cittadini sembrava dovesse prevalere su tutto e su tutti. Capace finalmente di elevarsi al di sopra degli interessi  della propria parte politica e da operazioni di piccolo cabotaggio. 

Purtroppo, se si va ad esaminare nel merito l’azione amministrativa e la programmazione di questi due anni di mandato, verifichiamo un’attività indolente, sorda, opaca, incline ad impantanarsi nella palude delle piccole emergenze e dell’immobilismo progettuale, incapace di collocare la politica là dove ci sono i reali problemi della gente e del territorio, di realizzare quel disegno, evocato nel programma elettorale, di uno sviluppo che nell’oggi preparava il domani.

Sono venuti meno nel tempo, si sono inariditi tutti gli elementi nobili di quell’impegno programmatico, che rappresentavano il dato di discontinuità e di reale novità rispetto al passato conflittuale delle precedenti inconcludenti maggioranze di governo della città.

E' sempre più diffuso il convincimento che l'attuale Amministrazione, la maggioranza politica che la sostiene, sia inadeguata al ruolo che è stata chiamata a svolgere, più incline ai condizionamenti interni, alla latitanza, piuttosto che al confronto, al fare.

Infatti, mentre nelle altre città la terribile epidemia da covid ha avvicinato le Amministrazioni ai bisogni dei cittadini e del ceto produttivo, nella nostra città la nostra Amministrazione ha contribuito ad allargarne il solco a causa del persistente silenzio, delle assenze e delle scelte  non condivise.

Un mix devastante fra un'ideologia senza prospettive e decisioni drammatiche, al fine esclusivo di tamponare una vistosa falla nel bilancio comunale, che indolenza e l'inconcludenza delle decisioni ha finito per allargare. Certo che così non si può andare avanti, cercando sempre di scaricare su altri la responsabilità di una situazione, che ci trascina sempre  più in basso.

Per questo è necessario andare al di là degli attuali schemi dettati da una visione politica ormai superata. Intraprendere un percorso di dialogo  e di confronto con la città, con i cittadini, con le forze progressiste, le associazioni, alla ricerca di sintonie e collaborazioni in grado di superare i pregiudizi e le rigidità degli attuali schieramenti, per costruire un percorso sociale e politico, che sappia guardare  oltre l'attuale contingenza e rigidità politica.

Un impegno che non deve sottendere un calcolo esclusivamente numerico, ma un percorso e una connotazione politica capace di rilanciare  questa città. Altrimenti sarebbe un'operazione dichiaratamente demagogica, confusionaria, di breve respiro, che non gioverebbe a nessuno, meno che meno alla città e ai suoi cittadini. Nel passato era  di moda l’affermazione “siate realisti, chiedete l’impossibile”.

A quella mi rifaccio perché lo sforzo e l’impegno di fare qualcosa di più di quello che appare possibile, da il senso della reale volontà  di  mutare le situazioni. Di questo Brindisi ha bisogno. 

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Commenti (2)

  • NON BASTEREBBE IL PASSAGGIO DEL PAPA!!!!!Io sono amareggiata e delusa: per il Giro d’Italia le strade interessate dal percorso dei ciclisti sono state riasfaltate “ a pezzi”!!!!!! CHE FIGURACCIA!!!!!! NON RIESCO A CAPIRE PERCHÉ’!!!!!!!!!!!

  • 6 mesi che chiedo di cambiare una lampada stradale ma forse devo aspettare che passi il PAPA da via Arturo Martini e io ho sempre votato.... 😡

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