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A cura di Blog Collettivo

Il Brindisi torna in Serie C: un grande insegnamento per tutta la città

Lo psicologo e psicoterapeuta Vito Mauro Brugnola: "Con serietà, spirito di sacrificio e affetto verso un simbolo, si possono raggiungere traguardi storici, nello sport come nella vita"

A come Ancora. B come Brindisi. C come …C1 siamo! Domenica 14 maggio un’intera città ha potuto festeggiare la vittoria del campionato e una promozione tra i professionisti che attendeva il suo concretizzarsi da 33 anni. Complice anche una riforma calcistica che ha diminuito il numero delle serie, questa volta la vittoria della serie D affaccia direttamente sul primo campionato alle spalle della categoria cadetta, competizione che abbiamo assaporato parecchi lustri orsono.
Un successo sportivo che ha messo in ombra anche le votazioni per l’elezione del nuovo sindaco, ma per un giorno va bene così: spazio ai cori, al garrire delle bandiere e mettiamo da parte le speranze e penombre della politica locale.

La squadra del presidente Arigliano, del direttore generale Valentini, del mister Danucci e tutti gli splendidi giocatori autori di questa scalata, ha dato vita a un campionato incredibile: mai in vetta sino alla penultima giornata, un esonero revocato dalla stessa squadra e una rimonta in cui credevano in pochissimi. Non per il disvalore della squadra, ma per la forza di un avversario navigato che poteva inchinarsi solo davanti un Brindisi capace di un finale trionfale.  E’ la vittoria di tutta la parte sana della città. Specialmente di quei pochi che l’anno scorso hanno sostenuto la squadra in una salvezza tanto umile quanto promettente. 

Lo sport è ardore, simbolismo e identificazione: dai cori dei tifosi, passando dagli sguardi dei bambini che tifano per i loro eroi, sino al simbolo della testa di cervo bianco-azzurro, la città ha manifestato felicità e le speranze di una comunità intera. Lo sport regala talvolta grandi insegnamenti e questa squadra, nei suoi giocatori di ogni etnia ha dato un insegnamento importante a tutti noi: con serietà, spirito di sacrificio e affetto verso un simbolo, si possono raggiungere traguardi storici, nello sport come nella vita. 

E’ speranza di chi scrive, rivedere il Fanuzzi gremito e carico, sia di giorno come nei derby col Foggia, sia di sera come nelle vittorie di Coppa Italia di C e in quello storico incontro contro il Bologna di Mazzone: pagine orgogliose che i più giovani conoscono solo grazie alle vecchie vhs.

Ma adesso è giunto il momento di goderci questo regalo, di pretendere una politica migliore, una tifoseria più numerosa e uno stadio all’altezza delle sfide che ci saranno l’anno prossimo: Catania, Pescara, Foggia, il derby messapico col Francavilla, Taranto, Potenza e tanto altro ancora.  Si ritorna nei professionisti, miglioriamoC1 tutti assieme! 

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