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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Palaeventi e regali alla maggioranza

Cominciamo a dividere i problemi. Un conto è disporre di un palazzetto dello sport degno di questo nome, al pari di quelli delle altre città (anche più piccole della nostra) che da tifosi del basket visitiamo quando la nostra squadra va in trasferta, un altro conto è far passare, con la scusa del palazzetto, una variante urbanistica che realizza una antica aspirazione speculativa su quelle aeree, sulla quale si erano rotte le corna generazioni di consiglieri comunali, assessori e sindaci.

Cominciamo a dividere i problemi. Un conto è disporre di un palazzetto dello sport degno di questo nome, al pari di quelli delle altre città (anche più piccole della nostra) che da tifosi del basket visitiamo quando la nostra squadra va in trasferta, un altro conto è far passare, con la scusa del palazzetto, una variante urbanistica che realizza una antica aspirazione speculativa su quelle aeree, sulla quale si erano rotte le corna generazioni di consiglieri comunali, assessori e sindaci.

Il primo obiettivo è certamente auspicabile e urgente, sul secondo consiglierei a chi di competenza di aprire gli occhi. Se per Acque Chiare sono state sinora crocifisse fior di persone perbene colpevoli solo di avere scelto di fare i bagni a Brindisi invece della solita Rosa Marina, non si vede perché non si debba guardare dentro una pentola -quella dei suoli dove dovrebbe sorgere la cosiddetta Cittadella dello Sport- che bolle da oltre vent'anni senza che la pasta sia arrivata alla cottura. Ora quel momento pare sia giunto, e forse è giusto che la città conosca nomi e cognomi di chi siederà al tavolo dei commensali.

Mi fa sbellicare dal ridere leggere quello che scrive Salvatore Brigante sull'urbanistica. Mi chiedo se si tratta dello stesso Brigante assessore all'Urbanistica dal 1999 al 2002, quando fu autorizzato l'abbattimento degli ultimi stabilimenti vinicoli, autentico patrimonio di quell'archeologia industriale di cui una città come la nostra, che guarda al passato come risorsa per il futuro, dovrebbe fare tesoro. E mi chiedo, visto che quegli stabilimenti erano collocati tutti nel rione Cappuccini (a proposito le carceri si trovano in quella parte di via Appia che è Commenda), se quella non era l'occasione migliore per dare al quartiere quell'immagine che oggi Brigante vorrebbe dargli con il trasferimento delle carceri in altra zona.

Dove? E con quali soldi, viste le paurose condizioni economiche del Paese? Poi ricordo l'oscura operazione Badessa, l'albergo a cinque stelle autorizzato l'anno scorso nel comprensorio protetto di Serranova con tanto di camping per 500 roulotte negli ulivi secolari, e capisco anche il senso dell'altra grande proposta di Brigante, quella di trasferire l'attuale stadio comunale in altra parte della città, magari permutandone le aree con un privato. Così con altre migliaia di metri cubi di cemento il tappo al rione Casale diventa definitivo.

Una opposizione vera l'altra sera, constatato che la maggioranza non aveva i numeri per deliberare, avrebbe abbandonato l'aula del consiglio, così come in parte ha fatto. Brigante e Loiacono invece sono rimasti, consentendo con la loro presenza il varo dell'operazione speculativa. Il resto sono scuse e chiacchiere. La costruzione di un palazzetto dello sport importante per quanto possa essere non può giustificare un simile regalo alla maggioranza e alla speculazione. Se il Pd fosse un partito

dovrebbe quanto meno attivare i probiviri e nel frattempo sospendere i due.

Si è costituito a Palazzo di Città, per la forzata assenza di Mennitti per malattia, uno strano sodalizio tra D'Attis e Brigante, tra Rizziello e Monetti. La ragione di questa commistione non è stata molto ben motivata. Si è detto che insieme si doveva lavorare soltanto per trovare un gruppo di imprenditori che ricostituisse una società per il calcio. Potere del pallone o altre convenienze? Ci sono ancora scorie della ex Fondazione Giannelli, in via Appia soprattutto, che rendono solidali Brigante e Loiacono, entrambi assessori dell'epoca Antonino, con Rizziello e D'Attis, tutti e due ex cavalli di razza del Marcello Rollo di Forza Italia?

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