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Teo Titi

Teo Titi

Per i porti pugliesi una vera, unica cabina di regia. Noi l'hub per l'Est

Intervengo in un momento in cui credo che il nostro sguardo sia troppo concentrato sullo specchio acqueo del nostro porto e che invece dovremmo alzarlo scrutando l’orizzonte, come fanno i bravi uomini di mare, cercando di leggere i segnali che si percepiscono. Con umiltà e con passione mi permetto di fare un’analisi prendendo spunto da una notizia che ho appreso nei giorni scorsi

Intervengo in un momento in cui credo che il nostro sguardo sia troppo concentrato sullo specchio acqueo del nostro porto e che invece dovremmo alzarlo scrutando l'orizzonte, come fanno i bravi uomini di mare, cercando di leggere i segnali che si percepiscono. Con umiltà e con passione mi permetto di fare un'analisi prendendo spunto da una notizia che ho appreso nei giorni scorsi: il neo governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha appena lanciato una proposta sulla quale mi pare molto utile riflettere anche nella nostra Regione. Si tratta dell'idea di creare, a livello regionale, un'unica "cabina di regia" per l'economia del mare. Se il Lazio pensa ad una specifica strategia per il mare che cosa deve fare la Puglia ?

Con tutto il rispetto per una regione come il Lazio, mi pare di potere affermare, senza termini di smentita, che la Puglia rappresenti, per le sue caratteristiche geografiche e infrastrutturali, uno dei principali "sistemi" marittimi d'Italia. Per Brindisi e per la Puglia il mare, il complesso delle sue attività e delle sue risorse, rappresenta una straordinaria ricchezza ed opportunità. Per questo abbiamo il dovere di guardare al mare come ad una risorsa strategica alla quale dedicare attenzioni, ricerca, energie ed investimenti.

Ora però stiamo vivendo una fase di stagnazione. Mentre la crisi si aggrava, le risposte "di sistema" mancano. C'è la necessità di giocare in squadra, la capacità di mettere a fattor comune i punti di forza per superare, tutti insieme i punti di debolezza ottimizzando idee e le poche risorse ormai disponibili che rischiano di essere mal utilizzate o destinate in altri porti. Non si può più continuare a pensare che il localismo sia la ricetta e che si possano costruire le proprie fortune sulle disgrazie degli altri.

E' questo il momento di alzare lo sguardo, di uscire dalle piccole contese di campanile, dalla logica dei pettegolezzi di condominio ed assumere, finalmente, il respiro della progettualità e della capacità di incidere sui grandi processi che governano l'economia marittima globale. Accadrà altrimenti che i tagli alla spesa e le riforme approderanno un giorno nel nostro porto e ci sarà una mano dall'altro che imporrà le scelte al territorio.

Quel giorno ci sentiremo dire che l'Autorità Portuale di Brindisi scomparirà e come al solito sarà qualcun altro, com'è accaduto in passato, che deciderà i famosi modelli di sviluppo al nostro posto. E a quel punto sarà troppo tardi per scendere in campo e cercare di evitare che il danno si completi. Oggi siamo ancora in tempo per decidere del nostro futuro. Le scelte facciamole ora insieme e condivise!

La Regione Puglia aveva lanciato il messaggio: App (Associazione Porti Pugliesi), la struttura di coordinamento della portualità pugliese costituita tra le tre Autorità Portuali, penso vada non solo rilanciata ma ripensata per diventare quella " cabina di regia" dell'economia del mare di cui si sente oggi più che mai la necessità. Il Porto di Brindisi deve essere il motore di un processo positivo di rilancio di una strategia di sviluppo a livello regionale.

La città sta provando ad affrancarsi da un destino scritto altrove e a scriverne un altro con le proprie mani, anche con gli strumenti di pianificazione. Con lo spostamento delle navi traghetto a Costa Morena finalmente si è iniziato a pensare ad un uso turistico del porto legato all' economia cittadina; esistono importanti progetti di retroportualità nell'area industriale atti ad intercettare nuovi traffici commerciali.

La sfida allora è di riuscire a valorizzare le potenzialità dei singoli porti ponendosi al mercato mondiale con una visione strategica di sistema regionale che se ben studiata e condivisa, non potrà che aiutare la nostra comunità perchè solo il 'sistema' potrà competere con i mega porti europei. Nell'ottica di una valorizzazione delle infrastrutture portuali, questo nuovo strumento potrebbe effettuare una ricognizione puntuale ad attenta per verificarne l'attualità funzionale rispetto a quella originaria. Questo aiuterebbe a creare un equilibrio armonico fra i porti, magari ad evidenziare potenzialità ancora oggi inespresse.

Il traffico naturalmente rimane sempre l'obiettivo primario. Dovremo guardare insieme con ancora più attenzione quanto accade ad Est. Uno spicchio di mondo che rispetto ad una depressione economica globale diventa una vera e propria locomotiva della ripresa del mercato europeo. Penso alla Turchia e anche a tutti i paesi nei quali inizia la democratizzazione grazie ai quali possono derivare processi di effervescenza economica sul versante del Nord Africa.

La nostra posizione geografica ci pone nella migliore direttrice di traffico rispetto a qualunque altro sistema portuale europeo e le compagnie di navigazione lungimiranti come la Grimaldi che hanno scelto il porto di Brindisi come proprio hub e che attua le vere autostrade del mare, o come la nuova linea ro/ro da Bari per la Turchia e la Libia sono un esempio concreto che queste dinamiche sono già in corso. Per questo chiedo al prof. Haralambides che è il primo presidente di App, di farsi promotore di questa fase nuova e di trainare il rilancio dell'economia del mare a livello regionale e alla politica locale di promuovere questo processo per fare in modo che sia virtuoso.

L'esperienza di questi anni, la necessità di creare una maggiore sintonia fra le istanze locali e la natura statale dei porti commerciali, rendono ora matura l'apertura di una discussione che abbia come obiettivo la creazione di un organismo che insieme alle altre istituzioni e comunità locali decida del futuro e delle strategie dei porti senza che ci siano, come è accaduto in passato, i buoni e i cattivi. Una riforma necessaria per guardare al futuro, al servizio della crescita dell'economia del mare.

*imprenditore e agente marittimo

 

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