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A proposito di sicurezza di ormeggio per le navi a Costa Morena

Lo spedizioniere e agente marittimo Adriano Guadalupi polemizza con il Comune sul rinvio del parere urbanistico sul progetto di briccole

Nelle foto, navi ro-ro- a Punta delle Terrare e un esempio di briccole di ormeggio per grandi navi

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento inviatoci dall’agente marittimo e spedizioniere Adriano Guadalupi, rappresentante di Fedespedi e componente del tavolo di partenariato dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, riguardante le soluzioni per le difficoltà di ormeggio delle grandi navi nel porto medio in condizioni meteo avverse. L'ipotesi briccole da tempo caldeggiata dall'authority, al contrario dell'opinione favorevole di Guadalupi non incontra invece - come egli stesso accenna - il favore di altri agenti marittimi che temono che modificando la banchina si sottragga spazio di ormeggio. Il nodo della questione è tutto qui.

Anche in questo caso il Comune decide di non decidere! Ha rimandato la sua decisione positiva o negativa sulla conformità urbanistica dei corpi di ormeggio (briccole) a costa Morena nel porto intermedio,  ad un’altra conferenza dei servizi che non dovrà essere indetta dall’AdSP del Mare Adriatico Meridionale, ma da un ufficio superiore e  terzo.

Tempi lunghi! Intanto Brindisi non detiene banchine a sufficienza per gestire un traffico in aumento, quello delle navi ro-ro e ro-pax.  Il progetto presentato all’amministrazione comunale per un parere di conformità urbanistica sicuramente è stato elaborato da professionisti seguendo la normativa in materia vigente sia italiana e sia europea.  Non si tratta di un’opera portuale nuova, ma di elementi di ormeggio – briccole – atte a garantire maggiore sicurezza durante la manovra di accosto e di ormeggio delle navi in banchina.

Che in quel tratto di banchina occorrono elementi di ormeggio sicuri, è risaputo, in quanto il porto medio, di Brindisi, diversamente dal porto interno, ha scarso ridosso dai forti venti settentrionali che potrebbero creare qualche difficoltà agli ormeggi.  A Brindisi, con vento da maestrale e se si vuole ormeggiare una nave in andana e ancora di prua e cavo ad una boa, servirebbero molte lunghezze di catena.

esempio di briccole di ormeggio-2

Bene hanno fatto l’AdSP e la Capitaneria di Porto a decidere in favore delle briccole, soluzione di ormeggio che garantisce più sicurezza, invece delle boe.  Qualcuno dirà che a Bari il sistema di boe è praticabile; ma l’incidenza dei venti su Bari è minore che a Brindisi; poi l’area interessata di Bari è più riparata e ciò nonostante, forse si utilizzano frequentemente i rimorchiatori. 

Però ci troviamo sempre di fronte all’esame della ‘Normale’ di Brindisi. Normale e normalità che a Brindisi diventa un problema complesso per guadagnare tempo e per non fare niente. Ci si aspetta, ora, una considerazione tecnica e non fantasiosa da parte dei Piloti del Porto di Brindisi e dall’Autorità Marittima, che poi sono gli operatori primi che dovranno garantire alle navi un accosto e ormeggio sicuro per le operazioni di imbarco e sbarco merci.

L’assessore ai Trasporti del Comune di Brindisi che cosa ne pensa? E gli operatori del cluster portuale sono concordi con l’amministrazione o cercheranno quasi tutti di cambiare porto?  Ed allora, a Brindisi, niente dragaggi, niente banchine a Sant’Apollinare e niente briccole. Mentre a Bari non si commenta e ringrazia; si progettano nuove banchine e nuovo terminal con ‘piazza sul mare’. Il bene comune di Brindisi qual è? (Adriano Guadalupi)

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