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Brindisi vista dalla plancia di una nave da crociera

Brindisi vista dalla plancia di una nave da crociera

Porto, città e turismo: elettroencefalogramma piatto

La conferma che questa amministrazione comunale è del tutto priva di idee forti sulla riconversione delle attività imprenditoriali nel centro storico, e che non sappia neppure cosa sia l'economia del mare, è arrivata nei mesi scorsi

La conferma che questa amministrazione comunale è del tutto priva di idee forti sulla riconversione delle attività imprenditoriali nel centro storico, e che non sappia neppure cosa sia l’economia del mare, è arrivata nei mesi scorsi con la rinuncia a prendere in consegna dalla Marina Militare l’ex Zona Nafta, ceduta in dono all’Autorità Portuale. Vale a dire, a breve, alla tanto “odiata” Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Meridionale con sede a Bari. Bravi, bene, bis: proprio loro che si sono battuti per l’unificazione tra i porti di Brindisi e di Taranto.

Un autogol così, chi ha avversato l’operazione dell’Adsp con dentro Bari, Brindisi, Manfredonia, Monopoli e Barletta, se lo dovrebbe ricordare a vita. Ora sulla destinazione di quell’area e sulle compatibilità con gli interessi della città, Brindisi dovrà andare a contrattare a Bari, come per tutte le altre aspirazioni commerciali del porto.

E se per queste ultime è giusto e ragionevole che tutte le infrastrutture e potenzialità della Puglia adriatica siano unificate in una sola gestione, per combattere quel nanismo di cui il Paese è affetto nel grande scacchiere del commercio marittimo mondiale, per gli aspetti urbanistici e l’interfaccia economica città-porto è una complicazione che ci saremmo potuti risparmiare. Idem per il nuovo Piano regolatore del porto, che in oltre 20 anni nessuna delle gestioni dell’Autorità Portuale ha impostato e varato determinando un grave handicap per le nostre banchine.

Ritornando sul punto della relazione strategica economia urbana – economia portuale, e quindi all’attualità e alle polemiche sull’impreparazione della classe politica di questi anni, fa davvero sorridere l’affanno della giunta comunale a mettere un timbro su tutto ciò che accadrà attorno alla nuova stagione crocieristica, persino sulla navetta con il centro commerciale Le Colonne, iniziativa privata che non intralcia alcuna iniziativa pubblica, quindi non sindacabile.

Il fatto che questa navetta piombi nel nulla pressoché assoluto sul piano della promozione delle risorse del centro storico, del resto non messe in rete, non incentivate (gli sgravi sulla Tosap chissà come e chissà quando), non poste di fronte ad un progetto di stimolo agli investimenti per il futuro, che possa attirare artisti, artigiani, commerci rivolti all’utenza crocieristica o del turismo nautico dodici mesi all’anno, ne amplifica il tonfo in questo stagno di città, ne fa quasi un unicum.

Ed ecco che l’amministrazione comunale finisce sotto il tiro delle opposizioni che condannano un patrocinio concesso ad una iniziativa che dirotterebbe i crocieristi lontano dal centro cittadino. Infatti non si tratta di una bella pensata. Del resto, che cosa vuoi che trovi un turista, magari milanese, romano, inglese, persino barese, che si fa una settimana di vacanza nel Mediterraneo Orientale, negli ipermercati di Brindisi?  Tuttavia ognuno vende come crede la propria merce, e le agenzie marittime offrono ciò che possono all’armatore, accanto alle escursioni a Ostuni o a Lecce.

Per il resto, elettroencefalogramma piatto. Comunque allegria, l’estate si avvicina e alcuni proprietari di villette sulla litoranea nord, da dove passano i turisti in bici o in camper, stanno già ripulendo le loro tane riempendo i bordi della strada di mobili sfondati, masserizie inutilizzabili, sfalci di potatura, spazzatura varia. Ma una navetta per questi signori con destinazione remota, quando?

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