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"Il porto di Brindisi come il porto di Taranto: non si perda altro tempo"

È da molto tempo che la città - istituzioni, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, imprese, lavoratori e cittadini - non si confrontano pubblicamente sul proprio destino

C’è una questione aperta a Brindisi da oltre un decennio ed è la connessione tra la città e il suo porto. È da molto tempo che la città - istituzioni, associazioni datoriali, organizzazioni sindacali, imprese, lavoratori e cittadini - non si confrontano pubblicamente sul proprio destino. Le ultime due volte lo hanno fatto in modo lodevole l’associazione Left nel maggio 2013 e l’Asi di Brindisi in occasione della visita del Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno De Vincenti nel giugno 2017. Perciò trovo molto utile il dibattito che si è aperto da una settimana sul porto.

Provo ad aggiungere, a riguardo, un elemento essenziale. Ogni qual volta si parla da un lato di opere pubbliche e dall’altro lato di investimenti privati in aree industriali dovremmo utilizzare una domanda semplice composta da cinque parole: c’è una connessione economico-funzionale? Ad esempio il pontile a Briccole consente una connessione per l’economia del mare brindisino? Immaginate una presa elettrica e un cavo che ha necessità di energia per dare luce, il porto è la presa elettrica e il pontile a briccole il cavo. Senza di esso l’attività di transhipment (cioè di trasbordo) non sarebbe possibile.

Dunque, il porto non più come ambiente marino ma come strumento per la migliore connessione tra le attività produttive dei quartieri retro portuali di Brindisi (che conta ben 13 multinazionali e uno sterminato numero di Pmi leader nei loro settori) e il suo porto (professori Carbone e Munari). 

Un’altra domanda: la migliore connessione economico-funzionale si potrà avere candidando un’area di Brindisi a deposito doganale e magari in futuro come zona franca doganale interclusa in Zes (Zona economica speciale, ndr) come da legge finanziaria 2020? Cosa prevede: zero dazi sulle merci in entra e in uscita extra-Ue e sospensione Iva per la merce movimentata nell’area recintata. Il deposito doganale ad esempio sarà più che necessario adesso che ci si avvia verso la decarbonizzazione della centrale Enel di Cerano “Federico II”, la più grande del sud Europa?

Ecco che la presenza del ministro Provenzano in città (oggi ndr) consente di fare chiarezza una volta per tutte su alcune questioni sospese nel quadro normativo nazionale (legge finanziaria 2020 e Decreto semplificazioni recentemente convertito in legge). Ad esempio cosa si intende per commissario Zes? Commissario in aggiunta al comitato di indirizzo (legge finanziaria) o referente esterno al comitato di indirizzo (decreto semplificazione)? Il presidente dell’Autorità portuale con funzioni commissariali potrà essere omologato – per competenze e funzioni - al presidente del porto di Taranto (il vero modello a cui tendere) che ha funzioni di prefetto delle opere pubbliche? È sotto gli occhi di tutti il salto in avanti che ha fatto il porto di Taranto con la gestione del Presidente Prete (dal 2012 ad oggi gli investimenti ammontano a 500 milioni di euro, il 1500 per cento rispetto ai dieci anni precedenti).

Un cenno sulle Zes sponda adriatica: Brindisi ha la maggiore estensione delle aree Zes, perché qualitativamente (la maggior parte greenfield infrastrutturate) pronta ad accogliere nuovi investimenti e a sostenere quelli già esistenti. Ecco che Brindisi può diventare riferimento come porto di trasbordo più importante dell’Adriatico, propaggine verso l’Oriente.

Le aziende presenti e quelle che verranno avrebbero un maggior beneficio soprattutto riguardo ai tempi di navigazione e di modalità di vendita della merce (oggi per lo più ex works). L’attuale governo – con una forte componente meridionale - ha l’obbligo di andare ben oltre gli annunci del Piano Sud. 

Questa parte di Sud - per vocazione industriale e propensione alla fatica del lavoro - ha necessità di attuare le politiche pubbliche da tempo programmate, non una nuova pianificazione. A tutti i livelli. Cosa attuare allora? Quello che il prof. Federico Pirro martedì scorso ha spiegato bene su un giornale cartaceo: più che semplificazione abbiamo bisogno di alzare la performance del management pubblico. Ad esempio a livello locale, si inserisca tra gli obiettivi strategici del Documento unico di programmazione (Dup) del Comune di Brindisi il seguente obiettivo: realizzazione del kit localizzativo Zes. Certamente avrebbe un impatto positivo anche sulle casse comunali. 

Ed ancora, a livello del governo nazionale: riduzione per chi investe in area Zes delle imposte dirette (per le imprese e i lavoratori) per tutti gli anni Zes, considerando che 2 anni di 7 sono già volati via. Le migliori free trade zone, infatti, nel mondo (polacche, cinesi e degli Emirati) funzionano proprio per queste ragioni: maggiori investimenti e aumento della domanda/offerta lavoro perché si pagano meno imposte dirette.

Ecco che il fattore tempo è essenziale. Si ha le necessità di poteri straordinari. Il governo Conte decida a chi darli ma li dia, senza perder tempo. Come avviene già da dieci anni per il Porto di Taranto e il suo Presidente. Lo stesso lo si faccia con il Presidente dell’Autorità Portuale del Mar Adriatico Meridionale prof. Ugo Patroni Griffi. Se non ora quando?

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Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Commenti (1)

  • Prima un rigassificatore per fortuna abortito, poi una specie di distributore per navi a gas poi centrale nord a2 che doveva essere smantellata poi energia dal mare con ecomostri sulla diga di punta riso.. Se questo è il futuro a me pare Na presa in giro. Il fare a tutti i costi Nn va bene cioè giova agli addetti ai lavori, il resto gravera su tutti i cittadini che si aspettano ben altro Nn quello che altri porti snobbano. Prima i contratti con accordi precisi ecocompatibili poi i lavori al merito.

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