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Agli studenti: "Assorbite queste emozioni, sono la realtà della vita"

"Nessuno di noi era preparato a questa situazione, ma ne usciremo, perché l’uomo ha sempre vinto le sue sfide". 

L'immagine di apertura è dell'archivio Ansa

Pubblichiamo una lettera dello psicologo e psicoterapeuta brindisino Vito Mauro Brugnola, responsabile del servizio di potenziamento psicologico presso l'ITT Giorgi, ma diretta a tutti gli studenti del nostro territorio.

Care ragazze e cari ragazzi, in questi anni ho avuto il piacere di conoscere e parlare con molti di voi nel mio lavoro tra i vari Istituti della Provincia di Brindisi e per questo mi sorge spontaneo chiedervi come state. E’ importante per voi esprimervi in questi giorni così “assurdi” perché siete al centro, assieme ai vostri genitori, di qualcosa di inimmaginabile soltanto un mese fa.

Quando è arrivata la notizia che la scuola sarebbe stata chiusa sino al 3 aprile scommetto che molti di voi avranno festeggiato, pensando di essere liberi, di poter evitare compiti e insegnanti. Sono convinto che, ad oggi, non la pensiate più allo stesso modo. Questo non per i compiti e lezioni a distanza che i vostri prof tengono sulle piattaforme online, ma perché immagino vi sentiate più isolati e vuoti senza un impegno che dia senso alle vostre giornate.

Sicuramente vi manca il vostro gruppo classe, con i suoi aspetti positivi e negativi, vi manca il vostro banco: piccolo fortino che dà uno spazio e identità al vostro essere ragazzi e studenti, da cui potevate parlare col vostro compagno, seguire la lezione o viaggiare per i vostri pensieri.

Certo, qualcuno starà approfittando delle maglie larghe di questa indipendenza scolastica, svegliandosi tardi e non partecipando alle lezioni online, perdendo purtroppo non solo un’opportunità di apprendimento, ma perdendo sé stesso e quelle qualità d’impegno e virtù che solo l’impegno e il sacrificio possono dare. Ma non è troppo tardi: genitori e compagni possono sempre tendere la mano a chi è rimasto indietro e re-includerlo nel gruppo classe “virtuale”.

Parlando dell’emergenza che ci costringe a stare a casa, con tutti voi sarò sincero, come lo sarei stato se avessimo avuto modo di tenere gli incontri formativi previsti sul Covid-19. La vostra adolescenza si trova davanti ad una prova terribile e inattesa, qualcosa che va oltre la bocciatura scolastica, ci troviamo davanti una pandemia: una parola così grande che molti di voi non hanno mai sentito, e che forse non ne comprendono ancora l’importanza.

La vostra età tendenzialmente vi protegge da un virus microscopico capace però di mettere a rischio la vita dei vostri genitori e nonni. Vi consiglio di vedere le immagini drammatiche che raccontano la situazione di Bergamo e Brescia e le scene solenni del Papa in una Piazza S. Pietro oscura. Non è un mondo lontano, è la nostra Italia e quella scia di morte rischia di arrivare anche nella nostra città e nei vostri paesi se non saremo attenti.

Quindi vivete appieno queste emozioni talvolta anche sgradevoli, fatelo con pienezza e senza vergogna perché è una prova di chi “diventa grande”. State conoscendo l’essenza vera della vita: gioia e dolore, entusiasmo e riflessione su quel sottile filo che discrimina ottimismo euforico dal realismo sulle debolezze del nostro corpo e pianeta. Se entrate in contatto con questa profondità di pensiero imparerete qualcosa che nessun tutorial su YouTube potrà mai insegnare: il nostro valore come esseri umani.

Nessuno di noi era preparato a questa situazione, ma ne usciremo, perché l’uomo ha sempre vinto le sue sfide. Lo faremo tutti assieme, tenendoci virtualmente (per ora) mano nella mano e proteggendo le persone che amiamo dimostrando di essere forti, di valere tanto stringendo i denti: sopportando la noia e scoprendo nuovi comportamenti, magari anche lontano dai cellulari, anche solo per qualche ora date spazio alla vostra curiosità!

Sicuramente vi sentirete messi alla prova ma ne uscirete più forti e sarete una soddisfazione per i vostri genitori. Ovviamente va anche a loro la mia più sincera solidarietà e vicinanza, con l’invito a contattarmi in caso di difficoltà.

Termino questa lettera riportando le bellissime parole del filosofo Aristotele, riprese anche dal direttore scolastico dell’Emilia Romagna: “Chi è l’uomo libero? Non è chi fa ciò che vuole ma chi ha molti legami e molti obblighi verso gli altri, verso la città e verso il luogo in cui vive”. Siate quindi ragazzi e studenti pieni di legami con il mondo in cui vivete, perciò realmente liberi. Un abbraccio con la speranza di rivederci presto!

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