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Quando il giudizio dell’altro influenza le nostre azioni e le nostre scelte

La paura del giudizio altrui è uno dei freni più duri da superare. In molti casi siamo condizionati da ciò che potrebbero pensare gli altri e rimaniamo nel limbo dell'indecisione. Questo limite ci mette in ansia verso le scelte da fare autonomamente, indipendentemente dal fatto che la propria scelta possa essere giusta o sbagliata

La paura del giudizio altrui è uno dei freni più duri da superare. In molti casi siamo condizionati da ciò che potrebbero pensare gli altri e rimaniamo nel limbo dell’indecisione. Questo limite ci mette in ansia verso le scelte da fare autonomamente, indipendentemente dal fatto che la propria scelta possa essere giusta o sbagliata.

Alla base della nostra autostima c’è un ingrediente che riteniamo importante, l’essere amati e accettati a tutti i costi. Temiamo di essere giudicati e non apprezzati. L’uomo è un animale sociale, e tende per sua natura ad aggregarsi ad altri individui, e chi vive in gruppo con obiettivo comune ha una probabilità di sopravvivenza molto più elevata rispetto a chi sta solo. L’appartenenza al gruppo fin dalla preistoria stabilisce anche un senso di identità e caratterizza il nostro io, pertanto essere giudicati o etichettati all’interno del gruppo fa sentire diversi.

Spesso, poi, la paura del giudizio degli altri è collegata alla scarsa tolleranza della vergogna che proveremmo se le nostre azioni fossero oggetto di derisione. In altre parole, la vergogna assume un valore solo negativo “se mi vergogno vuol dire che sono inadeguato…incapace…l’altro mi deride”. Questi pensieri non fanno altro che aumentare l’imbarazzo, rendendoci incapaci di gestire la situazione. Sarebbe invece più utile imparare a tollerare la vergogna, tenendo presente che è un’emozione naturale.

Quando il pensiero altrui cade su di noi come una sacralità diamo potere all’altro, e ciò non ci aiuta, perché scarica la responsabilità all’esterno senza fare i conti con il proprio mondo interno. Bisogna infatti focalizzarsi sul fatto che si tratta di una nostra modalità di pensiero e di relazione pesare e valorizzare troppo il pensiero altrui, modalità che può essere cambiata e gestita.

Liberarsi dalla paura del giudizio degli altri significa scrollarsi di dosso un peso che rallenta ogni nostra scelta e ci allontana dagli obiettivi. Spesso, invece, agire tempestivamente, assumendosi dei rischi è essenziale per raggiungere i nostri scopi.

Imparare a non voler raggiungere la perfezione per sé e agli occhi degli altri, a non dover necessariamente piacere a tutti (non potremo mai piacere a tutti!), a non interpretare un ruolo, di colui che non sbaglia, poiché il ruolo autentico è solo la nostra personalità potrebbero essere i primi passi verso i nostri obiettivi.

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I nostri pensieri diventano le nostre emozioni, le nostre azioni che formano il nostro modo di fare, e la routine, influenzando a loro volta il nostro percorso di vita, la nostra personalità e i nostri scopi.

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