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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Ricominciamo da tre milioni

Tre milioni e 30mila contatti dal 26 febbraio 2010 ad oggi. E’ a questo punto che BrindisiReport.it giunge al suo primo giro di boa, che visivamente è un restyling della home page, in realtà è soprattutto un perfezionamento della piattaforma su cui gira il giornale.

Tre milioni e 30mila contatti dal 26 febbraio 2010 ad oggi. E' a questo punto che BrindisiReport.it giunge al suo primo giro di boa, che visivamente è un restyling della home page, in realtà è soprattutto un perfezionamento della piattaforma su cui gira il giornale.

Più lavoro da web master che da grafico, che tra alcune settimane ci porterà anche ad una versione ottimizzata per i supporti mobili di ultima generazione. Poi, un grosso lavoro anche sul piano commerciale per dare linfa vitale ad una testata che non chiede alcunché ai lettori della rete, parallelo ad un ampliamento delle attività di Edizioni Futura, che a BrindisiReport.it ora abbina anche i periodici su carta Tutto Brindisi e Puglia Magazine.

Amministratore unico della società è Cristiano D'Errico, mentre Vittorio Bruno Stamerra resta socio co-fondatore di questa nuova esperienza editoriale interamente brindisina. Il collega Fabio Mollica diventa nostro direttore commerciale ed editoriale. La cosa che ha destato in noi sorpresa è la graduatoria delle città in base ai contatti con il nostro sito (potenza di Google Analytics): prima Bari, quindi nell'ordine Roma, Lecce, Taranto, Brindisi, Milano, Ostuni, Napoli, Torino, Bologna per citare solo le prime dieci.

Sappiamo che molti sono navigatori del web della provincia di Brindisi fuori per lavoro, studio o solo perché hanno cambiato città. Questo dato ci aiuta a comprendere anche quali siano le notizie di maggiore interesse e su cosa dobbiamo lavorare. Un grosso contributo alla nostra crescita lo ha dato anche Facebook.

Adesso il nostro obiettivo principale è migliorare ancora la qualità delle notizie, l'accessibilità al giornale (lo abbiamo già sottolineato in principio), aggiungere progressivamente altri pezzi come abbiamo fatto da oggi per i video. E prima o poi giungeremo anche ad una interazione con i lettori attraverso i commenti, passo che non abbiamo ancora compiuto perché francamente non abbiamo tanta gente in redazione, per poterci consentire la gestione di chat e simili. Ma ci lavoreremo. Per ora bisogna accontentarsi dei sondaggi.

Per la seconda volta BrindisiReport.it compie un passo senza pubblicizzarlo, senza conferenze stampa, senza quell'ufficialità cui tuttavia prima o poi dovremo far ricorso ma solo quando saremo in grado di fare passi più importanti. Adesso pensiamo conti maggiormente la sostanza delle cose, e ci scusiamo se non riusciamo a dare di più ma la crisi esiste davvero ed investire in editoria on line non è cosa facile considerando la situazione del mercato della pubblicità. Quindi la scelta fatta dai nostri editori è certamente coraggiosa dal punto di vista imprenditoriale.

Tanto più che noi non prendiamo una lira da British Gas o Brindisi Lng come qualche personaggio sostiene, spiegando che noi saremmo schierati contro il rigassificatore solo per coprire in realtà la nostra vera posizione. A costui, o a costoro, consiglio una lunga vacanza di meditazione in Tibet. Noi siamo per lo sviluppo delle fonti energetiche alternative e per nuovi assetti condivisi del polo energetico brindisino.

Riguardo la nostra indipendenza di opinione, di prove ve ne sono tante. Questo non vuol dire che noi non abbiamo una posizione sui problemi: un giornale deve avere una linea, e quando sbaglia deve ammettere di averlo fatto. Altrimenti perde la fiducia dei lettori. Di aver aggiunto qualità alla nostra esperienza ringrazio in particolare Peppino Caldarola, non solo un bravissimo giornalista, ma certamente uno dei più lucidi analisti politici italiani, che ci garantisce un grosso contributo nella lettura delle vicende nazionali.

Adesso incrociamo le dita prima di commutare dalla vecchia alla nuova versione, sperando che Aruba non faccia i capricci. E grazie a tutti.

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