Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Opinioni

Opinioni

Opinioni

A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

Opinioni

Contro il terrorismo, Europa più unita e aperta all'Islam moderato

Il vile attentato terroristico di Parigi, con il tragico bilancio di vittime, di diversa origine e credo religioso, appartenenti alla libera stampa e alle forze dell'ordine, ha scosso profondamente l'opinione pubblica mondiale, in particolare europea, inducendo ciascuno di noi ad interrogarsi sulla natura ed ampiezza del fenomeno terroristico

Il vile attentato terroristico di Parigi, con il tragico bilancio di vittime, di diversa origine e credo religioso, appartenenti alla libera stampa e alle forze dell'ordine, ha scosso profondamente l'opinione pubblica mondiale, in particolare europea, inducendo ciascuno di noi ad interrogarsi sulla natura ed ampiezza del fenomeno terroristico.  Si è parlato opportunamente di scontro di civiltà in atto, ma non nel senso che vorrebbero dare ad esso le frange estremistiche e fondamentaliste del mondo islamico, di contrapposizione, cioè, tra due diverse concezioni religiose, quella cristiana e quella musulmana, così come avveniva nel Medioevo, all'epoca delle Crociate e delle scorrerie turche sulle nostre coste (martiri di Otranto, 1480). 

Il contrasto, piuttosto, è tra due modelli di civiltà, tra modernità e tradizione, tra Occidente secolarizzato, affrancatosi in epoca moderna mano a mano dalla soggezione religiosa, in virtù dello sviluppo del pensiero laico, della scienza e della tecnica, ed Oriente islamico, dove la religione continua a permeare ogni aspetto della vita civile e sociale, non essendosi prodotta in quelle realtà analoga evoluzione. Il processo di globalizzazione in corso, che non riguarda solo i mercati, ma soprattutto le mentalità, con la circolazione e diffusione delle idee, operata da internet, e lo spostamento di grandi masse umane dal Sud del mondo verso le aree più sviluppate, acutizzando le differenze tra le diverse culture, sta facendo emergere le resistenze opposte alla affermazione del modello di vita occidentale.

Due esempi per tutti: il rapporto uomo-donna, con la parità dei sessi, raggiunta in Occidente, e la sperequazione esistente con la totale subalternità della donna nei riguardi dell'uomo, nei paesi musulmani; la libertà di stampa ed opinione e la laicità dello Stato con la separazione dei poteri nei paesi occidentali e la tendenza alla teocrazia e ad imprimere una forte impronta religiosa alla legislazione vigente nei paesi islamici, etc...Come hanno reagito, schematicamente, i paesi musulmani di fronte a queste tendenze?  In due maniere: scegliendo la modernizzazione e laicizzazione del Stato, come fece a suo tempo Kemal Ataturk nella Turchia della prima metà de secolo scorso, oppure, "chiudendosi a riccio", per evitare contaminazioni esterne, dando una forte connotazione religiosa alla legislazione della Stato, secondo l'esempio dell'ayatollah Khomeini in Iran e via regredendo verso lo stato talebano, per finire alla recente proclamazione del Califfato dell'Isis, in Medio Oriente.

In questo contesto si inserisce il fenomeno terroristico.  Le unità che hanno imboccato la strada del terrorismo nella lotta all'Occidente sono una esigua minoranza, "schegge impazzite" nel vasto e complesso mondo islamico: pur nella esiguità numerica, queste forze rappresentano un grande pericolo, in quanto in esse si riconoscono consistenti strati di opinione pubblica islamica che guardano all'Occidente, anche a causa degli errori commessi con l'intervento armato in alcune aree, come ad una forza diabolica da contrastare e che temono che il modello statuale occidentale, fondato sui principi di libertà, laicità dello Stato ed uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge possa estendersi nei loro paesi, gelosi custodi di una diversa tradizione civile e religiosa.   Quel mondo, tuttavia, si presenta molto variegato ed i fermenti che lo attraversano, messi in evidenza nel corso della recente "primavera araba", attestano che le forze progressiste e del cambiamento, se non sono riuscite finora a prevalere, hanno mostrato di essere ben vive e determinate.

Quanto alla inesistenza, secondo alcuni analisti, di un Islam moderato rispetto a quello prevalente, integralista e fondamentalista, incapace di evolversi, mi permetto di dissentire: anche nel corso della storia europea le interpretazioni dei testi sacri del Cristianesimo hanno avuto in passato un segno oscurantista e restrittivo e l'evoluzione che ne è seguita nella dottrina e nella prassi religiosa , si è potuta compiere grazie all'affermazione dei principi del pensiero laico, prodotta dalle grandi stagioni culturali del rinascimento, dell'illuminismo, fino alla modernità, aperta dal sommovimento rivoluzionario francese.   Lo stesso processo si sta svolgendo nella mentalità dei milioni di musulmani, che popolano i paesi europei ed il contatto con le nuove culture inevitabilmente, anche se lentamente, si tradurrà in un atteggiamento meno intransigente e più conciliante di tali moltitudini verso le altre correnti di pensiero e credi religiosi, secondo lo schema classico dell'integrazione, che non significa assimilazione, in quanto è giusto che le differenze culturali e di tradizioni permangono tra le etnie,  rappresentando una ricchezza per le nazioni che le ospitano: importante è che tutti accettino e rispettino i principi basilari, che informano gli stati democratici europei.

Come mai, c'è da domandarsi, si verifica una adesione al terrorismo di un numero rilevante di giovani europei, di religione islamica e di origine nordafricana e mediorientale?  La mia risposta è che mentre i progenitori di questi giovani sbandati sono emigrati in Europa, spinti da una forte motivazione, per sfuggire alle condizioni di miseria dei paesi di provenienza, i giovani discendenti di  seconda e terza generazione, di fronte alle difficoltà di inserimento nella società, comune a tutti i giovani,  dovuta alla persistente crisi economica ed occupazionale attraversata dall'Europa, sono indotti a rifiutare il nostro modello di sviluppo, cercando rifugio illusorio nella religione di appartenenza, distorcendone i principi ispiratori, per farne scudo ed involucro ideologico per le loro azioni terroristiche.

E' da prevedere che la minaccia terroristica continuerà con lo stillicidio di attentati e ciò avverrà fin quando tali criminali godranno di simpatie tra strati consistenti del mondo musulmano, venendo considerati addirittura "eroi" e "martiri" e fin quando i popoli europei e l'Occidente tutto non dispiegheranno tutto il potenziale di prevenzione necessario per fronteggiare il comune pericolo. L'auspicio è che dai tragici fatti di Parigi i popoli europei traggano ulteriore stimolo a procedere speditamente verso la Federazione degli Stati: le grandi manifestazioni di popolo svoltesi ovunque in Europa sono un buon segno e dimostrano che è cresciuto il livello di attenzione e la consapevolezza del comune destino che unisce i popoli europei.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Contro il terrorismo, Europa più unita e aperta all'Islam moderato

BrindisiReport è in caricamento