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Sabato, 27 Novembre 2021
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A cura di Blog Collettivo

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Rischio guerra civile in Venezuela: "Gravi violazioni dei diritti umani"

Non si fermano le proteste in tutto il Venezuela contro il presidente Nicolas Maduro. Ancora adesso, in queste ore, sia le strade di Caracas quanto quelle di altre città della repubblica bolivariana sono teatro di scontro aperto tra la popolazione, ormai stremata dalla mancanza di cibo e medicinali che dura da mesi, e la guardia nazionale

Non si fermano le proteste in tutto il Venezuela contro il presidente Nicolas Maduro. Ancora adesso, in queste ore, sia le strade di Caracas quanto quelle di altre città della repubblica bolivariana sono teatro di scontro aperto tra la popolazione, ormai stremata dalla mancanza di cibo e medicinali che dura da mesi, e la guardia nazionale alleata delle bande dei “Collettivos” fedeli al successore di Ugo Chavez, che non sembra minimamente voler mollare la pedana del potere politico assoluto. 

IL VIDEO DEGLI SCONTRI A CARACAS

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In questi ultimi giorni sono arrivate le denunce di Julio Borges, presidente del parlamento venezuelano, che ha affermato senza mezzi mercato Caracas-2termini che “decine di civili sono stati processati da tribunali militari”. Alle sue dichiarazioni si è successivamente aggiunto anche un comunicato stampa divulgato da Amnesty International , dove è possibile leggere testualmente che : “L’uso dei tribunali militari per processare i civili in Venezuela mina lo stato di diritto nel paese, violando la costituzione venezuelana e le leggi internazionali”  e dove viene aggiunto anche che “ In questo modo, il governo venezuelano si allontana ancora di più dal campo della legalità. Il diritto internazionale stabilisce chiaramente che è inaccettabile trattare i civili allo stesso modo dei militari e che si tratta di una violazione totale dell’esercizio dei diritti umani”. (Nella foto a destra, il mercato di Caracas)

Lilian Tintori, moglie di Leopoldo Lopez tenace oppositore di Maduro ed incarcerato da oltre 2 anni per motivi politici, dopo aver organizzato una marcia di sole donne per chiedere libertà e democrazia, ha annunciato che intende andare avanti “nell’organizzazione di altre manifestazioni di protesta”. 

Insomma sono tempi concretamente difficili per Nicolas Maduro, a cui il controllo di tutto il Venezuela sembra essere sfuggito dalle mani come una saponetta. Seppure durante l’era di Chavez vi erano state denunce di oppressione e violazione delle regole democratiche, nessuno avrebbe mai immaginato che la situazione sociale ed economica della gloriosa terra di Simon Bolivar potesse sprofondare cosi in basso. 

Anche chi un tempo sosteneva con decisione lo stesso Chavez ed il suo successore sembra ora aver cambiato nettamente idea.  Nei giorni scorsi è anche iniziata a circolare una lista di 50 nomi, appartenenti a persone che sarebbero state arrestate e messe in carcere solo per essere scese per strada a protestare. 

La situazione è insomma davvero gravissima, anche perché alcune fonti interne al paese hanno fatto sapere che in alcune zone esterne alla capitale, come quella adiacente a Merida, alcuni gruppi di rivoltosi sarebbero sul punto di armarsi per dare vita ad una resistenza armata contro il presidente. Una notizia davvero preoccupante, perché potrebbe significare l’inizio di una pesante guerra civile in cui potrebbe sprofondare tutta la nazione. Intanto la comunità venezuelana presente in Italia non demorde, ed annuncia una nuova grande manifestazione a Verona il 20 maggio prossimo per chiedere nuovamente, a gran voce, libertà per la propria patria.

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