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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Riserbo sulle indagini? Ah, che risate / Parte seconda

I giornalisti si dividono in due grandi categorie: quelli che conoscono Francesco Gratteri e Mario Parente, e tra questi c’è Bruno Vespa, e quelli che non li conoscono. E tra questi ultimi è intruppata la maggior parte dei cronisti che hanno partecipato alla nuova conferenza stampa di ieri mattina presso la procura di Brindisi, ai quali il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, ha gettato due ossicini e poi ha detto che non intendeva parlare delle indagini, e che non sarebbero state fornite neppure immagini della persona indagata per la strage del 19 maggio davanti alla scuola Morvillo Falcone.

I giornalisti si dividono in due grandi categorie: quelli che conoscono Francesco Gratteri e Mario Parente, e tra questi c'è Bruno Vespa, e quelli che non li conoscono. E tra questi ultimi è intruppata la maggior parte dei cronisti che hanno partecipato alla nuova conferenza stampa di ieri mattina presso la procura di Brindisi, ai quali il procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Cataldo Motta, ha gettato due ossicini e poi ha detto che non intendeva parlare delle indagini, e che non sarebbero state fornite neppure immagini della persona indagata per la strage del 19 maggio davanti alla scuola Morvillo Falcone.

Accanto a lui, Gratteri e Parente, capi dello Sco e del Ros, che non hanno detto un tubo ma si sono presi parecchi minuti di girato da parte delle tv. Cambia la scena, e passiamo in serata a Porta a Porta, dove va in onda la solita sceneggiata sul caso di turno: c'è l'ex direttore di Telerama, Mauro Giliberti, che recita ampi stralci del verbale di fermo di Giovanni Vantaggiato. E ci sono Gratteri e Parente che dicono tutto dell'inchiesta. Bravi e grazie. Io alla vostra conferenza stampa non ci sono venuto sapendo già che sarebbe finita così. E vi garantisco che eviterò accuratamente anche le prossime, a questo punto.

Come abbiamo mollato Porta a Porta ieri sera appena abbiamo capito che ci sarebbe stato un collegamento in diretta con l'ex assessore provinciale e attuale vicesindaco di Brindisi, Paola Baldassarre, che con la tragica vicenda del 19 maggio non c'azzecca proprio. Ma chi ce l'ha mandata? Quali grandi mobilitazioni ha promosso? E che icona sarebbe? Ci vuole poco a trasformare una vicenda drammatica in una passerella, e adesso basta davvero. Stufi degli inviti a non disturbare le indagini, per poi assistere dopo poche ore a trasferimenti di intercettazioni, verbali, notizie, fotogrammi, video. E di vedere in tv mentre vuotano il sacco gli stessi che la mattina ti hanno detto che non potevano parlare. Stufi dei microfoni porti ai politici.

Peccato che al talk-show abbiano accettato di partecipare anche i genitori delle ragazze ferite. Si vede che la sindrome di Cogne - Avetrana è tutt'altro che debellata. E una bella legittimazione a tutto ciò e alla lettura impostata - anche in salentino leccese - dell'interrogatorio di Vantaggiato l'hanno data i vertici investigativi dello Stato. Al cospetto di tutto questo casino è facile concludere che: a) i giornalisti del territorio sono considerati di serie B (anche se giustamente Caldarola nell'altro articolo dice che qui, dopo l'attentato, abbiamo dimostrato tutti di essere italiani di serie A); b) che spesso le degenerazioni mediatiche trovano alimento in comportamenti tutt'altro che coerenti da parte di terzi; c) che tutto ciò arreca danni sia all'informazione che alle indagini.

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