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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Scuola esclusa dal confronto. Noi abbiamo 10 proposte per cento giorni

In un dibattito elettorale fondamentalmente scarno e privo di proposte concrete, basato solo su confronti mediatici, populisti e demagogici, dove scuola ed università sono solo punti effimeri di programma di cui non si discute e non si dibatte, noi studentesse e studenti di scuole ed università abbiamo deciso di raccogliere il materiale prodotto negli ultimi 3 anni di elaborazione politica dalle assemblee, le scuole e le università occupate ed autogestite per portare al centro del dibattito pubblico i temi centrali per il futuro di questo paese.

In un dibattito elettorale fondamentalmente scarno e privo di proposte concrete, basato solo su confronti mediatici, populisti e demagogici, dove scuola ed università sono solo punti effimeri di programma di cui non si discute e non si dibatte, noi studentesse e studenti di scuole ed università abbiamo deciso di raccogliere il materiale prodotto negli ultimi 3 anni di elaborazione politica dalle assemblee, le scuole e le università occupate ed autogestite per portare al centro del dibattito pubblico i temi centrali per il futuro di questo paese.

Nella ControAgenda Studentesca è contenuta l'analisi delle ultime riforme che hanno modificato scuola, università e diritto allo studio in Italia. Essa si interfaccia con il tema della crisi, della precarietà e delle politiche di austerity proponendo un vero e proprio cambiamento di rotta che dia maggiore sicurezza esistenziale ed economica alle nuove generazioni.

I temi principali di discussione ed analisi sono nuovi modelli di diritto allo studio e accesso ai saperi; il rinnovamento della didattica e della valutazione; la cittadinanza dei soggetti in formazione; l'alternanza scuola-lavoro; nuovi modelli di finanziamento a scuola, università e ricerca; nuovi fondi per la sicurezza nelle scuole; nuove idee di governance e democrazia nei luoghi della formazione; diritto all'abitare ed alla mobilità.

Negli ultimi anni la formazione ha assunto sempre più il ruolo di voce in bilancio preda della forbice dei governi. Noi riteniamo invece che il sapere possa essere la forza di questo paese per uscire dalla crisi economica. Purtroppo i dati sulla formazione sono preoccupanti: altissima la dispersione scolastica, sempre più in calo il numero di laureati.

Per controllare il fenomeno occorre considerare da una parte il crescente classismo presente nelle scuole e nelle università, sempre più accessibili a pochi, a causa della totale assenza di una legge quadro nazionale sul diritto allo studio e della scarsezza di fondi, dall'altra, la crisi del mercato del lavoro che porta ad una parcellazione di "skill", abilità e competenze, che spingono i più ad una qualifica professionalizzante facilmente spendibile sul mercato, ma poco completa in termini di cultura di base e autodeterminazione della persona.

Il tema dell'equità sociale e del welfare state è dunque strettamente connesso ai temi della formazione. Studiare è, infatti, nel 2013 diventato più che altro una merce immateriale entrata nel gioco dei giochi finanziari, per cui occorre chiedere prestiti come per l'acquisto di una casa o di altri beni. E? necessario ristabilire il valore del sapere nella società della crisi, promuovendo nuove politiche di tutela alle fasce deboli attraverso l'erogazione di un reddito di formazione e di nuove misure sul diritto allo studio.

Questa è solo una delle decine di proposte contenute nella nostra agenda tematica, e completamente ignorate dal dibattito politico. Appare assurdo che, proprio in questi giorni a ridosso delle elezioni, sia proposta una nuova riforma dei Lep (Livelli essenziali delle prestazioni) che va nella direzione opposta, penalizzando enormemente le famiglie del Sud e l'autonomia studentesca.

Negli ultimi anni il Parlamento, circondato da folle sempre più numerose di studenti, è apparso sordo alle nostre richieste di coinvolgimento nelle scelte che riguardano i luoghi in cui viviamo, è apparso disinteressato alle nostre proposte. Speriamo, quindi, di poter arricchire il dibattito politico di questi temi sottolineando la necessità di un rinnovamento che spinga l'italia più in alto nelle classifiche Ocse che lo scorso anno la vedevano agli ultimi posti.

Emblematiche sono le nostre 10 proposte che il prossimo governo dovrebbe approvare nei primi 100 giorni di mandato, solo un abbozzo della nostra elaborazione politica contenuta nella ControAgenda:  1. Innalzamento dell?obbligo scolastico a 16 anni per l?anno scolastico 2013/2014 e a 18 anni entro l?anno scolastico 2016/2017 2. Abolizione dei percorsi di apprendistato per minorenni e della possibilità di assolvere l?obbligo scolastico con questo strumento  3. Apertura tavolo Stato-Regioni per un piano di investimenti straordinari in edilizia scolastica e universitaria 4. Apertura tavolo Stato-Regioni per il reperimento dei fondi per un piano straordinario di investimenti in diritto allo studio e welfare in previsione della prima finanziaria 5. Presentazione della Legge Quadro Nazionale sul Diritto allo Studio 6. Presentazione della Legge riguardante lo ?Statuto dei diritti degli studenti e delle studentesse universitari? 7. Presentazione della Legge riguardante lo ?Statuto degli Studenti e delle studentesse inseriti in percorsi di stage e tirocini? 8. Sblocco del turn over nelle università e negli Enti di Ricerca e pubblicazione di un piano di assorbimento dei precari storici della scuola con conseguente crescita del rapporto docenti-studenti  9. Presentazione Riforma sulla Parità scolastica che abolisca i fondi destinati alle scuole private 10.Cancellazione delle modifiche al DPR 306/97 contenute nella spending review in merito alla contribuzione studentesca.

La ControAgenda per i primi 100 giorni di governo

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