menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Francesco Saponaro

Francesco Saponaro

Si conceda ad Epifani il tempo di fornire il Pd di una bussola

Sono contento che Guglielmo Epifani, profondo conoscitore della società italiana, sia il nuovo segretario del Pd. Fosse per me gli darei il tempo di tentare il recupero di una bussola per il Pd. Vorrei inoltre convincere i militanti democratici che le primarie diventano efficaci solo in presenza di una chiara dialettica programmatica, altrimenti peggiorano la situazione.

Sono contento che Guglielmo Epifani, profondo conoscitore della società italiana, sia il nuovo segretario del Pd. Fosse per me gli darei il tempo di tentare il recupero di una bussola per il Pd. Vorrei inoltre convincere i militanti democratici che le primarie diventano efficaci solo in presenza di una chiara dialettica programmatica, altrimenti peggiorano la situazione alimentando un leaderismo povero di contenuti. Ora il Pd deve soprattutto recuperare una reale dimensione sociale e programmatica.

Si avverte alla base il bisogno di abbandonare questo clima permanente alla San Ginesio (paese marchigiano dove nel 1969 Forlani, De Mita e Ciccardini stipularono un patto generazionale) per tornare a parlare alla società. Se ne è accorto anche Matteo Renzi, il principale ispiratore del clima di lotta generazionale. Forse è il caso di tornare alle ragioni fondative.

Il Pd nacque per rispondere alla esigenza di costruire una sinistra moderna, consapevole del nuovo contesto segnato dalla globalizzazione economica; una sinistra che rimane socialista per combattere le diseguaglianze sociali ma nello stesso tempo si rende conto che lo Stato sociale redistributivo può essere mantenuto e rinnovato a condizione di dare nuova linfa alla pianta della produzione del reddito o nuovo vigore alla pecora indebolita (secondo il compianto Olof Palme, premier socialdemocratico svedese, la produzione capitalistica era una pecora che andava tosata ma non uccisa).

Il programma veltroniano del Lingotto, quel dire basta ad una sinistra legata alla equazione più tasse uguale più spesa, ruotava in buona parte intorno a questo concetto. Il Partito Democratico è nato quindi per questa missione. È impressionante che dopo pochi anni dal 2008 nessuno parli di questo e nessuno si ricordi del perché si è dimesso Veltroni, fondatore del Pd. Non ricordiamo nulla anche a causa del fatto che da allora ad oggi i dirigenti del Pd hanno discusso solo di se stessi e dei loro equilibri, cosa che in politica equivale a discutere di nulla che meriti di essere ricordato.

Il blocco della elaborazione programmatica e identitaria è stato coperto dalla protesta antiberlusconiana che, per quanto fondatissima, giammai potrà distinguere un partito come il Pd dagli altri raggruppamenti che compongono la sinistra italiana, e che in molti casi sembrano anche più coerenti del Pd, se non altro perché non hanno alle spalle alcun tentativo di dialogo col "nemico". Se non si supera questo vuoto il Pd non ha futuro.

Tutti coloro che si cimentano su questo aspetto imprescindibile, quello della missione e dell'anima del partito, sono benvenuti. A questo punto direi doppiamente benvenuti se giovani e non segnati dalle lotte fratricide del passato. Ecco, mi piacerebbe che tutti i maggiorenti del Pd dicessero ad Epifani di preparare un bel Congresso programmatico, come usa fare la socialdemocrazia tedesca.

Un Congresso programmatico vero, dove si discuta se il programma del Lingotto può essere attualizzato dandogli un radicamento sociale presso i lavoratori e gli imprenditori oppure sia più ragionevole dividere il centro sinistra in due raggruppamenti, uno di sinistra socialista tradizionale e l'altro di vocazione più liberal-democratica. Insomma un Congresso dove, chiunque prevalga, sia chiaro a tutti gli italiani da quale visione e sostanza programmatica sia animato.

Il buon senso di Franceschini e poi di Bersani non sono stati sufficienti per creare una identità, e nessuna organizzazione vive a lungo senza identità ( pensate a Berlusconi che usa l'Imu quasi fosse un totem identitario o a Grillo che, pur di mantenere una identità, si occupa di scontrini e alberghi con letti a tre stanze). Ho dimenticato che il Pd è al governo? No. Ne parlerò la prossima volta. Ma attenzione. Anche cosa succederà durante e dopo il governo Letta dipende dalla bussola di navigazione che il Pd è obbligato a darsi.

 

 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento