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Giovedì, 18 Aprile 2024
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A cura di Blog Collettivo

Bocciati altri due parchi eolici: meglio pensare all’offshore

I ministeri dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e quello della Cultura stoppano due progetti da realizzarsi rispettivamente in cinque Comuni del Brindisino e nel capoluogo

Due progetti di parchi eolici a sud di Brindisi sono stati bocciati di concerto tra il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e quello della Cultura, con appositi decreti pubblicati il 14 e il 15 dicembre sul sito del primo dicastero, corredati ovviamente dal parere negativo espresso dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale. 

Si trattava in tutto di 26 aerogeneratori a torre, per una potenza complessiva installata di 138 megawatt. Soprattutto sul primo dei due progetti, riguardante il territorio di cinque Comuni, le osservazioni degli enti territoriali, associazioni e Soprintendenza erano state numerose. Per il secondo, riguardante il solo territorio di Brindisi, avevano avanzato osservazioni solo Comune capoluogo, Soprintendenza e Regione Puglia.

Le due società proponenti potranno presentare ricorso al Tar competente, o al Presidente della Repubblica, ma ciò difficilmente avverrà: oltre alla contestazione di svariate carenze progettuali relative agli impatti ambientali, anche cumulativi, su territorio in generale, attività agricole, fauna e flora, la Commissione tecnica Via, in entrambi i casi, nel suo parere negativo conclusivo ha rilevato “altresì di non poter escludere l’incidenza negativa e significativa dello stesso sui siti di Rete Natura presenti nell’area vasta dell’impianto”.

Troppe incompatibilità: meglio pensare al mare

La domanda che si pone a questo punto è se il territorio della provincia di Brindisi, e in particolare quello pianeggiante che confina con i territorio delle province di Lecce e Taranto, al centro da anni di richieste di insediamenti non solo eolici, ma soprattutto fotovoltaici, sia una opzione ancora praticabile per le società che operano nel settore delle rinnovabili, anche sotto la spinta dell’incremento della domanda di energie green dovuta alla transizione energetica e agli obiettivi di decarbonizzazione della produzione industriale e del consumo domestico.

In altre parole, e semplificando, molto probabilmente resteranno elevate le influenze dissuasive dovute molto meno a vincoli paesaggistici, ma nella maggior parte invece alle compatibilità con la tipologia delle produzioni agricole e agli gli assetti idrogeologici. Non si può pertanto che guardare al mare, al cosiddetto offshore, per lo sfruttamento dell’energia eolica nella nostra area geografica. 

I grandi aerogeneratori di ultima generazione, con potenze di circa 12 megawatt per torre, installati su piattaforme galleggianti a oltre 12 chilometri dalla costa, francamente non ne turberebbero affatto l’abituale skyline, visto che non esistono impatti con arcipelaghi o panorami visibili di promontori. Presenze appena avvertibili, come da molti anni dimostra l’impiego dei campi eolici offshore lungo le coste dalla Francia alla Danimarca, e nella Manica. Con un patto, tuttavia: parte della produzione e dell’assemblaggio delle componenti degli aerogeneratori deve coinvolgere i sistemi produttivi locali, dalla cantieristica alle operazioni offshore.

I due progetti bocciati 

Per la cronaca, e tornando ai due progetti bocciati recentemente, nel caso dell’impianto che coinvolge i territori di cinque Comuni, il parere negativo numero 286 del 4 luglio 2022, espresso dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas, costituito da 51 pagine, era stato seguito da analogo parere negativo il 7 settembre 2022, espresso dal Ministero della cultura, Soprintendenza speciale per il Pnrr, costituito da 45 pagine. Quindi, il conclusivo decreto con giudizio negativo di compatibilità ambientale concordato interministeriale che ha fermato il progetto di un impianto eolico di potenza complessiva pari a 90 Mw, denominato "Parco Eolico Masseria Muro", costituito da 15 aerogeneratori da 6 megawatt ciascuno, da realizzarsi nei comuni di Brindisi, Mesagne, Sandonaci, San Pancrazio Salentino e Cellino San Marco, con opere di connessione localizzate nei medesimi comuni, presentato dalla Wpd Muro Srl con sede legale in Roma. (Nella foto in basso, il parco eolico Maffei)

Parco Eolico Maffei

Risale ad alcuni mesi prima il parere negativo numero 269 del 30 maggio 2022, espresso dalla Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale Via e Vas, costituito da 25 pagine, per il progetto relativo al solo territorio brindisino, seguito da parere negativo del 7 ottobre 2022, espresso dal Ministero della Cultura, Soprintendenza speciale per il Pnrr, costituito da 35 pagine. Quindi il decreto concordato interministeriale in cui viene espresso giudizio negativo di compatibilità ambientale per il progetto di un impianto eolico denominato "Parco Eolico Maffei", costituito da 11 aerogeneratori di potenza unitaria pari a 4,36 Mw, per una potenza complessiva di 48 Mw, da realizzarsi all'interno del territorio comunale di Brindisi, incluse le infrastrutture di connessione alla Rete di Trasmissione Nazionale localizzate nel medesimo territorio comunale, presentato dalla En.It Srl con sede legale in Verona.  Il sito, distante circa 7 chilometri in linea d’aria dalla città di Brindisi e circa 9 chilometri dalla città di Mesagne, si trova a 2 chilometri dall’agglomerato di Tuturano.


 

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