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Tablet e smartphone: "arma" utile per l'educazione dei bimbi, ma a certe condizioni

Smartphone e tablet sono entrati nella nostra vita in modo travolgente, cambiando abitudini, modo di comunicare e di visualizzare tanti contenuti multimediali, in maniera inimmaginabile sino a pochi anni addietro

Vito Brugnola

Smartphone e tablet sono entrati nella nostra vita in modo travolgente, cambiando abitudini, modo di comunicare e di visualizzare tanti contenuti multimediali, in maniera inimmaginabile sino a pochi anni addietro. Lo smartphone, questo dispositivo così tecnologicamente evoluto, ha il pregio di presentarsi in modo semplice e con un utilizzo intuitivo.

I semplici “tap” ed i display dai mille colori hanno esteso la portata degli utilizzatori: a dispetto dei costi elevati, gli smartphone vengono utilizzati da adulti, adolescenti e sì, anche dai bambini. Proprio l’utilizzo da parte di questi ultimi desta alcune preoccupazioni, data la mancanza di conoscenze sugli effetti a medio-lungo termine e a fronte di un immediato effetto dipendenza presente indiscriminatamente in tutte le fasce della popolazione.

Le stime affermano che in Italia il 20% dei bambini prende contatto con il telefonino nel primo anno di vita, per aumentare sino all’ 80% verso i 5 anni di età. Recentemente la Società Italiana di Pediatria, coerentemente con quanto espresso da tutti gli Psicologi, si è espressa con toni allarmanti riguardo l’utilizzo smisurato di tablet e smartphone, suggerendone l’utilizzo ai bambini solo dopo i 2 anni di età per non più di sessanta minuti al giorno sino a 5 anni e massimo due ore al giorno prima dei 9 anni.

Sappiamo bene come talvolta queste indicazioni di buon senso vengano disattese ed i genitori, provati da lunghi pianti inconsolabili e dalle sfide con i propri piccoli a chi resiste di più, spesso utilizzino l’effetto magico di tablet e smartphone per calmare i bambini e lasciarli svagare o rilassare per un tempo necessario, ai genitori, per riacquistare forze e pazienza.

Tuttavia, come strumenti che impugniamo quotidianamente e che esercitano su di noi un effetto positivo o negativo, in base all’utilizzo che ne facciamo, allo stesso modo le famose tavolette magiche e cellulari intelligenti possono essere un’arma molto utile per l’educazione e la crescita cognitiva dei nostri figli.

Se pensiamo che i dispositivi elettronici possano essere lo strumento elettivo per l’intrattenimento dei bambini siamo fuori strada. Le giovani menti in crescita hanno bisogno di ricevere stimolazioni diverse, ottenendo la stessa informazione da più canali, inclusi quelli digitali. La manualità, l’utilizzo e l’interazione con gli oggetti fisici ed il tempo passato in attività all’aria aperta costituiscono il “protocollo” migliore e più completo per la crescita corretta.

Oltre a ciò, i mezzi tecnologici possono essere utili per l’apprendimento delle lingue, tramite film e cartoni animati, mentre alcuni videogiochi possono potenziare l’apprendimento visuospaziale del bambino.

Il limite ovviamente è dato dal tempo, perché se è vero che essi hanno un incredibile effetto rilassamento, quasi ipnotico, è doveroso sapere che sono sensibili all’abuso, con effetti davvero indesiderati.

L’elevata quantità di tempo speso davanti allo schermo comporta gravi deficit attentivi nella vita “reale” dove colori e stimoli non sono così artificiosamente edificanti, con conseguenze negative sui processi di scolarizzazione. Inoltre, l’eccessiva esperienza virtuale, sebbene aiuti un tipo di pensiero astratto, dall’altra parte impoverisce le funzioni cognitive oggettuali, per cui si è capacissimi a interagire col display ma poi ci si trova in gravi difficoltà davanti a una costruzione Lego.

La strada migliore da percorrere è quella di utilizzare i dispostivi tecnologici assieme ai genitori, tramite attività guidate e finalizzate a qualcosa di costruttivo, che vada oltre l’effetto consolatorio o “narcotico” del cellulare.

Impostare sane abitudini in cui il bambino possa trovare la sua tranquillità, con impegni stimolanti, gratificanti ed educativi, costituisce sempre il processo migliore per l’espressione delle proprie potenzialità intellettive. E se proprio dobbiamo concedergli cinque minuti di smartphone in più, facciamo in modo che il giorno dopo possa recuperare il tempo perduto su quella tavoletta tecnologica!

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