Domenica, 17 Ottobre 2021
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Il consumismo non ha ancora cancellato la tradizione del Natale

C'è aria di festa in questo mese di dicembre. Un'atmosfera unica che si respira solo in questo periodo dell'anno, un'atmosfera fatta di rituali tramandati fin dai nonni dei nostri nonni, che allietavano il Natale. Si inizia l'8 dicembre con gli addobbi delle case, delle strade, dei balconi illuminati, il tutto colorato con tinte tra sacro e profano, tra presepe e alberello per concludersi con la cavalcata dei Magi il 6 gennaio.

C’è aria di festa  in questo mese di dicembre. Un’atmosfera unica che si respira solo in questo periodo dell’anno, un’atmosfera fatta di rituali tramandati fin dai nonni dei nostri nonni, che allietavano il Natale. Si inizia l’8 dicembre con gli addobbi delle case, delle strade, dei balconi illuminati, il tutto colorato con tinte tra sacro e profano, tra presepe e alberello per concludersi con la cavalcata dei Magi il 6 gennaio.

La nostra tradizione ci tramanda, in questo periodo, la bellezza pugliese di canti, sapori e riti colorati di gesti ed eventi atti a ritrovare il tempo e la voglia di stare insieme. Pettole, purcedduzzi, struffoli e tante altre delizie, tombolate e cenoni alla luce del fuoco nel camino, Messa di Natale e processione verso il presepe con il Bambinello, attese di calze di cioccolata o carbone sono solo alcuni degli ingredienti che rendono questo mese carico di emozioni.

Potrebbe sembrare che le generazioni moderne sostituiscano tutto questo con una corsa al consumo e al divertimento che stordisce e che tradizioni e valori siano sotterrati, dimenticati, quasi rinnegati. La corsa ai regali, i lunghi pranzoni succulenti, la frenesia del capodanno come unica festa sentita sembrano sopperire il vero senso delle festività natalizie. Forse in parte è vero, qualcosa è inevitabilmente cambiato con l’evolversi delle generazioni.

Il materialismo potrebbe apparire che superi di gran lunga le tradizioni soppiantate dai nuovi riti legati al consumismo. In realtà ci si può accorgere che siano diverse le forme con cui si esprimono gli stessi valori: la famiglia, gli amici, gli affetti, la voglia di stare insieme accoccolati dalle più squisite specialità culinarie che la nostra terra regala. E poi gli eventi mondani della provincia, come mostre di presepi, Sante Messe, percorsi enogastronomici sono sempre d’assalto dei giovani. È pur vero che alcune famiglie per timore di non essere “abbastanza moderne” evitano di tramandare riti e consuetudini ai propri figli di fatto impoverendoli. Le tradizioni di una famiglia e della sua cultura non possono creare imbarazzo.

In concreto, se da una parte è reale che rispetto al passato si dia più importanza ai regali comprati e ad abitudini prettamente profane, e altrettanto reale che i valori sono saldamente ancorati e trainano giovani e famiglie in una ventata di magie e colori. Seppur sia cambiata la modalità di esternare quello in cui si crede, è rimasto tale il valore di fondo e il senso di queste feste natalizie.  Quando ci si sente parte di una famiglia, quando il senso di appartenenza cresce, si finisce per restarne coinvolti e affascinati. Ostuni, Latiano, Brindisi, Mesagne e nelle vicinanze anche Alberobello, le grotte di San Biagio si tingono di una luce meravigliosa e anche le nuove generazioni non resistono. Pertanto il valore non si commisura con la forma cui si esprime, è come se dicessimo che una torta non è buona solo perché non è esteticamente presentabile.

Il valore nel quale di crede è tale perché ci rende liberi di scegliere come esprimerlo, non per questo vale meno; altrimenti si rischia di etichettare  e criticare un qualcosa solo perché non lo conosciamo  e come tale ci spaventa, ci mette sulla difensiva. Basta, invece, osservare con occhi umili che tutto sommato non stanno cambiando le tradizioni e i riti, poiché anche le nuove generazione sono trepide di aspettare insieme il Natale giocando a tombola, si riuniscono per chiacchierare, sono affascianti dalle loro tradizioni e dai piatti tipici di questo periodo e non hanno intenzione di cambiarle perché in esse ritrovano il senso che li lega alla loro terra.

In molti seppur per ragioni di studio o lavoro sono lontani, non aspettano altro che questo periodo per ritrovarsi in famiglia, con gli amici di sempre, nei luoghi della loro infanzia. E non rinnegano nulla, anzi portano fuori con entusiasmo le loro origini. Non facciamo in modo di sgretolare ciò che sta nascendo, ciò che si coltiva con amore e con altrettanta voglia di fare, riti e gesti semplici che sono per tutti noi, nuove e vecchie generazioni, il cardine delle festività natalizie.

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