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A cura di Blog Collettivo

Ospitiamo in questo Blog opinioni di alcuni cittadini Brindisini

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Grosse dosi di Opus Dei nella cultura made in Provincia

Ci auguriamo che non sia vero, che l’assessora alla Cultura dell’amministrazione provinciale, Paola Baldassarre, parli solo a titolo personale e non dell’istituzione. Ma la deriva sulla quale l’ente di piazza Santa Teresa sta scivolando, in fatto di politica culturale, è preoccupante, anzi parecchio preoccupante. L’assessora, quella che stando alle foto fornite ai giornali sorride sempre anche quando ci sarebbe da piangere, sta marcando pesantemente di Opus Dei, una delle componenti più integraliste della chiesa cattolica, le attività del suo settore (Cultura e Pubblica Istruzione). Non era la prima volta che la Provincia dava copertura istituzionale ad iniziative di così smaccata caratterizzazione confessionale, ma ora gli episodi stanno diventando veramente troppi. L’altro giorno alla Cittadella della Ricerca sono stati presentati, con il patrocinio della Provincia, i corsi del Campus Bio-Medico che, per chi non lo sapesse, sono organizzati dalla Prelatura dell’Opus Dei. Stasera al Museo Provinciale si presenta il libro “Liberi dal sarcasmo” di un prete, Ugo Borghello, edito dall’Ares di Milano, la casa editrice sempre dell’Opus Dei. Tutti possiamo cambiare opinione, accadde persino ad uno come San Paolo, e poi anche al ministro Bondi -persino lui!- che fu un sindaco comunista di quelli tosti e puri, figuriamoci, andando più terra terra vicino a noi, se non capiamo la dottoressa Baldassarre, che ricordiamo, prima dell’approdo al partito di Casini, appena qualche anno addietro militante del Pds o dei Ds e forse una volta anche candidata in quelle liste. Ma che la Provincia, in quanto istituzione di tutti, credenti e mangiapreti, iscritti a Pax Christi o tifosi di Escrivà de Balaguer, prima di garantire patrocini ed altro a chicchessia non farebbe bene a starsene lontana da ogni forma di strumentalizzazione confessionale o politica? Il tutto accade nel silenzio più assordante dei partiti, dell’associazionismo, del mondo della cultura, di chi crede nei valori della laicità dello Stato e delle istituzioni. E tacciono (conniventi? Io non controllo te così tu non controlli me?) pure i colleghi di giunta e di consiglio dell’assessora Baldassarre. E’ proprio cambiata la politica! E nessuno ci venga a dire che è cambiata in meglio. Per molto meno una volta sarebbe scoppiato il finimondo.

Ci auguriamo che non sia vero, che l'assessora alla Cultura dell'amministrazione provinciale, Paola Baldassarre, parli solo a titolo personale e non dell'istituzione. Ma la deriva sulla quale l'ente di piazza Santa Teresa sta scivolando, in fatto di politica culturale, è preoccupante, anzi parecchio preoccupante. L'assessora, quella che stando alle foto fornite ai giornali sorride sempre anche quando ci sarebbe da piangere, sta marcando pesantemente di Opus Dei, una delle componenti più integraliste della chiesa cattolica, le attività del suo settore (Cultura e Pubblica Istruzione).

Non era la prima volta che la Provincia dava copertura istituzionale ad iniziative di così smaccata caratterizzazione confessionale, ma ora gli episodi stanno diventando veramente troppi. L'altro giorno alla Cittadella della Ricerca sono stati presentati, con il patrocinio della Provincia, i corsi del Campus Bio-Medico che, per chi non lo sapesse, sono organizzati dalla Prelatura dell'Opus Dei. Stasera al Museo Provinciale si presenta il libro "Liberi dal sarcasmo" di un prete, Ugo Borghello, edito dall'Ares di Milano, la casa editrice sempre dell'Opus Dei.

Tutti possiamo cambiare opinione, accadde persino ad uno come San Paolo, e poi anche al ministro Bondi -persino lui!- che fu un sindaco comunista di quelli tosti e puri, figuriamoci, andando più terra terra vicino a noi, se non capiamo la dottoressa Baldassarre, che ricordiamo, prima dell'approdo al partito di Casini, appena qualche anno addietro militante del Pds o dei Ds e forse una volta anche candidata in quelle liste. Ma che la Provincia, in quanto istituzione di tutti, credenti e mangiapreti, iscritti a Pax Christi o tifosi di Escrivà de Balaguer, prima di garantire patrocini ed altro a chicchessia non farebbe bene a starsene lontana da ogni forma di strumentalizzazione confessionale o politica?

Il tutto accade nel silenzio più assordante dei partiti, dell'associazionismo, del mondo della cultura, di chi crede nei valori della laicità dello Stato e delle istituzioni. E tacciono (conniventi? Io non controllo te così tu non controlli me?) pure i colleghi di giunta e di consiglio dell'assessora Baldassarre. E' proprio cambiata la politica! E nessuno ci venga a dire che è cambiata in meglio. Per molto meno una volta sarebbe scoppiato il finimondo.

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