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Il presidente di Left, Carmine Dipietrangelo

Il presidente di Left, Carmine Dipietrangelo

Urbanistica e politiche urbane: piani da aggiornare ogni 5-10 anni

BRINDISI - L’impegno civico di Left continua. Ieri, l’associazione politico-culturale presieduta da Carmine Dipietrangelo ha presentato la sua visione di città del futuro in un dibattito organizzato presso la Sala Università di Palazzo Nervegna e intitolato “Le città del futuro, sfide, strumenti, innovazioni”. Il convegno, che ha visto la presenza di un numeroso e partecipe pubblico, è stato organizzato in collaborazione con l’Ance.

BRINDISI - L'impegno civico di Left continua. Ieri, l'associazione politico-culturale presieduta da Carmine Dipietrangelo ha presentato la sua visione di città del futuro in un dibattito organizzato presso la Sala Università di Palazzo Nervegna e intitolato "Le città del futuro, sfide, strumenti, innovazioni". Il convegno, che ha visto la presenza di un numeroso e partecipe pubblico, è stato organizzato in collaborazione con l'Ance (Associazione nazionale costruttori edili) e con il patrocinio del Comune. "Siamo partiti da un presupposto: le città sono di coloro che le vivono" spiega il presidente di Left.

"Nelle città convivono le emarginazioni sociali con i luoghi dell'intelligenza, delle potenzialità e opportunità. Nel mezzo di una crisi economica e sociale sapere che un mondo nuovo può nascere, è una speranza per tutti. Le idee di città e di comunità, devono essere la guida per la forma urbana. Bisogna ripensare alla città con un occhio al risparmio. Le città del futuro saranno così". Dipietrangelo ha parlato poi delle Smart City, città con stili di vita sostenibile: "Le città del futuro saranno ecosostenibili, con una nuova edilizia". Sul ruolo importante dei cittadini ha affermato "L'amministrazione pubblica non può fare tutto da sola, ha bisogno della partecipazione dei cittadini. Un progetto urbanistico è sostenibile solo se si realizza in un pubblico confronto".

Dopo aver esposto quelle che per Left sono scelte chiare e coraggiose (liberare la città da alcuni asservimenti militari e industriali, la chiusura della centrale di Brindisi Nord, una nuova mobilità urbana, la riqualificazione di alcuni beni monumentali e il miglioramento delle infrastrutture per Brindisi e il Salento) il presidente di Left ha parlato del vecchio piano regolatore del porto, ormai incompatibile con la nuova idea di città. Dipietrangelo ha concluso il suo intervento parlando del Comune e affermando "L'amministrazione comunale deve riprendere la regia del territorio e i soggetti sottoposti devono accettarla".

Di coesione sociale e territoriale, principi su cui ruota la politica europea con riferimento al territorio, ha parlato invece l'architetto Antonio Bruno. Le città, per l'architetto, non devono rimanere chiuse nei propri "recinti" ma devono aprirsi, collaborare. Bruno ha parlato poi delle tre fasi che hanno segnato le città: quella alla fine degli anni Settanta, dopo lo shock petrolifero, quella che ha visto affermare una nuova coscienza ecologica che dava agli spazi verdi la stessa importanza di quelli costruiti e quella che ha visto il nuovo ruolo della città, con il cambiamento nel finanziamento delle opere pubbliche che nel passato erano costruite con l'aiuto dello Stato (attualmente impegnato con un 15%).

La capacità attrattiva di una città nei confronti dei turisti, che apportano ricchezza e idee, è fondamentale, secondo Bruno, per non far rimanere ferma una città. Ciò deve essere però realizzato in tempi stretti per non uscire dal mercato. "Salerno può essere portata ad esempio, con un sindaco capace e un'urbanistica innovativa. La capacità di attrazione di Brindisi è zero. Non si vendono più le case. Bisogna lavorare per riqualificare l'insieme. Brindisi ha un rilevante patrimonio industriale e manifatturiero da salvaguardare. Un'industria inquinante non è più pensabile. Tutti devono rendere competitivo il territorio brindisino".

Dopo l'intervento dell'assessore all'urbanistica del Comune di Brindisi, Lino Luperti, che parlato del Pug e della proposta di rilanciare il centro storico cittadino con nuove aree di parcheggio e di un progetto che prevede la riqualificazione del litorale, il punto di vista dei costruttori è stato esposto da Massimo Campanelli di Ance Brindisi. Limitazione dell'impatto sull'ambiente, una miglior gestione del ciclo energetico, dei rifiuti e lo sviluppo economico e culturale (con fruizione del patrimonio e incremento del turismo) sono le odierne sfide da affrontare.

Campanelli ha parlato poi della crisi che ha colpito il settore edile "che non è solo una crisi di mercato, ma è una crisi di modello". "Alla fine del 2012 vi è stato un 30% in meno in investimenti nel settore dell'edilizia e un 40% in meno nelle opere pubbliche. Solo un segno positivo, un +12% per le riqualificazioni urbane. Di fronte a questo scenario la rigenerazione urbana è il punto per il futuro".

Campanelli ha concluso auspicando la costituzione di un tavolo tecnico tra amministratori e operatori e parlando di un Piano delle città sollecitato dall'Ance per finanziare i progetti di riqualificazione urbana presentati dai comuni. "I primi cantieri partiranno nel 2013 e si riqualificherà il patrimonio esistente senza usare nuovo suolo".

Di sostenibilità industriale, ambientale e sociale ha parlato Michela Almiento, segretario generale della Cgil brindisina. "Che cosa significa tutelare il lavoro e la qualità della vita? Sostenibilità industriale per Brindisi e le altre città non significa una società che cancella l'industria. Chi inquina paga. La sfida è: quanto tutto ciò che rappresenta economia e lavoro si coniuga con la sostenibilità ambientale? Non si tratta solo di sostenibilità industriale, esistono tante altre situazioni inquinanti. Vanno rispettate le norme con agenzie di controllo. L'amministrazione pubblica deve rispondere a quell'efficienza che deve consentirci tutto questo".

Il segretario generale Cgil ha parlato poi dello scempio del fotovoltaico, del ciclo dei rifiuti e della sostenibilità sociale che vuole nuovi spazi per i bambini, per gli anziani, dell'edilizia periferica in cui sono assenti servizi alle persone. "Non può essere più un'edilizia espansiva ma riqualificativa". Michela Almiento ha concluso parlando dei soggetti che devono attuare la pianificazione strategica territoriale e in particolare del ruolo fondamentale dell'Autorità Portuale "per la qualità urbana che dovremmo conseguire. Di lavoro ce n'è tanto".

Dopo il prof. Roberto Di Giulio, direttore del Dipartimento di Architettura dell'Università di Ferrara, che ha mostrato un progetto effettuato con i suoi studenti, l'Ance, il Politecnico di Bari, nel 2011, intitolato "Sciaia Masterplan" immaginando cosa potesse diventare l'area Sciaia/Materdomini, attraverso degli interventi pubblici e privati, per attrarre investimenti, si è parlato dell'importanza degli aeroporti con il contributo del presidente di Aeroporti di Puglia, Giuseppe Acierno.

"Gli aeroporti creano occupazione (950 addetti), generano un indotto regionale e nazionale, attirano investimenti esteri (la scelta di attivare un'industria in un luogo anziché in un altro dipende dalla presenza o meno di un aeroporto), hanno un senso sociale". Acierno ha parlato dei passi avanti fatti dalla Puglia dal 2006 a oggi, con un aumento del traffico ma con una mobilità ancora bassa rispetto al resto del Meridione, e del piano d'investimenti sull'aeroporto di Brindisi che prevede, nei prossimi anni, l'ampliamento dei piazzali, delle aree dedicate all'imbarco e al potenziamento delle attività di sicurezza.

Il punto di vista degli architetti è stato esposto invece da Fulgenzio Clavica, dell'Ordine degli architetti di Brindisi. "Il nostro consiglio nazionale insieme all'Anci, l'Ance, Legambiente, sta promuovendo una serie di azioni per la rigenerazione delle aree urbane, salvaguardando il territorio. Il tema della rigenerazione urbana sostenibile è per noi architetti la questione prioritaria per le politiche di sviluppo dei prossimi anni. Gli obiettivi da perseguire per un habitat migliore sono la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato, la riduzione del consumo di suolo e degli sprechi negli edifici, la rivalutazione degli spazi pubblici e la razionalizzazione del ciclo dei rifiuti e della mobilità urbana, la messa in rete delle città italiane, la salvaguardia dei centri storici e la richiesta di bellezza dei cittadini, per migliorare le loro condizioni di vita".

Della mobilità urbana ha parlato il presidente della Stp di Brindisi, Rosario Almiento, che ha affermato "Brindisi è in asfissia per colpa di prassi burocratiche e della miope visione del governo della città. Non è pensabile tornare a Brindisi dopo aver visto altre realtà. Brindisi deve porre in essere le condizioni per rinascere. Alcune scelte strategiche del passato sono state sbagliate. Non c'è mai stata integrazione tra le scelte urbanistiche e quelle della mobilità del trasporto urbano. Questa non è una sterile polemica, è il grido d'allarme per il futuro della nostra città".

"Il trasporto pubblico deve essere attraente, sin dalla tenera età, per i cittadini. Non invitare la Stp a partecipare al bando per il bike-sharing a Brindisi - ha detto ancora Almiento - è una scelta perdente. Vi parteciperà, ma non c'è stato un invito. Nelle altre città il bike-sharing è gestito dalla società di trasporto pubblico locale. Se non c'è coordinamento, il progetto bike-sharing è destinato a fallire. Le idee per il Piano urbano di mobilità ci sono. L'amministrazione comunale deve farsene promotore per rendere appetibile il trasporto urbano".

Dopo l'intervento di Antonio Colucci, dell'Ordine degli Ingegneri di Brindisi, secondo cui occorrerebbe un tavolo urbanistico permanente per risolvere i problemi della città, ha avuto inizio la tavola rotonda. Ad aprirla il parlamentare europeo Andrea Cozzolino che ha proposto l'istituzione di un Ministero delle città: "L'Italia ha distrutto gran parte della sua costa e si è costruito intorno ai centri storici. Occorre una politica della rigenerazione. Ci sono trentadue miliardi a Roma che non siamo in grado di spendere. Possiamo concentrare queste risorse per un piano di rigenerazione urbana? Abbiamo un patrimonio edilizio degli anni Sessanta e scuole costruite negli anni Settanta nelle quali vanno i nostri figli, che rischiano tantissimo. Chi impedisce all'Italia di usare più del 5% dei fondi dell'Europa?".

Secondo Giorgio Goggi dell'Università di Milano le città hanno tre problemi "Lo Stato, che mette le città italiane in condizione d'inferiorità rispetto a quelle europee, la carenza di una visione del futuro e la paura del contrasto, del dissenso. "Finché non saremo capaci di misurare il dissenso non risolveremo i problemi".

"Credo che il periodo del campanilismo sia finito. Lecce senza Brindisi non va da nessuna parte" secondo l'assessore al Comune di Lecce, Delli Noci. "Se si cerca il capro espiatorio nel passato, si perde tempo. Con il mio assessorato in quest'anno abbiamo cercato di invertire la rotta. Credo che in questi anni non ci sia stata una carenza di risorse ma d'idee. Non siamo in grado di intercettarle, le abbiamo sperperate e, una volta esaurite, le abbiamo chiuse nel cassetto. Nell'Osservatorio Smart City nazionale Brindisi deve entrarci. Dovevamo far conoscere Lecce alle grandi multinazionali. Abbiamo avuto finanziamenti importanti per la cultura, il turismo, creando una forte sinergia con i centri di ricerca. Abbiamo individuato trenta progetti strategici per lo sviluppo della città di Lecce. Lecce è piccola per essere una smart city, ma ha un territorio ampio e in questo raggio deve esserci anche Brindisi".

Per il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, "Questa è una città che non ha classe dirigente. Fa fatica a discutere di ambiente, sviluppo industriale. Dobbiamo costruire percorsi di condivisione. La concertazione è richiamata solo quando c'è qualcosa in ballo, quando c'è da mettere "le mani in pasta". Penso che Brindisi sia interessata alla fase delle particelle. I nuovi modelli di sviluppo si tracciano sulle grandi idee. Faccio fatica all'interno del Comune ma ho individuato delle incredibili risorse, gente che se ben motivata può dare tanto".

Poi il sindaco ha parlato dell'idea della capitale della cultura e del suo intento di iniziare una collaborazione con Lecce, della centrale di Brindisi Nord per la quale "non deve esserci un futuro", del caso Edipower e del Pug: "Stiamo lavorando senza aver distrutto il lavoro delle precedenti amministrazioni. L'idea di città non deve essere modificata a ogni sindaco". Infine il sindaco ha parlato dell'assenza di un piano di mobilità e della necessità per il porto di inserirsi in un sistema portuale pugliese. "L'alleanza con Lecce sarà strategica, perché si cresca insieme."

L'ultimo relatore del convegno, Angela Barbanente, assessore all'urbanistica della Regione Puglia, ha parlato della necessità di mettere assieme il lungo e il breve termine, di pensare a un Pug per i 5-10 anni al massimo. "Non si può pianificare il futuro solo ogni venti anni", di una politica urbana per le città che "in Italia non è mai esistita ed è un'anomalia in Europa. Politica urbana non è politica urbanistica", e della programmazione 2014-2020 "che ha ancora una volta di più lo sviluppo integrato sostenibile delle città". La Barbanente ha concluso il suo intervento parlando delle resistenze al cambiamento riscontrate nella logica assessorile e nel mondo delle professioni. "Tutti dobbiamo fare autocritica, solo così costruiremo qualcosa di meglio".

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