Martedì, 3 Agosto 2021
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Piano urbanistico generale di Brindisi, a che punto è la notte

Il coordinamento cittadino di Left lamenta l'assenza di dibattito: "Qualcuno si può degnare di informare la città sullo stato di avanzamento dei lavori"?

Come era ovvio pronosticare il  programma di redazione del Piano Urbanistico Generale che il sindaco Rossi ed il Pd cittadino si erano impegnati solennemente a dare alla città va a rilento. La road map che ci avrebbe portato al Pug veniva millantata  nell’atto di indirizzo un po’ sconclusionato del dicembre 2020. Era stato azzardato addirittura un calendario con obiettivi intermedi secondo il quale entro agosto 2021 avremmo avuto almeno la parte strutturale del documento. Entro maggio di quest’anno si sarebbero dovuti convocare tavoli tecnici, conferenza di co pianificazione e molto altro. La domanda per il professor Borri e per la giunta di Rossi è: A che punto siamo? Si è fornito un calendario alla città, qualcuno si può degnare di informare sullo stato di avanzamento dei lavori?

Ma al di là degli aspetti più tecnici quello che manca assolutamente e non solo sul Pug è il coinvolgimento. Un dibattito aperto su quello che si vuol fare di Brindisi, cosa i Brindisini vorrebbero che diventasse la propria città. La venuta di un esperto come il professor Borri aveva creato una aspettativa in tal senso, ma a parte qualche incontro iniziale, gli ordini professionali, le associazioni di categoria, i sindacati, i cittadini e le associazioni di quartiere sono stati tenuti fuori dal recinto amministrativo in cui si sono rinchiusi Rossi ed i suoi per fare cosa, lo sanno solo loro.

Si discute di Documento preliminare programmatico nella commissione consiliare urbanistica , ma quasi nulla altro e sempre di recinto amministrativo si tratta.
In altre città si discute apertamente di futuro, c’è un dibattito aperto e aspro a Bari, a Lecce, a Taranto che è un piacere leggere sulle varie testate perché dà il senso di vitalità di una comunità ed è l’amministrazione a tenerla viva rendendola partecipe.   

Il Pd cittadino si lancia anche in linguaggi mistici, parla di ‘’visioni’’ propagandando un rilancio della costa nord di cui c’è traccia solo nelle loro menti. Anche in teologia le visioni sono delle percezioni più interiori. Ecco, cari compagni, in città avremmo bisogno più di apparizioni che di visioni, che il Pd ci facesse questo miracolo e riuscisse a realizzare uno straccio di qualcosa oltre alla occupazione di tutte le poltrone, scranni, sgabelli e ‘pizzuli’ disponibili. Tra un po’ questa visione per la città con tanto di afflato del sindaco e dei suoi si materializzerà incredibilmente  in un’altra poltrona, quella di Stp, per un predestinato (si fa per dire), un vecchio arnese della politica dai molti incarichi e pieno di conflitti di interessi nel settore energetico. Roba da grandi illusionisti.

Tornando al pug è dura constatare che  non si abbia ancora dopo tre anni un pezzo di documento programmatico che ci spieghi cosa si voglia fare della costa nord, per quale fruizione, per chi, per quale futuro. Sono decenni che si discute di un progetto di città e la cosa era diventata assai più concreta di quanto non lo sia oggi prima con la giunta Antonino e poi con la giunta Mennitti. All’epoca almeno si sapeva cosa si volesse realizzare, oggi nemmeno quello. Siamo sempre più convinti che questa amministrazione rappresenti un ostacolo ai propri vagheggiamenti che potrebbero ben svilupparsi altrove, in componimenti poetici e in ritiri spirituali bucolici e un ostacolo alla città che ha bisogno  di amministratori pratici, in grado di unire una città che vuole diventare comunità, che sappiano cosa significhi rispettare un cronoprogramma, darsi dei tempi, confrontarsi sulle proposte e realizzarle. Appena sarà fornito un documento formalmente valido e legittimo come associazione avanzeremo le nostre proposte avvalendoci di competenze e rapporti e con il contributo di chi in questo momento sembra più sensibile al futuro della città e a pratiche di buona amministrazione.

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