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Torna la scuola: cari ragazzi, riappropriatevi del vostro bagaglio emotivo

Tutte le figure coinvolte, genitori, insegnanti, collaboratori e presidi, attendono di capire quanto la routine scolastica possa consolidarsi

In questi giorni tutte le scuole sono ritornate ad abbracciare i propri studenti, dando avvio all’anno scolastico 2021/2022: un segno di speranza verso il futuro e di ritorno alla normalità da tutti auspicata. Tutte le figure coinvolte, genitori, insegnanti, collaboratori e presidi, attendono di capire quanto la routine scolastica possa consolidarsi: il ricordo di quanto avvenuto lo scorso settembre e ottobre è ancora vivido. Questo periodo ci ha reso consapevoli circa l’importanza di un’istituzione dello Stato che possiede un duplice ruolo: luogo d’insegnamento ed uguaglianza sociale, unendo negli stessi spazi studenti motivati e meno pazienti, ragazzi con diverse esigenze e mezzi, resi straordinariamente uguali nella valutazione delle proprie competenze.

Tramite la Dad le diseguaglianze sono emerse prepotentemente e gli insegnanti hanno toccato con mano la difficoltà di trasmettere l’educazione e l’insegnamento di una disciplina all’interno di ogni singola casa tramite dispositivi elettronici, così ricchi di chip e giga ma incapaci di trasferire empatia e calore umano. Ritornare a condividere gli stessi spazi scolastici vuol dire riappropriarsi del proprio banco, della propria cattedra e della propria micro comunità. I corridoi in cui mille voci si confondono, dove gli sguardi degli studenti più giovani si incrociano con quelli dei loro colleghi più grandi, sono piccole ancore di un fondale su cui siamo abituati a navigare.

La presenza fisica del professore in aula e la supervisione dei dirigenti aiutano la definizione di un rapporto empatico e l’incremento della capacità di analisi critica, oltre a rappresentare un modello di vita a cui potersi ispirare nelle situazioni di difficoltà. L’anno scolastico a venire dovrà sicuramente essere contraddistinto anche dalla piena comprensione di quanto l’insegnamento del docente contribuisca alla crescita umana di ogni studente, e non sia solo mero nozionismo; gli studenti dovranno impegnarsi ad abbandonare i pigri agi della Dad in favore di una disciplina e formazione fondamentali per una società civile. Sarà fondamentale riattivare l’intelligenza emotiva e le competenze ad essa associate negli alunni, riattivando l’alfabeto emotivo acquisito negli anni passati, con l’obiettivo di migliorare la capacità di apprendimento degli insegnamenti scolastici, finalizzati all’unione tra aspetti emotivi e cognitivi dell’alunno.

Inoltre, sarà ugualmente essenziale la volontà di ricostruire da zero un “contratto” tra le istituzioni scolastiche e le famiglie degli studenti, in modo da accogliere, moderare e orientare difficoltà ed emozioni familiari che inevitabilmente emergeranno dopo due anni di contenimento. Sforziamoci quindi di far capire ai ragazzi il valore del tempo passato a casa, degli errori che sono stati commessi e dei momenti di grande coraggio in cui tutti ci siamo uniti, esprimendo una forza umana che può fungere da granitica base su cui poggiare gli insegnamenti di tutte le discipline che aiuteranno i nostri ragazzi nel raggiungimento dei propri successi. Il famoso editore Malcom Forbes sosteneva che fosse scopo della scuola sostituire una mente vuota con una aperta, ebbene dopo 15 mesi finalmente è arrivata la riapertura più importante.

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