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Motus Animi: la bella Brindisi di un tempo in mostra alla Casa del Turista

“Motus Animi - La memoria che diventa futuro, viaggio tra le bellezze di Brindisi” è la mostra allestita presso la Casa del Turista con 32 tavole.

?BRINDISI - “Motus Animi - La memoria che diventa futuro, viaggio tra le bellezze di Brindisi” è la mostra allestita presso la Casa del Turista con 32 tavole. “Il successo riscosso dalle suddette tavole, che rappresentano particolari dei luoghi più belli del capoluogo messapico, ha fatto sì che l’ invito a guardare in modo diverso la città di Brindisi, senza fermarsi alle apparenze, fosse esteso a tutti coloro che vorranno visitare la mostra, per iniziare a viaggiare tra le bellezze della nostra Brindisi”.

L’ auspicio espresso il 17 dicembre scorso durante la cerimonia di presentazione dell’intero progetto ‘Motus Animi’ è che il linguaggio artistico di opere o affreschi antichi possa trasmettere un messaggio culturale che va non tanto in direzione di un ripiegamento malinconico su una cultura figurativa ormai comparsa quanto piuttosto verso il recupero di aspetti della vita che sembrano lontani anni-luce”.

«Il nostro – scriveva la dirigente scolastica dell’Itis Giorgi Maria Luisa Sardelli - è stato un viaggio che non ha inteso fermarsi alle apparenze; ha voluto essere una scommessa su un diverso modo di guardare alla città imparando a leggerla nella sua essenza più profonda, facendo parlare le cose mute, tentando di scoprirla oltre lo scontato per restituirla ai suoi abitanti priva di quel velo di indifferenza che, tante volte, ci fa cercare altrove ciò che potremmo trovare accanto a noi».

Motus animi-3«Abbiamo incrociato una città con una sua anima, un luogo crocevia di culture in grado di muovere emozioni profonde dell’animo alla pari di tante città della nostra amata Italia, una città aperta che ha nell’acqua, nel suo mare, l’elemento centrale, talvolta utopico e metaforico, che la rende terra di approdo e di accoglienza. E ci siamo confrontati con una Brindisi bella nei suoi segni archeologici, connotati da una forza in grado di creare significati, nella sua architettura di difesa con i suoi castelli, civile con i suoi palazzi, portali, fontane e capitelli, religiosa con le sue tante splendide chiese, le sculture lignee, i preziosi affreschi, segni inconfondibili di un popolo fortemente legato alle sue radici e tradizioni».

«Ci piace pensare che San Francesco di Assisi si sia davvero fermato, di ritorno da Gerusalemme, nella borgata detta il Casale, che sorgeva intorno ad una edicola bizantina, per ripararsi dalla notte nella solitudine dei campi. E vogliamo immaginarlo parlare a “frate ragno” perché liberasse l’immagine della Vergine dai fili della sua tela che, come un velo, la occultavano. Il senso e il significato del nostro viaggio si trovano nella sfida all’ovvio e al banale, nel rifiuto di stereotipi e pregiudizi, convinti che “l’altra Brindisi,” quella che passa attraverso le immagini di alcuni dei suoi particolari più belli e che hanno il sapore e il profumo della sua storia, la Brindisi che può emozionare è quella che davvero tutti noi”.

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