Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Il palazzo e la Fontana, i vigili urbani: "Verificate tutte le autorizzazioni"

Persino superflua, la notizia diramata stamani dal comando della polizia municipale di Brindisi, sul riscontro della regolarità delle autorizzazioni e la conformità delle opere in esecuzione sopra la Fontana di Tancredi. Si sapeva già. Se ne è già parlato. E questo non assolve nessuno

BRINDISI – Persino superflua, la notizia diramata stamani dal comando della polizia municipale di Brindisi, sul riscontro della regolarità delle autorizzazioni e la conformità delle opere in esecuzione sopra la Fontana di Tancredi. Si sapeva già. Se ne è già parlato. E questo non assolve nessuno, né il Comune di Brindisi né la Soprintendenza di Lecce.

Vale la pena ricordare ciò che è stato scritto dal Consiglio di Stato nella sentenza 1100/2005, che dava ragione al proprietario del terreno ma rilevava come quell’area e il monumento fossero stati molto mal tutelati sia dall’amministrazione civica che dall’organo periferico dei Beni Culturali. Ci sarebbe voluto ben altro vincolo, su quel sito, scrissero i giudici del supremo organo di giustizia amministrativa. Cosa avrebbe dovuto dire Alberto Angela se fosse venuto a Brindisi? Guardare come questa città sa tutelare i suoi beni architettonici e culturali?

Meno male che Brindisi è stata ignorata. Qui non esiste un progetto di tutela e valorizzazione, per cui non bisogna meravigliarsi se nella trasmissione “Ulisse” si va a parlare dei Romani a Lecce e non nel luogo che fu il loro più importante porto per l’Oriente e punto cruciale di mille vicende, dalla fine dell’epopea di Spartaco alla guerra civile dopo la morte di Cesare, alla morte di Virgilio. Tutto è sepolto dal cemento, dall’asfalto e dal menefreghismo della politica locale, che usa ciò che resta ancora in piedi come rosticceria o discoteca. Gli studi storici e la valorizzazione del passato sono meritoriamente sostenuti e condotti da associazioni culturali.

Foto FontanaTancredi_13ott2015-2Le firme in calce al via libera per il condominio di due piani più attico e seminterrato, la cui fine lavori è stata prorogata all’11 maggio 2018, sono ben altre, perciò,  che quelle del Consiglio di Stato. Quindi se i lavori in corso determineranno danni al monumento saranno chiare anche le responsabilità. Per ora le coscienze dovrebbero essere acquietate (si fa per dire) dalla notizia che i vigili urbani da tempo hanno acquisito ogni documentazione utile, e da un recente sopralluogo della sezione di polizia edilizia.

“Il permesso a costruire n. 127/10 rilasciato dall’allora dirigente ing. Di Leverano con il quale si autorizza il  sig. Labate Giuseppe a poter realizzare un fabbricato composto da seminterrato per garage , piano terra , posti auto , porticati , con piano primo , secondo ed attico secondo le planimetrie allegate e depositate”, è l’atto su cui si basa l’operazione edilizia. “Nei mesi di maggio ed ottobre  2015 la EdilMic Costruzioni Edili di Micaletti Vito comunicava l’inizio dei lavori con ulteriore documentazione di natura sanitaria e di merito tecnico”.

Poi il comando dei vigili urbani prosegue la ricostruzione dei fatti ricordando che “a seguito di concluso procedimento  giurisdizionale dinanzi i vari gradi di giudizio dell’organo amministrativo , il dirigente del settore Urbanistica arch. Lacinio in data 16 luglio 2015 concedeva la proroga dell’inizio dei lavori con definitivo termine finale indicato nella data del 11 maggio 2018”. La Fontana di Tancredi avrà come compagno un condominio che la sovrasta, c’è poco da fare. Alberto Angela, grazie per non essere passato di qui.

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