Cronaca

“Per la droga a Brindisi pagati 99mila euro in due tranche”

Secondo l'accusa, Antonio Di Giovanni, già arrestato il 9 agosto, avrebbe versato "prima 64mila come acconto e poi a saldo 35mila". "Tranquillo, nessuna formica": nel viaggio non erano stati fermati dai carabinieri. Trovate anche banconote false. Fiat Croma con doppiofondo per il trasporto

BRINDISI – Droga in quantità e denaro a fiumi tra Brindisi e Torino per pagare i fornitori: 99mila euro sono stati versati in contanti, in due tranche, per uno stock la cui provenienza è al centro delle indagini dopo i sette arresti di lunedì.

DI GIOVANNI Antonio, classe 1983-2Se da un lato resta da definire, il cosiddetto livello superiore, vale a dire il cerchio dei grossisti in grado di assicurare chili e chili tra hashish e marijuana, dall’altro secondo il gip del Tribunale di Brindisi non ci sono dubbi “sugli indizi di colpevolezza” a carico di Daniele Camon  33 anni, Giovanni Cannalire  57 anni, Orlando Carella 47 anni, Piero Corsano detto Chiavolla  47 anni, Domenico De Leo  33 anni, Alessandro Liardi detto Briciola, 35 anni e Teodoro Montenegro detto Paparone,  29 anni. Nè ci sono dubbi sui contatti imbastiti da Antonio Di Giovanni, già arrestato il 9 agosto scorso (nella foto accanto).

Gli indagati sono finiti in carcere o ai domiciliari nell’inchiesta chiamata “Last travel”, ultimo viaggio, stando al contenuto delle intercettazioni telefoniche e ambientali e alle scoperte fatte dai carabinieri. Ascoltando le conversazioni, i militari hanno avuto la certezza che la Fiat Croma usata per il trasporto dei carichi da Torino a Brindisi, era stata modificata perché era stato creato un doppiofondo con delle lastre. Viaggio lungo che non ammetteva soste per evitare il rischio di essere fermati, dicevano, e per questo tenevano sotto controllo le formiche, nome con il quale venivano chiamati i carabinieri e più in generale gli uomini delle forze dell’ordine.

L’ascolto delle conversazioni e la lettura dei messaggi ha permesso di avere anche la conferma al sospetto di un pagamento ingente, come quello avvenuto il 31 luglio scorso. “Si apprendeva che Antonio Di Giovanni aveva consegnato ai fornitori la somma di 99mila euro in due tranche: 64mila euro quale acconto e 35mila a saldo dello stupefacente ricevuto il 23 luglio”, si legge nell’ordinanza di arresto.

Il successivo 9 agosto 2016, l’arresto di Antonio Di Giovanni, che ha dato una svolta alle indagini. Di Giovanni  partito da Torino e venne intercettato nei pressi del centro commerciale Ipercoop di Brindisi. In quella occasione, sarebbe riuscito a fuggire Giovanni Cannalire, il suocero: a bordo di una Fiat Croma c’erano 85 kg di hashish suddivisi in panetti. Nell’auto furono trovate undici  banconote false del taglio di 50 euro ciascuna, per un valore complessivo di 550 euro.

Giovanni Cannalire-2Prima ancora, il 16 luglio, Antonio Di Giovanni “comunicava a Cannalire l’esito dell’incontro con il macellaio (fornitore) per chiedere del filetto di qualità buonissima”.

Nel provvedimento di arresto è contestata anche la vendita di due chili di hashish “a presso di 3.500 euro” da Orlando Carella ad Arcangelo Camon. Quanto, poi, alla mappa degli incontri, i contatti vis à vis avvenivano tra i rioni Sant’Elia, Commenda e in particolare tra via Seneca e via Romolo, Paradiso e Perrino.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Per la droga a Brindisi pagati 99mila euro in due tranche”

BrindisiReport è in caricamento