“Conflitto d’interesse della sindaca: esposto in Procura”

Carmelo Palazzo di Impegno sociale consegna ai pm copia dell'interrogazione rivolta alla stessa Carluccio: "Suo marito, Sergio Quaranta, presiede l'associazione che gestisce in appalto l'assistenza dei soggetti affetti da handicap in convenzione con l'Ambito Br/1 da lei presieduto. Condotta censurabile"

La sindaca di Brindisi Angela Carluccio

BRINDISI – “Esiste un conflitto d’interesse per la sindaca di Brindisi, Angela Carluccio: suo marito, Sergio Quaranta, è presidente del consiglio di amministrazione di un’associazione che gestisce l’assistenza delle persone affette da handicap in virtù di una convenzione stipulata con l’Ambito territoriale Br/1 di cui la prima cittadina è presidente”.

Carmelo PalazzoIl capogruppo di Impegno sociale al Comune di Brindisi, Carmelo  Palazzo, ha consegnato in Procura copia dell’interrogazione rivolta alla sindaca con richiesta di risposta scritta sulla situazione ritenuta censurabile “sotto il profilo prettamente politico e morale”.

Ha depositato il documento questa mattina, dopo aver anticipato la volontà di chiedere spiegazioni prima di tutto alla diretta interessata, Angela Carluccio, che la sua lista ha sostenuto in occasione delle ultime amministrative, raccogliendo il maggior numero di consensi, salvo decidere di prendere la direzione opposta contestando lo sbilanciamento al centro delle decisioni assunte.  

Palazzo, infatti, è stato il primo a contestare un peso eccessivo di Noi Centro e puntare il dito nei confronti della coppia Marcello Rollo-Massimo Ferrarese. Richiesta di esame della situazione è stata avanzata alla magistratura per le valutazioni in ordine alla possibile rilevanza sul piano penale. Sempre nel caso in cui ce ne dovessero essere i presupposti.

Secondo Palazzo, alla luce delle informazioni che lui stesso ha assunto e verificato, il conflitto di interesse “è in atto”. Così come sussiste “una violazione del Codice deontologico  comportamentale europeo di cui la sindaca si è resa apertamente consapevole” dal momento che il “marito è presidente dell’Aipd, sezione di Brindisi, associazione che ha in appalto la cura di soggetti affetti da handicap psico-fisici e sensoriali, per effetto di un accordo, sotto forma di convenzione, con l’Ambito territoriale” nel quale sono in tandem i Comuni di Brindisi e San Vito dei Normanni, con Angela Carluccio presidente e massimo rappresentante in qualità di sindaco del capoluogo.

Più esattamente, scrive Palazzo “l’associazione Aipd, gestisce il servizio tramite il centro diurno Dante Cappello”. La convenzione è stata stipulata il 22 dicembre 2010 per poi essere rinnovata il 7 luglio dell’anno successivo, anche con la Asl “prevede il pagamento di una retta giornaliera per ogni utente il cui costo complessivo viene a gravare per il 50 per cento a carico dell’Azienda sanitaria locale e per il restante 50 a carico del Comune di residenza”.

E’ tutto scritto nell’interrogazione e nella lettera spedita all’attenzione del procuratore capo Marco Dinapoli. “Non vi è dubbio – si legge – che qualora queste notizie corrispondessero a verità, il sindaco di Brindisi non potrebbe assolutamente ricoprire la carica di capo dell’Amministrazione comunale”. Non potrebbe “ai sensi dell’articolo 61, comma 1 bis, applicabile certamente al caso in cui il marito del sindaco sia appaltatore di servizi comunali”.

“Non può neppure dubitarsi che, sotto il profilo prettamente politico e morale, il comportamento del sindaco e quindi la sua posizione di capo dell’Amministrazione e rappresentante dei cittadini di Brindisi, sia indubbiamente censurabile, anche alla luce del Codice europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali, elaborato dal congresso dei poteri del Consiglio d’Europa, diffuso e raccomandato dal Dipartimento per gli affari interni e territoriali-direzione centrale per le Autonomie-Area III-relazioni internazionali”.

Palazzo sostiene che stando al Codice, “l’eletto si deve astenere nell’esercitare le proprie funzioni in vista di proprio interesse particolare personale, diretto o indiretto”. Non solo. “Si astiene dal prendere parte a qualsiasi delibera o votazione che abbia come oggetto un interesse e inoltre si astiene dal concedere un vantaggio a una persona”. Il capogruppo di Impegno sociale, quindi, chiede alla prima cittadina “quali iniziative intende assumere per porre rimedio alla situazione di conflitto di interesse”. E attende risposta. Scritta.

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