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Norman Atlantic, il Ministero ringrazia i marinai dei rimorchiatori

Medaglie al merito per i brindisini Stefano Scevola, Francesco Spedicato e Antonio Pennetta: "Hanno contribuito a salvare la vita dei passeggeri dimostrando coraggio, altruismo, sacrificio e sprezzo del pericolo la notte del 27 dicembre 2014 quando si scatenò l'inferno di fuoco"

BRINDISI – “Coraggio, eccezionale perizia, altruismo e sprezzo del pericolo” sono stati riconosciuti dal Ministero della Marina a tre brindisini che la notte della tragedia del Norman Atlantic “contribuirono a mettere in salvo i passeggeri imbarcati sul traghetto evitando il naufragio dopo l’incendio”. Stefano Scevola, Francesco Spedicato e Antonio Pennetta quella notte erano tutti di rinforzo a bordo dei rimorchiatori Barretta ed è a loro che lo Stato italiano ha conferito medaglie al merito di Marina, con decreto del Ministero, firmato lo scorso 21 dicembre.

stefano scevola e francesco spedicato-3

La notte tra il 27 e il 28 dicembre nella pancia del traghetto si scatenò l’inferno di fiamme i cui segni sono ancora visibili oggi: la stiva del traghetto della compagnia Anek Lines, partito dalla Grecia e diretto ad Ancona, divenne una tomba per undici persone. Poteva essere una strage che non c’è stata grazie anche al lavoro dei tre brindisini.

Scevola, 44 anni, era sul rimorchiatore Marietta Barretta assieme a Spedicato, 54 anni (i due nella foto in alto), e Pennetta, 58 anni (foto in basso) era sull’Asmara: “Con altruismo e sprezzo del pericolo  contribuivano al salvataggio delle quasi 500 persone imbarcate”, si legge nei decreti che sono stati trasmessi al Comune per la pubblicazione, in modo tale che anche i brindisini, loro concittadini, conoscano il coraggio dei tre. Tutti e tre furono trasbordati sull’unità “ancora avvolta dalle fiamme, mettendo a repentaglio la propria incolumità e con eccezionale perizia, consentivano l’effettuazione delle operazioni di rimorchio nel porto di Brindisi, evitando il quasi cerro disastro e il naufragio”.

antonio pennetta-3“Con questo gesto – ha scritto ancora il ministro – davano lustro e decoro alla Marineria italiana, oltre a costituire un grande esempio di spirito di sacrificio e abnegazione e un positivo modello di condotta nei confronti dei colleghi della comunità tutta”. Brindisini dei quali essere orgogliosi. Brindisini dal cuore grande, che non si sentono eroi. Brindisini che nessuno deve dimenticare.

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