Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Centro Storico / Via Federico II di Svevia

La carcassa di un gatto sta lì da quattro giorni e nessuno interviene

Un gatto morto e le inutili complicanze della burocrazia. Si potrebbe riassumere in queste poche parole un caso che va avanti da diversi giorni, a riprova lo stato di decomposizione del gatto, tra la preoccupazione dei residenti, costretti a dover assistere impotenti al lento decomporsi del corpo senza vita del gatto randagio, e l'indecisionismo degli enti predisposti allo smaltimento della carcassa dell'animale

BRINDISI - Un gatto morto e le inutili complicanze della burocrazia. Si potrebbe riassumere in queste poche parole un caso che va avanti da diversi giorni, a riprova lo stato di decomposizione del gatto, tra la preoccupazione dei residenti, costretti a dover assistere impotenti al lento decomporsi del corpo senza vita del gatto randagio, e l’indecisionismo degli enti predisposti allo smaltimento della carcassa dell’animale.

Ma andiamo con ordine: il felino, come si può dedurre dalle immagini di BrindisiReport.it, giace da giorni all’interno di un pianerottolo in via Federico II di Svevia, una strada del centro cittadino a poche decine di metri dalla ormai ex sede dell’Agenzia delle Entrate, in via Nazario Sauro, e dalla scuola media Virgilio.Carcassa gatto via federico di svevia-2 

Il povero animale, morendo, ha avuto la sfortuna, per lui, ma soprattutto per i residenti, di scegliere un determinato luogo: l’ingresso dello stabile che in passato ospitò la Cassa Mutua Artigiani e, dopo l’abbandono degli spazi da parte dell’ente previdenziale, venne occupato da alcuni cittadini; questa girandola di occupazioni, abusive o meno, ha creato una notevole confusione sull’attuale proprietà dello stabile. Informazioni naturalmente sconosciute al povero gatto che, andando a morire tra i gradini dell’ingresso, a pochi centimetri dalla libera via, ma separato da una saracinesca, ha lasciato che la sua carcassa si ritrovasse nel limbo burocratico.

Numerose le chiamate dei residenti al servizio veterinario Asl per riuscire a smaltire la carcassa che, oltre al cattivo odore liberato dal processo di decomposizione, crea preoccupazione per le ricadute igienico-sanitarie, soprattutto visto che, come già scritto, la carcassa dell’animale si trova a poca distanza da un istituto scolastico secondario, la scuola media Virgilio appunto, e la via è particolarmente frequentata da scolari.

Una situazione pericolosa quindi, ma rimasta completamente invariata sin dalle prime segnalazioni: la carcassa del gatto giace così in strada da giorni, è l’unico a poter intervenire, a questo punto, è il ciclo naturale della morte. Gli enti predisposti allo smaltimento infatti si trincerano dietro il problema della saracinesca, l’animale è morto in un’area privata, quindi le operazioni di raccolta diventano complicate, non impossibili, ma solo più fastidiose, dovendo ritrovare le chiavi per aprire la saracinesca, cosa più facile a dirsi che a farsi. E intanto la natura fa il suo corso, il corpo si decompone e i residenti vivranno, in questo lasso di tempo, turandosi il naso e sperando che nessun ragazzino usi la carcassa come “gioco”.

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