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L'ospedale Perrino di Brindisi, in basso la Tac e il direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone

L'ospedale Perrino di Brindisi, in basso la Tac e il direttore generale della Asl Giuseppe Pasqualone

Ospedale Perrino, Tac aggiornata per ridurre le radiazioni ai pazienti

La Asl investe 134mila euro: “Necessario abbattere la dose ionizzante dell’80 per cento”. Il nuovo sistema permetterà anche di avere immagini di qualità elevata per visualizzare anche piccoli dettagli anatomici

BRINDISI – La Tac dell’ospedale Perrino di Brindisi sarà aggiornata con un investimento pari a 134mila euro, necessario per ottenere una riduzione dell’80 per cento della dose di radiazione ionizzata erogata ai pazienti che si sottopongono all’esame.

images-8-15La Asl ha deliberato l’impegno di spesa e al tempo l’affidamento per la fornitura del nuovo sistema, ritenuto di ultima generazione, l’8 marzo scorso in favore della società  Philips Healthcare spa di Monza, la stessa che ha già fornito a Brindisi i software attualmente in uso nell’Unità operativa complessa di Radiodiagnostica.

La richiesta di migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie rese, con particolare attenzione al “sistema per ridurre la dose erogata al paziente” era stata presentata alla fine dello scorso mese di luglio dal direttore dell’Unità, Grazia Angone, assieme a quella per aggiornare la piattaforma software usata per quantificare il ferro mediante Ts al livello del cuore, in attuazione della direttiva europea in materia di “protezione sanitarie delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse ad esposizioni chimiche”.

Nell’istanza è stata richiamata l’attenzione dell’Azienda sanitaria locale, ad adottare tutte le azioni per far sì che le “esposizioni mediche siano sufficientemente efficaci per la salute della persona mediante la valutazione di potenziali vantaggi diagnostici o terapeutici complessivi prodotti, rispetto al danno che l’esposizione potrebbe causare al paziente”. E ancora che le “dosi dovute a esposizioni mediche per scopi radiologici, ad eccezione delle procedure radioterapeutiche, devono essere mantenute al livello più basso ragionevolmente ottenibile e compatibile con il raggiungimento dell’informazioni diagnostica richiesta”.

Giuseppe Pasqualone-2Sulla base di queste premesse, è partito l’iter per arrivare alla individuazione della società, con annessa prenotazione della spesa: sono stati necessari otto mesi, stando a quanto si legge nella deliberazione assunta dal direttore generale della Asl, Giuseppe Pasqualone, dopo aver sentiti i dirigenti delle aree amministrativa, Giovanni Giannoccaro, e sanitaria, Angelo Raffaele Greco.

Il motivo? Da cercare e trovare nella legislazione italiana e in quella europea perché se da un lato, la stessa Azienda sanitaria locale di Brindisi ha sin da subito messo in evidenza che “l’innovazione della Tac può essere effettuata soltanto dalla ditta produttrice del sistema poiché l’unica ad avere le competenze tecniche e gli accessori originali con marcatura Cee per ottimizzare la dose erogata al paziente, dall’altro è stata avviata una procedura negoziata.

Si è arrivati così al 15 settembre 2015, data in cui è stato richiesto alla società Philips un preventivo per avere “un sistema da installare sulla Tac” chiamato “Brillanze Ct 64 channel”, l’unico in grado di assicurare una “riduzione della dose ionizzante e un software da installare sulle workstation della risonanza magnetica per “realizzare le mappe quantitative di T2”.

Un mese dopo è arrivata alla Asl l’offerta della ditta, con descrizione dello stesso sistema che – si legge – è stato “ideato per combinare la capacità di ridurre la dose al paziente e la possibilità di fornire immagini ad elevata qualità in tutte le applicazioni cliniche sia avanzate che di routine e senza compromettere i tempi di ricostruzione”.

Quanto alla riduzione, i livelli di dose saranno effettivamente tagliati “sino a un massimo di circa l’80 per cento e contemporaneamente” sarà possibile “la visualizzazione di patologie e piccoli dettagli anatomici normalmente nascosti dall’elevato rumore”. Sul fronte dell’analisi del tessuto del miocardo, la società ha presentato offerta per un sistema anche questo di ultima generazione.

Un corridoio dell'ospedale PerrinoLa Asl, a sua volta, ha chiesto alla stessa ditta un’ulteriore offerta e la Philips ha ridotto la voce legata al canone annuo di manutenzione, nella misura di cinquemila euro oltre Iva. E ha indetto un avviso di trasparenza volontario per cercare aziende del settore ma, alla data di scadenza, il 30 dicembre scorso, non ci sono state istanze. “E’ possibile dedurre che nessuna ditta ha le competenze tecniche per offrire una soluzione che permetta di assicurare gli obiettivi prestazionali richiesti”, si legge nella documentazione dell’Azienda sanitaria locale di Brindisi. Da qui l’ultimo passaggio per l’affidamento alla Philips di Monza. Per la  manutenzione annuale , l’importo stanziato ammonta a per 354.260 euro oltre Iva.

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